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Bargero: “Da M5S violenze inaudite via web. Bono? Generico”

slider ACQUAIntervista a Cristina Bargero su la Repubblica – Torino del 27/4/2016 – di S. Strippoli

CRISTINA Bargero, laurea in scienze giuridiche e autrice di un testo sui sevizi pubblici, è la deputata del Pd vitima dell’aggressione sul web. Per giorni, dopo il suo intervento alla Camera di mercoledì scorso, ha ricevuto insulti e minacce. Molti da parte del Movimento 5 stelle. La sua frase: «L’acqua delle nostre case non è un bene pubblico», ha scatenato reazioni violentissime durate per giorni.

Onorevole Bargero, l’aggressione sul web è una forma di violenza che solo adesso sta diventando consueta. Cosa si prova?

«La violenza arriva molto forte ed è un’onda che non si ferma. Soprattutto quando la violenza deriva da una manipolazione dell’informazione. Il mio intervento era tecnico. Il contesto era un dibattito alla Camera in cui si stavano dicendo molte inesattezze. Così ho fatto un po’ quello che fa una professoressa quando spiega a chi non vuole capire. Ai fini della regolamentazione l’acqua non è un bene pubblico ma un servizio “di interesse generale” ».

Che insulti ha ricevuto?

«Mi hanno chiesto se ero drogata, se prima di essere eletta mi prostituivo, mi hanno augurato la morte in ogni forma, da “impiccati” alle foibe alla caduta nel pozzo. Su twitter hanno anche pubblicato una foto in cui sono ritratta fra due pezzi di sterco. E prima di tutto hanno rallentato il video del mio intervento per ridicolizzarmi o far pensare che fossi ubriaca».

Per quanto è andata avanti questa storia?

«È andata avanti senza interruzione fino a lunedì. Ho dovuto chiudere la mia pagina Facebook pubblica, mentre sulle pagine dei 5 stelle gli insulti non sono finiti»

Ha sentito gli intervento in Consiglio regionale dei consiglieri dei 5 stelle?

«Sì, ho sentito le parole di Davide Bono e a mio avviso è stato molto generico. Credo che manchino due passaggi: il primo è la critica ai suoi colleghi che hanno manipolato il video e la seconda è nei confronti dei suoi compagni di partito che non hanno rimosso i commenti dei loro sostenitori e non li hanno invitati a un po’ di moderazione. Il confronto dialettico è legittimo, ma solo a condizione che sia garantito il rispetto».

Non le era mai capitato prima?

«Qualche insulto c’è stato in passato e mi rendo conto che possa capitare se si fa attività pubblica. Questa però è stata una valanga».

Lei ha presentato una denuncia contro ignoti. Cosa si aspetta?

«Mi aspetto che la polizia postale possa identificare gli autori di questa violenza e che con questa denuncia ci sia un segnale sull’utilizzo del web. Ora è successo a me che sono adulta, ma se la stessa cosa capitasse ad un adolescente o una persona in condizione di debolezza, il risultato sarebbe un pericoloso choc. Il cyberbullismo è un problema in questo Paese. Ne abbiamo visto molti esempi».

 

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