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Paolo Furia sulla fuoriuscita di Gabriele Molinari dal PD

Caro Gabriele,

grazie per il tuo coraggio, per la tua coerenza, per il percorso che ci attende dalla stessa parte.

Nella tua lettera dici che non sai cosa stai lasciando. In parte hai ragione: il Partito Democratico sta attraversando una fase di profondo ripensamento. Come potrebbe essere diversamente, dopo il contraccolpo della sconfitta elettorale del 4 marzo 2018? Un travaglio dal quale, speriamo, possa uscire più forte, anche se ci vuole tempo. D’altronde, la Lega è dovuta scendere al 4% per decidersi a cambiare, anche radicalmente, impiegandoci il tempo necessario (praticamente tutti gli anni del Governo Renzi). Quando appena ragazzino scelsi, tanti anni fa, il PD avevo in mente che potesse essere la casa di tutti i progressisti, come il Labour inglese e il Partito Democratico Americano. Grandi partiti dotati di una profonda democrazia interna, capaci di passare dalla linea Blair alla linea Corbyn, rimanendo uniti.

In ogni caso sono convinto che vada ricostruito un campo largo rivolto a chi non si riconosce nelle forze che oggi governano il Paese.

In questo senso, sono contento che tu riconosca il Partito Democratico come un interlocutore fondamentale, pur nel prendere congedo da questa esperienza.

Insomma, buon cammino a te e buon cammino a noi, perché ne abbiamo tutti bisogno e ne hanno bisogno il nostro Piemonte, il nostro Paese, la nostra Europa.

 

Paolo Furia, Segretario PD Piemonte