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Asti-Cuneo incompiuta, Chiamparino guida il corteo della protesta

Dove finisce la Asti-Cuneo: nella campagna di Cherasco

su la Repubblica del 16/11/2018

Manifestazione sotto la prefettura, con nuova lettera per Toninelli

di MARIACHIARA GIACOSA

C’è il presidente del Piemonte Sergio Chiamparino in testa al gruppo di amministratori e imprenditori che oggi ha manifestato sotto la prefettura di Cuneo per avere risposte sul completamento dell’autostrada.

“Il 6 giugno ho inviato una richiesta di appuntamento al ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli per discutere di concessioni autostradali e in particolare dell’Asti-Cuneo – ricorda Chiamparino – Ho scritto anche al premier Conte: nessuno dei due mi ha detto “crepa”. E’ un atteggiamento che considero intollerabile per il rispetto dovuto ai ruoli istituzionali. Io pretendo di essere ascoltato e non completamente ignorato perché non faccio parte dei partiti che sostengono il governo”. Per questo oggi Chiamparino consegnerà al prefetto di Cuneo Giovanni Russo, la lettera già indirizza a Toninelli.

Insieme con lui manifestano anche gli amministratori di Asti e di Cuneo, Maurizio Rasero e Federico Borgna, il sindaco di Alba, Maurizio Marello che ha organizzato la mobilitazione, i rappresentanti degli enti locali della zona e gli esponenti della politica e delle categorie produttive. “Non ne possiamo più – sbotta il primo cittadino di Alba – quando siamo andati a Roma a fine settembre il ministro ci ha assicurato che non c’era alcuno stop e che in tempi rapidi i suoi uffici avrebbero fatto le valutazioni necessarie per dare il via libera ai cantieri”.
Video/La posizione di Toninelli sulla Tav
E’ passato, però, più di un mese, nulla si è mosso e la pazienza degli amministratori e dei cittadini è pressoché esaurita. Il paradosso, osserva Marello “è che dopo anni di attesa il governo precedente aveva individuato la soluzione per riuscire a completare gli ultimi 9 chilometri di autostrada tra Cherasco e Alba. Toninelli ci aveva prospettato una revisione complessiva del sistema delle concessioni e l’avvio di una trattativa con il concessionario per avere condizioni migliori. La verità è che eravamo pronti a far partire i cantieri entro fine anno, sulla base del progetto low cost da 350 milioni e invece si continua a perdere tempo ed è tutto fermo”.

Il progetto è fermo negli uffici del Ministero che avrebbe dovuto portarlo all’approvazione del Cipe, il comitato economico finanziario, in modo da far partire i lavori entro dicembre, così come era stato stabilito nell’accordo con il concessionario autostradale. Il progetto di “cross financing” prevedeva infatti che l’ultimo pezzo dell’Asti-Cuneo fosse inserito nella proroga della concessione per la Torino Milano, affidata a Satap che in cambio si impegnava a concludere i cantieri in tre anni, senza oneri per le casse pubbliche.