Magda Negri: «I cittadini devono poter scegliere i propri rappresentanti e contare su governi stabili»

16 marzo 2012

Magda Negri su Torino Cronaca del 16/3/2012


“Il PD sostiene convintamente il Governo Monti e ritiene che, insieme allo sforzo per risanare il debito pubblico e rilanciare l’economia, bisogna arrivare alle elezioni del 2013 con una nuova legge elettorale e alcune significative riforme istituzionali.
Il Parlamento deve assumerlo come un impegno solenne. Sarà un vero ricostituente per la democrazia italiana, per la libertà dei cittadini di scegliere i propri rappresentanti, per la stabilità dei futuri governi.
Una buona legge elettorale consente di fare scelte pubbliche rispettando le volontà dei cittadini, di realizzarle e di difenderle”: così dichiara la Senatrice del Partito Democratico Magda Negri, commentando uno dei temi più rilevanti dell’agenda politica, ovvero la riforma della legge elettorale.

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Lo stretto crinale percorribile solo per legge ordinaria


Stefano Ceccanti su L’Unità del 16/3/2012


La Cassazione raddoppia la Corte Costituzionale: due inviti per il legislatore. A dir la verità la Cassazione di oggi nulla aggiunge a quanto da tempo sostiene la Corte Costituzionale su un duplice piano. Anzitutto su un piano generale, di inquadramento complessivo, secondo quest’ultima c’è si un favor familiae che gli articoli 29 e 31 riconoscono alla famiglia fondata sul matrimonio (che gode per così dire di un’opzione preferenziale) e le coppie di fatto dotate di un certo grado di stabilità.

Unita(16-3-12)Ceccanti

Piazza Cln alla Corte dei Conti


La Stampa del 16/3/2012 – di Emanuela Minucci


«Ma si rende conto che l’Inps sono le nostre pensioni? E se è vero che questa operazione immobiliare è stata gestita come temiamo, questo ente previdenziale che si trova già in gravi difficoltà economiche ci ha perso, e non solo a Torino, decine di milioni di euro».

L’onorevole Stefano Esposito (Pd) ha appena depositato alla Commissione Lavoro un’interrogazione urgente rivolta al ministro Fornero che parte proprio dal «caso piazza Cln». O meglio: il mistero degli immobili «svenduti a prezzi da fame» dal Fip, il Fondo immobiliare pubblico istituito nel 2005 dall’allora ministro Tremonti (e seguito dal sottosegretario Maria Teresa Armosino) per fare rapidamente cassa dismettendo il patrimonio immobiliare degli enti previdenziali.
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PD, ora serve coraggio e pragmatismo

15 marzo 2012

Giorgio Merlo su Il Riformista del 15/3/2012


Ci sono dei momenti nella vita politica che richiedono coraggio e realismo. Soprattutto da parte di quei partiti che non fanno della pura contestazione demagogica e qualunquista la propria cifra politica. Certo, la demagogia continua ad essere un ingrediente decisivo nel confronto politico italiano ma tutti hanno potuto constatare che la sola propaganda rischia di deragliare lungo i binari dell’indifferenza e dello scontro sociale alimentando le tensioni senza risolvere i problemi.

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DAMIANO: “NO, SOLUZIONE INACCETTABILE E’ UNO SCALPO DA CONSEGNARE ALLA BCE”

12 marzo 2012

Intervista a Cesare Damiano su Il Mattino del 11/3/2012 – di Alessandra Chello

Onorevole, il governo prima dice di non avere le risorse per gli ammortizzatori sociali, poi chiede una pausa per cercarle… Insomma alla fine le troverà?
“Le nozze con i fichi secchi proprio non si possono fare – taglia corto Cesare Damiano parlamentare Pd ed ex Ministro – modello danese o tedesco che dir si voglia. Dunque spero che domani i soldi vengano fuori.

IlMattino(11-3-12)Damiano

Cortocircuito a san Giovanni


Stefano Esposito su Europa del 10/3/2012


La piazza romana della Fiom è stata caratterizzata da un cortocircuito provocato dall’intervento di Sandro Plano e dal pieno sostegno che il sindacato di Landini e Airaudo da tempo sta dando al movimento No Tav. Le ragioni che stavano alla base della mobilitazione della Fiom in materia di occupazione e precarietà erano sacrosante e condivisibili anche per il Pd. Ma come si fa a chiedere da un lato più dignità per i lavoratori e dall’altro ad abbracciare chi in Valle di Susa il lavoro (e lo sviluppo) non lo vuole, tanto da arrivare a dare l’assalto violento a un cantiere, a minacciare gli operai e a opporsi alle decisioni prese dalle istituzioni? La Fiom ha voluto abbracciare i No Tav, ma alla fine sono stati i No Tav a stringere la Fiom in un anacronistico abbraccio che porta chi rappresenta i lavoratori a dire di no a un’infrastruttura che creerà lavoro e sviluppo.

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Pensioni, un pasticcio farcito di ingiustizie

9 marzo 2012

Cesare Damiano su Gli Altri settimanale del 9/3/2012


Ho letto un articolo di Enrico Marro sul Corriere della Sera di domenica 4 marzo sul tema delle pensioni. In esso si sostiene che le risorse stanziate dal governo per consentire ad alcuni lavoratori, in mobilità ed esodati, di andare in pensione con le vecchie regole, essendo commisurate a 65.000 persone, non sarebbero in grado di coprire un fabbisogno reale riferibile a 200.000 lavoratori circa.

GliAltri(9-3-12)Damiano

Country party, è il ruolo del Pd


Davide Gariglio su Europa del 9/3/2012


Il sostegno di Italia dei Valori e Sel alle manifestazioni di questi giorni contro la Tav e la sconfitta di Rita Borsellino, candidata di Pd-Idv-Sel alle primarie di Palermo, sono il segnale evidente che l’alleanza di Vasto è ormai un fatto politico del passato. È legittimo essere contrari alla Tav, ma il Partito democratico non può pensare di allearsi e di costruire un programma per il futuro del paese con forze politiche che dissentono su scelte, come la Tav, che il Pd considera strategiche per il futuro.

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Placido: sul bilancio Cota non dice il vero


su la Repubblica – Torino del 9/3/2012


IL BILANCIO della Regione «non dice la verità». Lo sostiene Roberto Placido (Pd) vicepresidente del Consiglio regionale. «È un bilancio falso non dal punto di vista legale, ma della sostanza- spiega – Poiché Cota ha detto e ripetuto che non vuole accendere nuovi mutui e lo si può capire visto che il debito della Regione sfiora i 9 miliardi, deve però spiegarci da che parte arriveranno i soldi di cui parla quel documento».

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La terza via del Pd

8 marzo 2012

Roberto Della Seta e Stefano Ferrante su Europa del 8/3/2012


Sembra che la scelta obbligata per il Pd sia tra un neo-laburismo che lo riporti nell’alveo del socialismo europeo, e un’alleanza con il centro che lo separi dalle sinistre radicali.
Può darsi che sia così, basta sapere che entrambe queste opzioni c’entrano poco sia con le storie di cui il Pd è l’erede, sia con le motivazioni che portarono alla sua nascita, sia soprattutto con l’orizzonte attuale di quel mondo vasto e composito di valori, bisogni, interessi, riflessioni che porta il nome di riformismo. C’entra poco, pochissimo, il neo-laburismo con le due principali tradizioni fondatrici del Pd.

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