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Parto segreto; Baricco (PD): la rinuncia all’anonimato deve essere una decisione della donna, ddl da rivedere

enrica-baricco“Abbiamo chiesto alla Giunta regionale di portare all’attenzione del Governo, del Parlamento e della Conferenza Stato-Regioni l’opportunità di conservare l’attuale impianto delle leggi sulla segretezza del parto, fondato su principi che garantiscono – prima, durante e dopo il parto – le necessarie prestazioni sanitarie alle donne che ritengono di non riconoscere il figlio e di rimanere anonime”: così la consigliera regionale Pd Enrica Baricco, prima firmataria, commenta l’ordine del giorno presentato da alcuni consiglieri Pd e votato a maggioranza in Consiglio regionale del Piemonte.

“Se la legge di modifica entrerà in vigore – spiega la consigliera Baricco – andrà  a colpire le oltre 90 mila donne che dal 1950 ad oggi hanno deciso di partorire in anonimato. Sulla base di quanto disposto nel ddl, dall’entrata in vigore della legge, queste donne avranno infatti 12 mesi di tempo per recarsi al Tribunale dei minori e confermare la propria volontà di restare anonime. Se non lo faranno su istanza dei soggetti non legittimati o del figlio non riconosciuto alla nascita, potranno essere ricontattate dal Tribunale per sapere se intendono revocare la scelta dell’anonimato”.

Nell’odg votato dal Consiglio regionale si chiede al Senato di emendare il testo di legge prevedendo la possibilità di accedere all’identità delle sole donne che preventivamente e autonomamente hanno deciso di rinunciare all’anonimato, e di eliminare dal testo l’accesso all’identità delle donne defunte, poiché ritenuto invasivo rispetto alle scelte fatte in vita, tra cui la possibilità che si siano costruite una nuova famiglia.