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Il bivio che attende Appendino, ormai senza alibi

di Pier Paolo Luciano su la Repubblica – Torino del 10/11/2018

L’onda Sì Tav che ha invaso il centro ha definitivamente certificato la voglia di rinascita di Torino. Nonostante la giornata uggiosa in quarantamila si sono ritrovati in piazza Castello per chiedere una cosa sola: che Torino non finisca su un binario morto. Una rivolta innescata dall’ordine del giorno votato dalla maggioranza a Cinque Stelle due settimane fa ma che va oltre. In piazza si è coagulato tutto il malumore che le scelte dell’amministrazione Appendino hanno suscitato nei due anni di governo. Lo provano le tante bandiere a cinque cerchi sventolate in piazza  a indicare un’altra grande delusione della città per l’occasione olimpica affossata di nuovo dalla maggioranza grillina.  E al di là delle frasi di circostanza delle organizzatrici e degli imprenditori che in rappresentanza di tutte le categorie hanno aderito – altro fenomeno inedito – la manifestazione di oggi ha  bersaglio preciso: la sindaca. Sono le sue scelte che contesta la piazza. La catena di no che ha saputo mettere in fila in questi mesi di governo: no al G7 in città, no alle olimpiadi in tandem con Milano, no alla Torino-Lione, no ai tunnel di piazza Baldissera e della rotonda Maroncelli che dovrebbero aiutare i torinesi a muoversi con meno difficoltà nel traffico di punta.
La domanda adesso è se tutto questo servirà, se le 40 mila voci di piazza Castello saranno raccolte dalla sindaca e la convincerano a cambiare ruolo rispetto alla sua maggioranza: da ostaggio a leader, capace di imporre la sua linea anche di fronte alle resistenze di alcuni consiglieri. Sempre che, invece, la Appendino di lotta e di governo non sia perfettamente in linea con la sua maggioranza. contraria a tutto: G7, olimpiadi e Tav.