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Furia nuovo segretario regionale: “Noi, centro di un nuovo patto civico aperto ai delusi di Forza Italia”

Foto LaPresse/Alberto Gandolfo
29-11-2018 Torino(Italia)

Niente ambiguità sulla Tav, ma tanti altri Sì: al diritto allo studio, alle istanze dei riders fino alla sperimentazione di nuovi orari di lavoro

Intervista a Paolo Furia su la Repubblica – Torino del 30/12/2018 di Diego Longhin

Paolo Furia è il neosegretario del Pd piemontese eletto dall’assemblea di sabato. Tra i messaggi di auguri quale ha apprezzato di più?
“Mi ha fatto piacere quello del presidente Chiamparino e del suo collaboratore Bongiovanni. Entrambi hanno apprezzato il fatto che eravamo riusciti a rispettare una condizione che lui aveva posto: dare in fretta una guida al partito. Un fatto non scontato”.

Chiamparino ha lanciato la lista “Sì al Piemonte del Sì”. È preoccupato da questa mossa?
“No, perché dovrei? Ho letto poi un suo comunicato in cui commentava positivamente la mia elezione. E auspicava la massima unità e un’alleanza, la più ampia possibile, che dica “Sì al Piemonte del Sì”. Mi ritrovo con lui”.

Il congresso regionale si è chiuso, c’è però quello nazionale. È un rischio?
“Il passaggio congressuale nazionale non può essere sottovalutato. In Piemonte si è messo in sicurezza il partito, si sono scelti il segretario, il tesoriere e il presidente che si metteranno subito a lavorare sui dossier principali: formazione segreteria, discussione con Chiamparino e il gruppo regionale su alleanze e candidature. Per me la coalizione deve essere più ampia possibile”.

Chiamparino dice che il baricentro della coalizione sarà la nuova lista civica. Per il Pd un ruolo da comprimario?
“Ma no. Non è una novità. Da Alleanza per Torino in poi il Pd è sempre stato accompagnato da liste e formazioni civiche”.

Ma era al centro: ora è di lato?
“Tutte le volte si dice che il Pd è un problema. Che il Pd non ha un peso determinante. Io credo che il Pd abbia un valore aggiunto importante, ancor di più in Piemonte dove queste primarie si sono chiuse esprimendo delle novità, a iniziare dai profili mio e di Canalis, due giovani. Una comunicazione positiva. Il Pd insieme con Chiamparino deve essere baricentro di una coalizione ampia e civica”.

Chiamparino, rispetto a quello che sta a sinistra del Pd, dice che sulla Tav la posizione è chiara. Dipende dagli altri, non da lui. Cosa ne pensa?
“La mia opinione è uguale a quella di Chiamparino. Non mandiamo via nessuno, ma la posizione sulla Tav non deve essere ambigua. Però costruiamo un ragionamento che contenga altri elementi come il sì ai diritti per i riders, il sì al diritto allo studio, il sì alla sperimentazione di nuovi orari di lavoro, ad esempio”.

Furia non manderebbe via nessuno, nemmeno Forza Italia, come Chiamparino?
“Credo che la pancia di Forza Italia guardi alla Lega, ma se la Lega continuerà a governare con i 5 Stelle è giusto interloquire con la pancia delusa di Forza Italia”.

Furia e Canalis sono la strana coppia?
“No: rappresentiamo una convergenza fondata su un’analisi politica della fase che stiamo vivendo. Siamo partiti dal perché il Pd abbia perso, dalla percezione di essere distanti dai problemi dei cittadini e anche arroganti, avendo evitato di dialogare con molti mondi come i sindacati e le associazioni di categoria. Alcuni approcci vanno cambiati”.

Marino, senza incarichi, potrebbe lasciare il partito se ci saranno scissioni?
“Lui ha una sincera vocazione ulivista. Dipende da come andrà il congresso. Capisco che non abbia voluto incarichi: mi ha detto “fate un accordo che fa sì che io perda, quindi non chiedo posti per me””.

Il suo compagno Samuele cosa le ha detto?
“Di difendere il mio spazio professionale, di non farmi divorare dalle dinamiche di partito”.