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“Ecco di cosa si parlerà sabato in Assemblea Regionale”. Intervista a Paolo Furia

Intervista a Paolo Furia su la Repubblica Torino del 23/01/2019 – di Sara Strippoli

«Credo sia opportuno discutere pubblicamente e senza reticenze delle strade che abbiamo di fronte, e non nego che oltre all’ipotesi di avere tante liste ci sia anche quella di una listone unico. L’assemblea regionale di sabato sarà il luogo di dibattito all’interno del partito», dice il segretario regionale del Pd Paolo Furia, che proprio in quell’occasione presenterà la nuova segreteria regionale e darà il via alle operazioni verso le elezioni di maggio.

Segretario, a Roma per le elezioni europee si sta discutendo proprio di un listone unico. Pensa si possa replicare anche per le regionali?

«Io porrò senza dubbio il problema. Ci sono due forme possibili a mio avviso. Parliamone con franchezza. In corso Umbria ci sarà Chiamparino e abbiamo chiesto l’intervento del vice presidente Aldo Reschigna che sta lavorando al Manifesto. L’ipotesi di un listone unico c’è, anche se personalmente per il momento io propendo per la soluzione di più liste attorno a una sola coalizione. A una condizione».

Quale?

«Questa è una strada che richiede una identità di coalizione molto forte».

Prima ancora di confermare la sua candidatura, Chiamparino aveva lasciato intendere di voler puntare su un listone unico senza simboli. Una sperimentazione politica che aveva subito sollevato polveroni dentro il partito. In ogni caso il 9 febbraio Chiamparino presenterà i suoi comitati dal basso. Lei come la vede?

«Io dico che ne comprendo la ratio, costruire una grande operazione di sintesi attorno a una dichiarazione assertiva per il Piemonte del Sì. Ne comprendo le ragioni, ma confido che questa sintesi si possa trovare anche nell’ipotesi di più liste attorno a questi cinque o sei Sì che stiamo definendo proprio in questi giorni».

Il nodo delle liste è certamente il tema centrale. Si aspetta reazioni?

«Mi aspetto che il partito discuta apertamente e in assemblea e non sui giornali come spesso accade in questo partito».

Il 9 febbraio ci sarà anche il Pd alla presentazione dei Comitati per il Sì di Chiamparino?

«Ci saremo sicuramente. Diciamo che questo è il capitolo 2, quello che definirei un Movimento in due arie. Ma è importante che il Partito Democratico dia il suo contributo, elabori le sue idee e poi si confronti con il mondo civico che sta collaborando alla campagna elettorale di Chiamparino».

Come vi state muovendo per definire il perimetro della coalizione?

«Ci stiamo parlando. E penso sia importante far partire una serie di iniziative a tema che coinvolgano tutti i partiti potenziali alleati e non solo il Pd. La base di partenza sono sempre quei cinque o sei Sì che per noi sono prioritari e che è importante entrino nel Manifesto del presidente. E siano condivisi da tutti i partiti che vorranno fare parte della coalizione. Non c’è solo la Tav, come ho detto più volte. Collegamenti locali, la necessità di potenziare l’assistenza domiciliare in sanità, lavoro, diritto allo studio sono nodi imprenscindibili. E vorremmo che il Piemonte diventasse la Regione più green d’Italia».

La nuova segreteria è pronta?

«Stiamo lavorando anche su quel punto e sabato la presenteremo».

Una segreteria aperta a tutti come avevate annunciato?

«Questa resta l’idea mia e di Monica Canalis. Pensiamo che sia il modo migliore per rafforzarci e far crescere il nostro peso».