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#8marzo. Evviva le donne che cambiano il futuro

Oggi, 8 marzo,  si celebra la Giornata Internazionale della donna. Una giornata  per ricordare in tutto il mondo le conquiste sociali, economiche e politiche che le donne continuano a portare avanti. Una giornata per riflettere sulle discriminazioni e le violenze di cui sono state e sono ancora oggetto.

Noi stiamo dalla parte delle donne che cambiano il futuro, perché ci sia un mondo più giusto, più libero, più green.

Facciamo i nostri auguri per l’8 marzo a tutte le donne, ricordando alcune donne speciali che hanno cambiato il nostro futuro e che lo stanno cambiando.

Paolo Furia

BUON 8 MARZO A:

Greta Thunberg, 16 anni, svedese, attivista per l’ambiente

Impegnata contro il cambiamento climatico, promotrice dello sciopero internazionale degli studenti per il clima indetto per il 15 marzo.

“Voi dite di amare i vostri figli sopra ogni cosa, ma state rubando loro il futuro davanti agli occhi.”

 

 

 

 


Malala Yousafzai, 21 anni, pakistana, Nobel per la pace a 17 anni

Il 10 ottobre 2014 è stata insignita del premio Nobel per la pace diventando, a 17 anni, la più giovane vincitrice di un premio Nobel per la sua lotta contro la sopraffazione dei bambini e dei giovani e per il diritto di tutti i bambini all’istruzione.

“Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo”

 

 

 


Liliana Segre, 88 anni, reduce della Shoah e senatrice a vita italiana

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a gennaio 2018 ha nominato Liliana Segre senatrice a vita per aver illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale.

“La mia speranza è che un giorno possano nascere gli Stati Uniti d’Europa, ora appare un’utopia, lo abbiamo visto sulla questione dei migranti, in cui ogni Stato ha dato spazio al suo egoismo nazionale. Io la speranza ce l’ho, ho sempre scelto la vita, ho conosciuto nella mia vita tanti affetti, un lungo amore.”

 

 


Marie Curie, scienziata polacca, vincitrice di due premi Nobel

Fu l’unica donna ad aver vinto più di un premio Nobel, fu l’unica a vincerlo in due aree diverse (per la fisica nel 1903,  e per la chimica nel 1911) e fu la prima donna a insegnare alla Sorbona, la prestigiosa università di Parigi.

“Non dobbiamo lasciar credere che ogni progresso scientifico si riduca a dei meccanismi, a delle macchine, degli ingranaggi, che pure hanno anch’essi una loro bellezza. Io non credo che nel nostro mondo lo spirito d’avventura rischi di scomparire. Se vedo attorno a me qualcosa di vitale, è proprio questo spirito d’avventura che mi sembra impossibile da sradicare”

 


Marisa Bellisario, top manager, dirigente d’azienda

Il suo impegno per la storia femminile è un simbolo dell’affermazione della parità tra uomo e donna. A lei sono intitolati la fondazione e il premio omonimo, assegnato ogni anno alle donne che si sono distinte nella professione, nel management, nella scienza, nell’economia e nel sociale, e ancora oggi viene ricordata come la donna manager più famosa d’Italia

“La tecnologia è il migliore alleato che la donna abbia mai avuto. Le donne possono e devono essere presenti nell’industria e nella politica con la stessa creatività”.

 

 


Tina Anselmi,  partigiana, sindacalista, Ministro della Repubblica

Nel 1976 passa alle cronache per essere la prima donna, nella storia dell’Italia unita, a diventare Ministro della Repubblica. Ha dedicato tutta la vita alla democrazia e ai destini delle donne: nella scuola, nel sindacato, nel movimento femminile della Democrazia Cristiana, in Parlamento. Deputata per sei legislature, è stata Ministro della Sanità e Ministro del Lavoro. Si deve a lei la legge sulle pari opportunità.

“Quando le donne si sono impegnate nelle battaglie le vittorie sono state vittorie per tutta la società. La politica che vede le donne in prima linea è politica d’inclusione, di rispetto delle diversità, di pace.”

 

 


Nilde Iotti, prima donna in Italia nominata Presidente della Camera dei deputati

La lezione politica di Nilde Iotti, anche nella costante affermazione del principio costituzionale dell’uguaglianza della donna nella società, nel lavoro e nelle professioni, mantiene oggi intatta tutta la sua forza e attualità.

“Dal momento che alla donna è stata riconosciuta nel campo politico la piena eguaglianza col diritto di voto attivo e passivo, ne consegue che la donna stessa dovrà essere emancipata dalle condizioni di arretratezza e di inferiorità in tutti campi della vita sociale, e restituita ad una posizione giuridica tale da non menomare la sua personalità e la sua dignità di donna e di cittadina”