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Città della Salute di Novara – Parco della Salute di Torino: il punto della situazione in Commissione

Il commento del vicepresidente della Commissione Sanità Domenico Rossi dopo il punto della situazione in Commissione Sanità sull’iter per la realizzazione del Parco della Salute di Torino e della Città della Salute di Novara.

 

L’informativa dell’assessore alla sanità sull’iter dei progetti per la realizzazione del Parco della Salute di Torino e della Città della Salute di Novara è arrivata in IV commissione poche settimane dopo il cambio di governo. “Mi auguro che con il nuovo ministro alla Salute si sblocchi l’iter per la realizzazione della Città della Salute e della Scienza di Novara, che aveva ricevuto uno stop a causa dei dubbi sul Partenariato Pubblico Privato sollevati dal Movimento 5 Stelle” dichiara il vicepresidente della Commissione Sanità Domenico Rossi.

 

In merito alla Città della Salute e della Scienza di Novara l’Assessore Icardi ha sostenuto che nei diversi incontri avuti, nei mesi scorsi, con i rappresentanti del Ministero della Salute sono emerse delle forti perplessità sul Partenariato Pubblico Privato. Anche l’ultima delibera della giunta Chiamparino con la quale si fornivano le garanzie finanziarie richieste, è stata ritenuta insufficiente e, nell’ultima nota inviata dal nucleo di valutazione, si chiede di far seguire un atto normativo, sempre a garanzia della sostenibilità finanziaria.

Di fronte a questa situazione l’assessore ha dichiarato di aver già esplorato possibilità di finanziamento alternative, individuando nell’INAIL la più conveniente dal punto di vista finanziario. Scelta, fra l’altro, più volte ritenuta dall’Assessore una valida strada da percorrere.

Alternativa che non dispiace nemmeno al Movimento Cinque Stelle, che ancora una volta, durante la commissione, ha ribadito la volontà di rivedere le modalità di finanziamento della Città della Salute di Novara.

Un appuntamento che potrebbe sciogliere questi nodi è fissato per martedì 17 settembre, quando l’assessore Icardi incontrerà, a Roma, il direttore generale del Ministero della Salute per discutere sia di Novara sia della possibilità di svolgere il “dibattito pubblico” sul Parco della Salute di Torino, nonostante i dubbi espressi da ANAC in merito.

“L’equivoco di fondo – commenta il consigliere Rossi – risiede nell’affrontare la discussione su Novara come se dovessimo decidere oggi quale percorso intraprendere. Siamo di fronte, invece, al termine di un lungo iter che rischia di essere vanificato. Non si tratta di capire come fare, ma solamente di sbloccare la quota di finanziamento pubblico così da mettere in moto i bandi”. “Mi auguro – continua Rossi – che il 17 settembre si sciolga il nodo, perché o andiamo avanti sulla strada già tracciata, anche approvando un’ulteriore legge se necessario, oppure si dica con chiarezza che si mette in discussione tutto e allora si ricomincia da capo, consapevoli che rimanderemmo la partenza dei lavori di anni, nella migliore delle ipotesi”.

Rinviare ulteriormente la realizzazione della Città della Salute e della Scienza significa indebolire l’intero Piemonte, perché, come ha riportato l’assessore in commissione, anche nel 2018 c’è stata una mobilità passiva nei confronti della sanità lombarda di circa 211 milioni.

“Il contenimento della mobilità passiva – dichiara il vice-presidente Rossi – è un obiettivo strategico per la nostra Regione che va conseguito anche attraverso il miglioramento dell’offerta sanitaria nelle zone di confine. Andrebbe poi spiegato ai cittadini novaresi come mai i dubbi sul finanziamento del nuovo ospedale novarese non ci siano stati per Torino, che ha già ricevuto la quota pubblica del finanziamento”.

Venerdì 13 settembre il Presidente della Regione Alberto Cirio sarà a Novara per tenere una Giunta monotematica sulla sanità e per fare il punto sulla Città della Salute e della Scienza.

 

“Mi auguro che sia l’occasione nella quale il presidente Cirio dica con chiarezza quale posizione intende perseguire: se andare fino in fondo sulla linea già approvata, anche approvando una nuova legge, se necessaria, o se sta pensando di rivedere il piano di finanziamento dell’opera. I cittadini hanno il diritto di saperlo” conclude Rossi.