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CIRIO SMENTITO DAI SUOI ESPERTI COVID

Domenico Rossi: In molti hanno letto le squallide parole del Presidente Cirio, che ieri si preoccupava di farci sapere che il Piemonte non può più accogliere migranti perché è a rischio la tenuta del sistema sanitario.

Un vecchio cliché, antico quanto l’uomo e molto caro ai populisti dei giorni nostri, secondo cui “gli stranieri portano le malattie”, e quindi dobbiamo difenderci.
Funziona sempre: proiettiamo fuori di noi frustrazioni, incapacità, errori e paure.

Poi per fortuna ci sono ancora esperti con la schiena dritta, che avrebbero potuto tacere e che invece parlano.
Sono il Presidente dell’Ordine dei Medici di Torino Guido Giustetto e l’epidemiologo di fame mondiale, Paolo Vineis, entrambi tra l’altro chiamati a far parte, dallo stesso Presidente, dell’Unità di Crisi Covid19.

Con parole semplici smontano la tesi di Cirio ricordando a lui e a tutti noi delle cose molto semplici:

Ogni migrante che giunge in Italia è sottoposto a tampone;
✔️ Ogni migrante che giunge in Italia è posto in isolamento se positivo e in quarantena se negativo;
✔️ Ogni migrante prima di essere trasferito e distribuito tra le regioni, viene sottoposto a test sierologico.
✔️ All’arrivo a Torino sono nuovamente sottoposti a tampone e posti in isolamento fino a quando giunge il risultato.

Per tutti questi motivi, i migranti sono le persone più controllate (basti pensare che il tasso di positività al Covid tra i migranti è intorno all’1,5%).

Molto più a rischio di diffondere il virus siamo noi, o tutti quei piemontesi che mai, in questi mesi, si sono sottoposti al tampone o al test sierologico.

Piuttosto di trovare un capro espiatorio di una possibile impennata della curva epidemiologica il Governatore dovrebbe pensare ai reali problemi del Piemonte, a partire dall’analisi delle criticità registrate durante la pandemia per mettersi, testa bassa, a lavorare con gli esperti affinchè non si ripetano.

Si mettano in campo risorse e strumenti per spiegare ai piemontesi che il rischio non è svanito e che occorre adottare comportamenti corretti invece di usare i canali istituzionali della regione per la propaganda.

La carta del populismo tipica della comunicazione di destra inizia a stancare e ad offendere l’intelligenza e la sensibilità dei piemontesi.

Puoi approfondire la notizia su Lo Spiffero, al link che segue https://bit.ly/318J9Rn