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Le proposte del Pd sulla mobilità e sul trasporto autostradale

Per il Pd del Piemonte, “il rinnovo delle concessioni autostradali deve essere l’occasione per obbligare i futuri gestori a realizzare interventi che la mano pubblica non è più in grado di fare”. Tali interventi dovrebbero essere messi a fuoco dalla Regione, che dovrebbe farsi carico dei progetti in tempi brevi, in modo che il pacchetto sia pronto prima delle gare. La proposta è stata presentata oggi dal segretario regionale del partito, Davide Gariglio, con il responsabile Trasporti della sua segreteria, Andrea Ballarè, la presidente della Commissione Trasporti del Consiglio regionale, Nadia Contincelli, e il parlamentare Stefano Esposito. “Essendo acclarata la volontà di fare le gare – ha detto Gariglio – riteniamo utile ripensare il sistema delle concessioni come un mezzo per fare politica infrastrutturale. Occorre completare l’Asti-Cuneo, affrontare il nodo di Ivrea, ma soprattutto rivedere i pedaggi. La tangenziale di Torino dovrebbe essere a libera circolazione, per diventare una vera arteria di trasporto urbano. Chiediamo alla Regione di intervenire anticipando le somme per la progettazione, da farsi restituire dal gestore a gara assegnata”.

Il Piemonte – ha sottolineato Conticelli – ha buone opere infrastrutturali, ma queste hanno bisogno di essere interconnesse. La tangenziale di Torino oggi ha un sistema misto con troppi caselli, dovuti al fatto che nel momento del loro avvio il sistema autostradale non era stato ancora completato. Questo comporta disparità di trattamento e impedisce alla tangenziale di diventare un vero boulevard urbano. Ora abbiamo l’occasione di intervenire, ma c’è un anello mancante, quello rappresentato dalla Città di Torino e dalla Città Metropolitana, che sono imprescindibili ma al momento del tutto latitanti”. Dopo un anno di lavoro, il Pd regionale ha prodotto un documento con dati e proposte. L’interlocuzione con il Governo, ha detto Gariglio, è stata avviata. Ora sta agli enti locali “farsi parte attiva del progetto, e fare in modo che il rinnovo degli affidamenti diventi l’occasione per recuperare le risorse necessarie a costruire opere che sarebbero altrimenti difficilmente realizzabili