Intervista a Gian Carlo Caselli su Il Corriere della Sera del 21/2/2012 – di Giovanni Bianconi
ROMA - L’appuntamento era fissato per lunedì alle 18, libreria Feltrinelli di piazza Duomo a Milano, presentazione del libro del procuratore di Torino Gian Carlo Caselli Assalto alla giustizia , con Armando Spataro e Nando dalla Chiesa. Da giorni però il tam tam trasmesso soprattutto via computer faceva sospettare che dentro e fuori non ci sarebbero stati solo gli interessati al dibattito, ma anche i contestatori del magistrato accusato di voler criminalizzare il movimento No Tav con i recenti arresti per gli scontri dell’estate scorsa in Val di Susa: «Andiamo a esprimergli il nostro punto di vista a proposito di “assalti” e di “giustizia”». Risultato: presentazione annullata «per evitare problemi di ordine pubblico». Era già successo a Torino, per un altro incontro con Caselli relatore.



E’ evidente che in una fase di crisi della politica molti pensano di poter colmare lo spazio che si apre tra partiti e cittadini. Qualcuno potrà farlo in chiave esplicitamente antipolitica, qualcun altro più in chiave civica. Spetta ai partiti non essere passivi e inerti. E soprattutto il PD deve sentire la responsabilità di riformare radicalmente il modo di essere dei partiti e della politica.
In questi giorni mi sono posto una domanda. Se dovessimo, come Partito Democratico, andare al governo nel 2013, la nostra azione sarebbe di semplice continuità con l’esecutivo tecnico? In sostanza, non cambieremmo quasi nulla delle scelte che sono state compiute, soprattutto quelle relative ai temi dello stato sociale?


