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Appello Foodora, Furia: “C’è un vastissimo sottobosco di lavoratori che hanno ripreso a subire il cottimo”

(pixabay)

da Repubblica Torino: “Si è aperto questa mattina al tribunale del lavoro di Torino il processo d’appello contro Foodora, l’azienda di food delivery chiamata in causa da sei ex rider che contestano l’interruzione improvvisa del rapporto di lavoro, giunta dopo le proteste di piazza per le questioni relative alla paga oraria. I fattorini chiedono il reintegro e l’assunzione, oltre al risarcimento e ai contribuiti previdenziali non goduti“.

In merito a questa vicenda il segretario regionale Paolo Furia ha dichiarato:

Oggi ho presenziato alle arringhe della difesa della seduta di appello della questione “riders“. Fattorini a chiamata che oggi il sistema permette essere pagati sostanzialmente la metà di quanto era pagato, a ora di lavoro, il vecchio voucher. Ho partecipato perché, accanto ai fattorini di Foodora, c’è un vastissimo sottobosco di lavoratori nascosti, non sindacalizzati e senza voce né forza contrattuale, che hanno ripreso a subire il cottimo.
Qualcuno era curioso della mia presenza, qualcuno mi ha contestato perché il PD “li ha lasciati soli”.
Da precario trentenne, la contestazione mi ha fatto male. Ma è pure vero che il PD è mancato per troppo tempo da alcuni scenari di conflitto e di tensione. Questo anche perché non basta un approccio di governo per risolvere i problemi. Ci vuole anche che qualcuno si faccia carico di rappresentare delle istanze. La gig economy è un universo relativamente nuovo che dovrebbe essere al centro delle riflessioni, degli approfondimenti e dell’impegno di una forza politica che voglia restituire dignità al lavoro e rendere più giusta, oltre che più performante, l’economia.”