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Cyberbullismo, l’ok del Senato al disegno di legge per la prevenzione In Italia aumentano i casi dell’8%

cyberbullismo.stopsu Corriere.it del 31/1/2017 – Dal Senato arriva l’ok al disegno di legge per il contrasto al fenomeno del cyberbullismo. Con 224 voti a favore, sei astenuti e un solo voto contrario, il testo è stato approvato in terza lettura. E di nuovo modificato. Il ddl ritorna al suo impianto originario, quello presentato — allo stesso Senato nel 2014 — dalla democratica Elena Ferrara. Non diminuiscono intanto le vittime di molestie e comportamenti violenti in Rete. Nel 2016 i casi di cyberbullismo sono anzi aumentati dell’8 per cento, secondo i dati dell’Osservatorio nazionale adolescenza diffusi da Pepita Onlus in un seminario organizzato dalla Regione Lombardia, «Parlare di sexting a scuola». E proprio il sexting sta diventando un altro — pericoloso — fenomeno sempre più diffuso tra gli adolescenti. Tra i 7.000 intervistati, uno su quattro ha dichiarato di averlo praticato e l’età della «prima volta» è molto bassa, tra gli 11 e i 12 anni. «Mi auguro che si diano grandi finanziamenti perché sono importanti le cure di prossimità, serve un centro in ogni regione. Serve formazione per insegnanti e genitori», ha spiegato commentando il voto sul ddl al Senato Luca Bernardo, direttore della Casa pediatrica Fatebenefratelli Sacco di Milano, dove nel 2016 sono stati curati 1.200 pazienti, di cui l’80 per cento per un disagio adolescenziale legato a internet. E di questi, il 35 per cento erano stati provocati dal cyberbullismo.

L’iter parlamentare del ddl

La proposta di una legge per contrastare il cyberbullismo arriva al Senato nel 2014. Prima firmataria, Elena Ferrara, che era stata insegnante di Carolina Picchio, la 15enne che, dopo essere stata violentata da un gruppo di coetanei, non ha retto la gogna sul web quando il filmato dello stupro è circolato in Rete e si uccisa. Approvata nel maggio del 2015, il testo è poi passato alla Camera, dove ha subito modifiche. Una pioggia di emendamenti ha mutato il proposito stesso della legge: non più solo violenza in Rete ma fenomeni di bullismo in tutte le loro manifestazioni. In più, si prevedeva la possibilità di richiedere l’oscuramento di contenuti «lesivi» anche per i maggiorenni ed erano state introdotte norme penali. In molti, a cominciare dalla stessa Ferrara, hanno criticato i cambiamenti. Di nuovo discusso al Senato, il ddl è stato quindi riportato al suo impianto originario. Sarà necessario, poi, un secondo passaggio alla Camera per l’approvazione definitiva. «Rispondiamo ad una richiesta di aiuto che viene dai ragazzi, dalle famiglie, dagli insegnanti — ha detto la senatrice Ferrara dopo il voto al Senato — La libertà di espressione e quella di pensiero rientrano nei diritti fondamentali, ma quando si parla di minori tutti devono fare un passo indietro. Da qui l’esigenza di agevolare la rimozione di contenuti e accelerare il blocco dei siti o dei profili sulla base delle segnalazioni inviate anche dagli adolescenti, che oggi non possono sporgere denuncia autonomamente».

Cosa prevede il testo

Fondi per la prevenzione — educazione nelle scuole per gli studenti e risorse destinate alla polizia postale — e l’eliminazione dei contenuti offensivi dalla Rete che riguardino minorenni. Oltre che un tavolo tecnico presso la presidenza del Consiglio che coordini il piano d’azione. Queste le principali misure previste dal disegno di legge. Introdotta anche la procedura di ammonimento, come avviene per lo stalking. L’obiettivo è la responsabilizzazione dei minori over 14 colpevoli di azioni riconducibili al cyberbullismo, cercando di tenerli, per quanto consentito dalla legge, fuori dal penale. «Un approccio rieducativo — spiega Ferrara — condiviso da istituzioni, forze dell’ordine, eccellenze sanitarie, esperti di pedagogia e di diritto, famiglie, insegnati, fino agli studenti. Abbiamo rimesso al centro i minori, perché la cura delle vittime e il recupero dei responsabili sono possibili solo attraverso l’educazione al corretto utilizzo delle nuove tecnologie».