“L’art. 24 del Decreto Legge sulle liberalizzazioni affronta il tema della accelerazione delle attività di disattivazione e smantellamento dei siti nucleari, sottraendo alle Regioni ed ai Comuni interessati qualunque ruolo nell’iter di rilascio delle relative autorizzazioni. In vista della conversione del decreti, ci può essere lo spazio per un autorevole invito del PD a riconsiderare la questione. Pensiamo si possa trovare una soluzione capace di garantire la certezza e la rapidità di decisione su una materia molto delicata e contemporaneamente assicurare un ruolo chiaro alle comunità locali, non penalizzare l’occupazione garantita da Sorin e la certezza di un percorso che conduca davvero alla definitiva soluzione del problema”: così scrive il Segretario regionale del Partito Democratico del Piemonte Gianfranco MORGANDO in una lettera inviata in questi giorni al Segretario nazionale Pierluigi BERSANI.


Spiega Gianfranco MORGANDO: “La questione è di grande rilievo per il Piemonte: nel comune di Saluggia (VC) sono infatti concentrati i due terzi delle scorie nucleari italiane, e sono in corso le procedure e le prime attività per la realizzazione di un deposito temporaneo, noto come D2 con una spesa di circa 15 milioni di euro. Il tema è di forte rilievo regionale, e su di esso il PD ha sempre sostenuto una posizione coerente: il deposito temporaneo può essere costruito, ma, contestualmente va individuato il sito definitivo di stoccaggio delle scorie nucleari”.
“La nostra preoccupazione – aggiunge Gianfranco MORGANDO – è che il deposito temporaneo di Saluggia diventi, in presenza delle note difficoltà per la scelta del sito unico nazionale, un deposito definitivo, che sarebbe collocato in un’area del tutto inidonea e soggetta a gravi rischi ambientali. Per di più nella stessa area è presente il più importante distretto biomedicale del nostro Paese – quello di Sorin – nel quale lavorano più di 1700 persone. Sorin vorrebbe espandersi ma è legata a vincoli urbanistici che invece Sogin potrebbe, se la nuova normativa fosse approvata, bypassare. C’è dunque il concreto rischio che Sorin – essendo una multinazionale – decida, qualora non abbia possibilità di crescere a Saluggia, di delocalizzarsi in un altro Paese. La questione è piuttosto complessa e per questo è decisivo mantenere un ruolo significativo delle comunità locali nel governo del territorio quale elemento fondamentale per garantire scelte responsabili e coerenti”.
Gianfranco MORGANDO
Segretario Regionale PD Piemonte