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Tre considerazioni sulle elezioni regionali in Abruzzo

Le elezioni regionali in Abruzzo ci consegnano tre insegnamenti:

1. Il centrodestra se unito è forte. Oggi l’agenda la detta la Lega, al punto di essere invertiti i rapporti di forza cui eravamo abituati nella Seconda Repubblica tra Berlusconi e Bossi.

2. Il Movimento 5 Stelle si sgonfia rapidamente (nel 2018 prese il 39,86%, nel 2019 prende il 19,7%) perché è un contenitore privo di identità, nato solo per contenere e rilanciare la protesta, ma è un vero e proprio disastro alla prova del Governo.

Le analisi dei flussi elettorali ci diranno verso dove sono andati alcuni elettori 5 stelle, ma possiamo presumere che quelli “più di destra” sono tornati a votare destra e qualcuno “più a sinistra” è tornato a votare sinistra.

3. Il centrosinistra (nel 2018 prese 17,61%, nel 2019 prende il 31,3%) è il vero competitore del centrodestra. Se da una parte è vero che una forte componente civica aiuta a tenere vivo il centro sinistra, dall’altra è evidente che la debolezza del Partito Democratico nuoce a tutta la coalizione.

Un Partito Democratico più forte, rinnovato nei metodi e nelle persone, più umile e più dialogante, non solo dedito alle dinamiche interne ma attento e presente nella società, può fare la differenza. Sta dunque a noi, anche in Piemonte, accompagnare un candidato forte e credibile, con un Partito forte e credibile.

Paolo Furia, Segretario regionale