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Lavoro: Piemonte propone retribuzione minima oraria 8 euro

lavoratori2(ANSA) – TORINO, 8 SET – Introdurre anche in Italia, come in 22 dei 28 paesi Ue, la retribuzione minima oraria, una sorta di”asticella stabilita per legge” al di sotto della quale neppure la contrattazione collettiva può andare. L’idea parte dal Piemonte, con una proposta di legge al Parlamento presentata dal presidente del Consiglio regionale Mauro Laus e sottoscritta da 11 consiglieri del Pd, incluso il capogruppo Davide Gariglio. “La proposta – rimarca Laus – non è un attacco bensì un assist ai sindacati, che su questo tema devono essere la nostra forza. Questa è una battaglia di civiltà, oltre che un modo per porre fine alla confusione e dare certezza al diritto,nell’interesse delle imprese e dei lavoratori. Ho scritto al presidente del Consiglio dei ministri, e auspico che intervenga al più presto con un decreto. Noi proponiamo una retribuzione oraria minima lorda di 8 euro, meno non è dignitoso. Spero che questa proposta, sulla quale toccherà al parlamento decidere, possa servire da sollecito per una iniziativa del governo”. Laus ha già scritto dell’iniziativa al premier Matteo Renzi, ai parlamentari del Pd, e al presidente dell’Inps Tito Boeri.

“L’articolo 36 della Costituzione -osserva ancora Laus – specifica che il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro, e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa. Finora in Italia il salario minimo è stato demandato alla contrattazione collettiva,che in alcuni settori prevede una retribuzione minima oraria inferiore ai 4 euro. Ma così – afferma – si istituzionalizza la povertà provocando sentenze clamorose come quella del Tribunale del Lavoro di Milano che ha giudicato incostituzionale il salario previsto dal contratto nazionale di lavoro per i Servizi Fiduciari. Con un danno enorme per il cittadino che si illudeva di avere trovato una occupazione. Non è possibile demandare ai tribunali la soluzione del problema, solo la legge può offrirla,facendo in modo che non mortifichi i sindacati ma nemmeno chi lavora, sia esso un dipendente o un imprenditore”. “Non sarebbe una novità – sottolinea Gariglio – il primo Paese a introdurre la paga minima oraria è stato la Gran Bretagna nel secolo scorso, l’ultimo la Germania, che nel 2015 ne ha fissato l’ammontare a 8 euro e mezzo l’ora”. In attesa che venga presa la palla al balzo a livello centrale, Laus e Gariglio spiegano che anche le Regioni e tutte le stazioni appaltanti decentrate possono fare la loro parte agendo sui bandi.