Rapporto Istat: dalla famiglia l’argine alla crisi

27 maggio 2010

Su Il Sole 24Ore del 27 maggio 2010

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Tito Boeri sulla manovra: “Misure improvvisate”

26 maggio 2010

di Toto Boeri, su la Repubblica del 26 maggio 2010

È una manovra che vuole fare cassa nel più breve tempo possibile, non preoccupandosi di ottenere risparmi duraturi e di pensare alla crescita. Vorrebbe rassicurare i mercati, ma rischia di dare un´immagine di un paese alla canna del gas.

Si procede a tagli indiscriminati nei trasferimenti agli enti locali e nel pubblico impiego, con misure draconiane, quelle che non possono reggere nel corso del tempo. Forse non entreranno mai in vigore. L´unico intervento davvero strutturale è quello trapelato in serata: l´abolizione di 9 province con meno di 220.000 abitanti. L´esecutivo non ha certo imparato l´arte del punta-tacco, tagliare le spese migliorando gli incentivi alla produttività, quindi stimolando la crescita. Rischiamo perciò di fare con una mano quello che si disfa con l´altra.

L´esempio più evidente di queste contraddizioni è quanto avviene sul versante delle entrate. Tornano in auge, pur temperate, molte misure di contrasto all´evasione fiscale introdotte da Vincenzo Visco nella passata legislatura, dalla riduzione del tetto alla tracciabilità del contante, alla fatturazione elettronica. Misure in gran parte vanificate dall´ennesimo condono. Servirà a regolarizzare cambiamenti catastali non notificati. Verrà affidato alle Regioni che avranno una compartecipazione alle entrate.

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Esposito: sono deputato, mica ladro. Metto online i miei guadagni


Stefano Esposito – Il Riformista del 26 maggio 2010

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Olivero/Forum Terzo settore «Ci sono alcuni segnali positivi Ma rischi per le politiche sociali»


Luca Liverani – su Avvenire del 26 maggio 2010

Preoccupazione. Andrea Olive­ro usa questo termine nella sua analisi a caldo sulla manovra. «Vogliamo valutarla con attenzione – dice il portavoce del Forum del Terzo settore – e speriamo davvero che ci sia, da parte del governo, la volontà di andare a confrontarsi con tutto il Pae­se, per far capire che è una svolta ne­cessaria ». Segnali positivi – la stretta sugli stipendi dei parlamentari e sui contributi ai partiti, la tracciabilità, la lotta all’evasione – ci sono, dice: «Ma siamo preoccupati perché vediamo grossi rischi per la tenuta dello stato sociale e pochi investi­menti per creare fiducia. E ce n’è un bisogno enor­me. Per ora ve­diamo più om­bre, ma ci fareb­be piacere essere smentiti».

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Sul pendolo costante del Pd

25 maggio 2010

di Miguel Gotor – sul Sole 24Ore del 25 maggio 2010

Due fili tanto sottili da sembrare invisibili uniscono la trama bipolare italiana: il primo va da Berlusconi a Vendola passando per Veltroni, il secondo da Fini a D’Alema passando per Casini. Tali personalità, seppur divise in destra, sinistra e centro, sono accomunate da una medesima cultura politica. La prima ha un impianto populistico-plebiscitario che prevede partiti illanguiditi intorno al corpo del capo e un linguaggio biopolitico post e pre-moderno che ruota intorno alla gente, al territorio, al genere, all’antipolitica. La seconda ha caratteri costituzionali-rappresentativi che implicano partiti con una funzione autonoma e un linguaggio normativo moderno imperniato sui temi della sovranità come separazione dei poteri, dei diritti, della cittadinanza, della politica.

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Il lavoro prima di tutto ma senza mettere i figli contro i padri


Stefano Fassina (Segreteria nazionale PD) su l’Unità del 25 maggio 2010

Il documento sul lavoro approvato dall’Assemblea Nazionale del Pd, frutto di una lunga e approfondita elaborazione collettiva, segna una svolta culturale. Innanzitutto, il Pd rilancia il valore costituzionale del lavoro, fonte di identità della persona e fondamento della democrazia.

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Merlo sui ricorsi di Bresso: una vicenda ‘da archiviare definitivamente’

21 maggio 2010

(ANSA) – TORINO, 22 MAG – Quella dei ricorsi presentati e ritirati da Mercedes Bresso per chiedere verifiche su alcune liste di sostegno al presidente del Piemonte Roberto Cota e’ una vicenda ‘da archiviare definitivamente’. A sostenerlo, in una nota, l’on. Giorgio Merlo (Pd) vicepresidente della Commissione Vigilanza Rai.

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Lucà: Quella disattenzione verso i cattolici


di Mimmo Lucà, su Europa del 22 maggio 2010

L’analisi specifica del voto dei cattolici praticanti alle regionali conferma tendenze che già conosciamo e riserva qualche novità. Noi cristiano sociali del Pd abbiamo chiesto alla Swg un’indagine che ci mettesse in condizione di valutare sia il segno complessivo del voto cattolico nelle tredici regioni, sia il suo specifico dislocarsi in quattro regioni particolarmente significative: il Piemonte, l’Umbria, il Lazio e la Puglia.

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Damiano: Tre strade, un obiettivo: combattere la precarietà


Credo sia poco produttivo sostenere, come ha fatto Pietro Ichino, che la proposta contenuta nel “decalogo” del Pd di un “diritto del lavoro unico” sia sostanzialmente elusiva poiché sarebbe applicata al solo lavoro subordinato tradizionale, escludendo quanti (e sono milioni, soprattutto giovani) si trovano in posizione di sostanziale dipendenza economica dall’impresa in cui prestano la loro opera, pur non essendo formalmente “dipendenti”. Ritengo invece che il documento, presentato all’assemblea nazionale, rappresenti un passo avanti importante sulla strada del superamento di questo dualismo che affligge il nostro mercato del lavoro e lo rende ingiusto.

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Esposito su Santoro: “Un martire della libertà di informazione? Ma per carità”


di Stefano Esposito, su Il Foglio del 21 maggio 2010

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