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BORGHI SU INCONTRO ITALIA-SVIZZERA CON L’AMBASCIATRICE ELVETICA RITA ADAM

Il deputato piemontese PD Enrico Borghi in merito all’incontro con l’ambasciatrice elvetica Rita Adam:

Oggi alla Camera, come Unione Interparlamentare Italia-Svizzera, abbiamo avuto un utile e proficuo confronto con l’ambasciatrice svizzera in Italia, Rita Adam, che ringraziamo per la disponibilità.

E’ emerso un quadro positivo di relazioni tra i nostri rispettivi paesi, e l’esigenza di rafforzare il dialogo istituzionale per quello che a tutti gli effetti è ormai uno “spazio economico integrato alpino”.

Su mia domanda, l’ambasciatrice ha chiarito che l’intendimento della Svizzera è di mantenere un quadro di forte intesa con l’Unione Europea e di evitare che il processo avviato con Brexit possa mettere in discussione la via bilaterale tra UE e Confederazione Elvetica. Ciò a mio avviso è importantissimo, perché significa che non verranno messi in discussione i pilastri della libera circolazione delle persone e delle merci su cui si regge l’economia dei nostri paesi, nonostante le spinte protezioniste dei sovranisti a nord e a sud delle Alpi.

Nel mio intervento, ho posto in particolare tre questioni: l’esigenza di rilanciare le azioni di integrazione infrastrutturali tra i due paesi (ripresa del tema della gestione congiunta della Navigazione Lago Maggiore, spinta agli investimenti su strade di confine, sostegno reale da parte del Canton Ticino al programma INTERREG I-CH), il mantenimento di una forte relazione diplomatica tra Roma e Berna per evitare tensioni locali e la soluzione del problema targhe per i nostri lavoratori frontalieri.

Su quest’ultimo aspetto, mi ha fatto specie che sia arrivata dall’ambasciatrice una risposta che mi sarei aspettata dal governo italiano, e cioè che evadendo alle nostre richieste di soluzione al problema è in arrivo un emendamento al prossimo decreto sicurezza bis per evitare le sanzioni ai frontalieri che usano auto elvetiche per motivi di servizio. Forse, oltre che concordarlo giustamente con i vicini Svizzeri, i nostri sovranisti avrebbero potuto definirlo anche con il Parlamento. Vedremo se la cosa avrà seguito reale. In ogni caso, un incontro molto costruttivo.