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Furia e Canalis, vertici under 40 del Pd “Presto una task force di ragazzi per arruolare coetanei in politica”

su la Repubblica – Torino del 21/2/2019 – di Sara Strippoli

Un gruppo di giovanissimi volontari, «un battaglione formato senza il manuale Cencelli», cui si chiederà di dimostrare quanto sono abili con i social network, quanto sono disposti ad assumere un ruolo attivo per provare ad avvicinare i loro coetanei alla politica. E nella segreteria regionale di lunedì sarà dato mandato a un’agenzia di pubblicità per lanciare una nuova campagna per le prossime elezioni. Che dovrà riflettere pure sulla cooptazione dei più giovani. «C’è una questione di linguaggio», dice il segretario regionale Paolo Furia, impegnato a giorni alterni ad allontanare il dito puntato che sempre più di frequente si alza quando si parla del presente e del futuro del partito. «Il Pd non è un partito per giovani», è l’ultima critica arrivata ancora dal consigliere regionale Gabriele Molinari, che ha lasciato il partito accusando le scelte nazionali e marcando un tema di fondo: l’incapacità dei Dem di cogliere le esigenze delle generazioni più giovani. Il segretario regionale Paolo Furia, 31 anni, e la sua vice Monica Canalis, 38 anni, hanno il ruolo di tentare a ribaltare il quadro. E promettono di mettercela tutta per cambiare l’immagine vista anche allo Sporting Dora in occasione del lancio dei comitati a sostegno di Sergio Chiamparino: una platea dai capelli bianchi con pochi volti freschi pronti a mostrare un po’ di entusiasmo per il lancio della campagna elettorale più difficile di sempre. E se in corso Umbria sul palco allestito dal candidato Sergio Chiamparino sono saliti gli amministratori piemontesi per testimoniare esperienze virtuose ed esigenze, così a marzo sul palco Dem saliranno giovanissimi testimonial a cui sarà chiesto di raccontare idee e proposte per migliorare direttamente il loro futuro. «Questa volta ascolteremo loro», dice Monica Canalis. «Stiamo organizzando molte iniziative, ma sono convinto ci sia anche un problema di linguaggio da non sottovalutare – chiarisce Furia – Perché è evidente che i più giovani leggono meno i giornali, sono meno interessati a rivolgersi ai sindacati, in generale ai corpi intermedi. E’ un dato di fatto, specchio di questi tempi. Pensiamo che il Pd abbia il ruolo di alleggerire, di provare anche a trovare una nuova forma di comunicazione che sia più familiare». I segnali positivi ci sono: «Ci stanno contattando giovani imprenditori, titolari di locali, persone che negli anni scorsi hanno probabilmente votato per il Movimento 5Stelle e che ora sono delusi dai risultati. Non sono pochi. Li incontreremo cercando di aprire un dialogo per cogliere le loro esigenze». Ma Gabriele Molinari non ha ragione a sostenere che il Pd abbia dimenticato di attuare politiche di sostegno al mondo giovanile: «Non posso essere certo considerato un fan di Matteo Renzi ma questa è una valutazione che mi pare frettolosa», replica Furia. Ma non si mettano in croce i partiti, è l’invito di Monica Canalis: «Perché i più giovani, prima di allontanarsi dai partiti, hanno preso le distanze dalla politica in generale. Ed è lì che dobbiamo provare a riportarli». A cominciare dall’educazione civica a scuola, suggerisce la vice segretaria regionale. E ai segretari di circolo di tutte le province piemontesi è stato mandato un questionario per segnalare problemi e proporre idee: «E sono proprio i più giovani – dice Furia – che stanno rispondendo».