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	<title>PD Piemonte</title>
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	<description>Partito Democratico - Piemonte</description>
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		<title>CASELLI. MERLO (PD): “UN BALUARDO DELLA LEGALITA’”</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 17:48:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[parlamentari news]]></category>

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		<description><![CDATA[“Il Procuratore Caselli è un punto di riferimento essenziale nella battaglia per la legalità e per il rispetto della giustizia e della Costituzione nel nostro Paese. La sua biografia e la sua lunga azione nella magistratura sono sufficienti per continuare &#8230; <a href="http://www.pdpiemonte.it/2012/02/caselli-merlo-pd-%e2%80%9cun-baluardo-della-legalita%e2%80%99%e2%80%9d/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Il Procuratore Caselli è un punto di riferimento essenziale nella battaglia per la legalità e per il rispetto della giustizia e della Costituzione nel nostro Paese.<br />
La sua biografia e la sua lunga azione nella magistratura sono sufficienti per continuare a dire che Caselli è un baluardo decisivo per la conservazione della democrazia italiana”.<br />
<strong>On. Giorgio MERLO</strong><br />
Deputato PD Piemonte<br />
Vice Presidente Commissione Vigilanza Rai</p>
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		<title>TAV. ANDREA GIORGIS (PD) OSPITE A TORINOW.</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 17:43:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Mercoledì 22 febbraio, a partire dalle ore 12.00, Andrea GIORGIS (Presidente regionale PD Piemonte) sarà ospite negli studi di TORINOW. Nella trasmissione “Orario Continuato” si parlerà della Tav e delle intimidazioni al Procuratore Caselli. Conduce Franco Borgogno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong><strong>Mercoledì 22 febbraio</strong>, a partire dalle ore <strong>12.00</strong>, <strong>Andrea GIORGIS</strong> (Presidente regionale PD Piemonte) sarà ospite negli studi di <strong>TORINOW</strong>. Nella trasmissione “Orario Continuato” si parlerà della Tav e delle intimidazioni al Procuratore Caselli. Conduce Franco Borgogno.</p>
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		<title>Bindi: «Il governo non ha un mandato per riforme senza coesione sociale»</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 17:42:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pubblica in Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[in edicola]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista a Rosy Bindi su L&#8217;Unità del 21/2/2012 &#8211; di Simone Collini Mi ha molto meravigliato questa affermazione, un presidente come Monti non ha bisogno di annunciare che andrà avanti comunque, anche senza accordo con le parti sociali». Per la &#8230; <a href="http://www.pdpiemonte.it/2012/02/bindi-%c2%abil-governo-non-ha-un-mandato-per-riforme-senza-coesione-sociale%c2%bb/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Intervista a Rosy Bindi su L&#8217;Unità del 21/2/2012 &#8211; di Simone Collini</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><a href="http://www.pdpiemonte.it/wp/wp-content/uploads/2010/12/logo-lunita.png"><img class="alignleft size-full wp-image-3115" title="logo-lunita" src="http://www.pdpiemonte.it/wp/wp-content/uploads/2010/12/logo-lunita.png" alt="" width="216" height="66" /></a>Mi ha molto meravigliato questa affermazione, un presidente come Monti non ha bisogno di annunciare che andrà avanti comunque, anche senza accordo con le parti sociali». Per la presidente del Pd Rosy Bindi il capo del governo «potrebbe essere ben più ambizioso, annunciando che riuscirà a fare la riforma del lavoro con i sindacati. Mi sembra questo il vero profilo riformista che serve al governo in questo momento».</p>
<p><span id="more-10935"></span></p>
<p><strong>Ammetterà che c&#8217;è bisogno di una riforma, o no?</strong></p>
<p>«Certo, e chi lo nega. Questo governo ha ricevuto la nostra fiducia per portare il Paese fuori dalla crisi e per fare ciò che è necessario per raggiungere questo obiettivo. Ma non si può pensare che in questo momento l&#8217;Italia possa permettersi di approvare importanti riforme strutturali senza la coesione e la pace sociale. Il governo non ha questo mandato. E per una ragione molto semplice: si esce da una crisi solo con delle riforme condivise, non approvate senza o, peggio, contro qualcuno. E l&#8217;essere condivise, almeno per quanto ci riguarda, le rende anche giuste».</p>
<p><strong>Un possibile ostacolo all&#8217;intesa riguarda la modifica dell&#8217;articolo 18. Visto che nel Pd è oggetto di discussione, qual è la sua posizione al riguardo?</strong></p>
<p>«Il governo non mi ha convinto sul perché sia così fondamentale toccare l&#8217;articolo 18. Preferirei un maggiore impegno su crescita, lotta precariato, su cosa significhi veramente la flexicurity applicata al mercato italiano in questo momento. Mentre mi è chiaro perché c&#8217;è l&#8217;articolo 18, non riesco a capire perché non ci dovrebbe essere. E considerato che si tratta di un punto critico per la trattativa, sarebbe auspicabile che fosse accantonato».</p>
<p><strong>Per poi discuterlo alla fine?</strong></p>
<p>«Se non lo si serve alla fine come un piatto che deve essere per forza digerito, forse si possono raggiunge i risultati che stanno a cuore al governo senza toccare 18».</p>
<p><strong>Nel Pd si è aperta una discussione anche sul contributo del pensiero cattolico: può aiutare a vincere il liberismo, dice Fassina; non va letto in chiave antiliberista, ha replicato Ceccanti richiamando i documenti della settimana sociale dei cattolici sulla flexicurity. La sua opinione?</strong></p>
<p>«Intanto, inviterei entrambi a non tirare dalla propria parte autorevoli pronunciamenti di Benedetto XVI o del cardinale Bagnasco e la dottrina sociale della Chiesa, che non può essere considerata né un punto d&#8217;appoggio per rinvigorire il pensiero socialdemocratico né l&#8217;ispiratrice del blairismo o del cosiddetto riformismo di sinistra. Io sono abituata a trattare la dottrina sociale della Chiesa e gli interventi del magistero con molto più rispetto. Più che chiamarli a sostegno delle nostre teorie dovremmo ispirarci ad essi per trovare soluzioni ai problemi che stiamo vivendo».</p>
<p><strong>Fassina e Ceccanti sbagliano entrambi?</strong></p>
<p>«Hanno fatto discorsi un po&#8217; strumentali. Bene invece se il Pd intende aprire una seria riflessione su questo tema. In questo momento c&#8217;è bisogno di rilanciare l&#8217;autorevolezza della politica. E il Pd, che è un partito pluralista e quindi deve avere un pensiero pluralista, può trovare anche nelladottrina sociale della Chiesa un&#8217;ispirazione per trovare soluzioni politiche ed economico-sociali capaci di combattere la crisi ma soprattutto di aprire un nuovo modo di concepire lo sviluppo, la redistribuzione della ricchezza e perfino la democrazia».</p>
<p><strong>Dice Veltroni che con alcuni giudizi critici si rischia di consegnare il governo alla destra: lei cosa dice? </strong></p>
<p>«Che questo governo noi lo abbiamo voluto, non subìto, e lo stiamo sostenendo convintamente. Ha ridato decoro e dignità a questo Paese, e siamo disponibili a un sostegno anche solo per questo, perché si tratta del presupposto perché l&#8217;Italia ce la possa fare. Però io non ho paura di consegnare questo governo ad altri. Può anche fare molte cose che faremmo noi, ma non è il nostro governo. Ed è anche bene che non lo sia».</p>
<p><strong>Perché dice così?</strong></p>
<p>«Stiamo vivendo una condizione assolutamente peculiare, e la forza di questo governo sta anche nel fatto che nessuno ci si può identificare totalmente. Non c&#8217;è da temere l&#8217;alterità del governo nei nostri confronti. Guai se non fosse così, anche per gli altri. Questa alterità è il presupposto per essere noi l&#8217;alternativa del domani. Ci stiamo preparando a elezioni in cui non ci candidiamo a fare il tagliando ad una macchina, ad un sistema, che sta arrivando a fine corsa. Ci stiamo preparando a dare al Paese un&#8217;altra guida, un altro motore, un&#8217;altra idea. Questa alterità va mantenuta nell&#8217;interesse di quello che deve fare il governo e di quello che dovremo fare noi».</p>
<p><strong>Il modello di legge elettorale che si sta discutendo, il tedesco corretto con lo spagnolo, va bene da questo punto di vista?</strong></p>
<p>«A dire il vero è un modello che mi preoccupa. Non darà più vita al bipolarismo, ma al multipolarismo, con l&#8217;assenza di un partito o di partiti che siano davvero il perno per azioni di governo. Mi preoccupa che si vada verso un sistema in cui forse si restituisce agli elettori il potere di scegliere una parte dei parlamentari, nei collegi uninominali, ma si nega la possibilità di scegliere le forze di governo. La grande conquista, dal Mattarellum in poi, era stata questa. Non si può tornare indietro di vent&#8217;anni».</p>
<p><strong>Nel Pd non sembra questa l&#8217;opinione prevalente.</strong></p>
<p>«Bisogna capire che se passasse questo modello elettorale saremmo noi a rimetterci più di tutti. Il sistema in discussione è un enorme regalo al centrodestra, che è andato in frantumi, e a un Terzo polo che continua a lucrare da posizioni di non schieramento. La tesi dell&#8217;Udc secondo cui servirebbero altri cinque anni così è quanto di meno auspicabile per noi».</p>
<p><strong>Per &#8220;noi&#8221; Pd?</strong></p>
<p>«No, per noi Paese. Dopo il superamento della crisi bisogna presentare, in chiarezza e limpidezza, una proposta politica. Continuare con un sistema politico ingessato come quello che oggi sostiene il governo non farebbe bene all&#8217;Italia».</p>
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		<title>Il PD non ripeta oggi l’errore della gioiosa macchina da guerra</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 17:40:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<category><![CDATA[in edicola]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista a Enrico Letta su L&#8217;Unità del 21/2/2012 &#8211; di Maria Zegarella Avanti tutta con fiducia nel governo Monti e nel Presidente della Repubblica. Non solo, ma per Enrico Letta questo governo, più che di destra o di sinistra, è &#8230; <a href="http://www.pdpiemonte.it/2012/02/il-pd-non-ripeta-oggi-l%e2%80%99errore-della-gioiosa-macchina-da-guerra/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Intervista a Enrico Letta su L&#8217;Unità del 21/2/2012 &#8211; di Maria Zegarella</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-3115" title="logo-lunita" src="http://www.pdpiemonte.it/wp/wp-content/uploads/2010/12/logo-lunita.png" alt="" width="200" height="61" />Avanti tutta con fiducia nel governo Monti e nel Presidente della Repubblica. Non solo, ma per Enrico Letta questo governo, più che di destra o di sinistra, è una grande opportunità per il Pd. Al contrario delle polemiche «sterili» che in queste ore tormentano il suo partito. Il vicesegretario prova a spostare lo sguardo avanti e richiama l’attenzione sulla vera rivoluzione in atto nell’elettorato: l’unico partito in vera ascesa, «come dimostra il sondaggio pubblicato da l’Unità» è quello degli astensionisti.</p>
<p><span id="more-10933"></span></p>
<p><strong>Letta, dopo Monti c’è Monti? È questo lo scenario?</strong></p>
<p>Sorride. «Dopo Monti nulla sarà come prima».</p>
<p><strong><br />
La pensa come Casini. E quindi se nulla sarà come prima come sarà?</strong></p>
<p>«La penso come Napolitano che invita al coraggio del cambiamento rispetto a questa fase. Il dopo-Monti sarà la conseguenza di quello che accadrà nei prossimi dodici mesi perché siamo nella stessa situazione del ‘93 quando finì la Seconda Repubblica: non a caso c’era un governo tecnico allora e c’è un governo tecnico oggi».</p>
<p><strong><br />
Solo che ora c’è chi è tentato di virare tutti i partiti al centro. Così non c’è il rischio che non si capisce più quale sia la differenza tra i due Poli?</strong></p>
<p>«Questo è impossibile, le differenze tra Pd e Pdl sono nel dna, oltre che nel programma politico».<br />
<strong></p>
<p>Quindi lei esclude la grande coalizione dopo i tecnici?</strong></p>
<p>«Ci sarà una competizione virtuosa tra due ipotesi costruite attorno a noi e al Pdl, questa è la cosa ideale per l’Italia, un Paese che sistema le regole, cambia la legge elettorale e entra nella Terza Repubblica».</p>
<p><strong><br />
In un sondaggio effettuato da Carlo Buttaroni emerge un costante distacco degli elettori dai partiti. Non<br />
è questa la vera sfida che dovete vincere prima del 2013?</strong></p>
<p>«Il vero cambiamento che sta avvenendo è proprio questo. Dal sondaggio che avete pubblicato emerge che tutti i partiti sono “ritarati” dal dato sull’astensionismo, ormai oltre il 45%. Vuol dire che c’è bisogno di una nuova capacità attrattiva e non possiamo pensare che i dati che danno oggi il Pd in vantaggio saranno gli stessi del 2013. Il rischio è di ripetere l’errore di Occhetto e la sua gioiosa macchina da guerra».<br />
<strong><br />
Sta avvertendo il guidatore?</strong></p>
<p>«Sto avvertendo tutti noi perché penso che questo sia il rischio maggiore che abbiamo di fronte».<br />
<strong><br />
Non sarà che questa disaffezione dipende dall’incapacità dei partiti di prendere decisioni nette sui temi che più interessano gli elettori? Penso alla riforma del lavoro, all’articolo 18.</strong></p>
<p>«La nostra forza non dipende dalla standardizzazione e dal fatto che dobbiamo pensarla tutti allo stesso modo. È un errore e non condivido la logica delle scomuniche perché c’è una linea certificata in un Concilio vaticano e chi dissente viene scomunicato. Non funziona così».</p>
<p><strong>Ce l’ha con Fassina e Veltroni?</strong></p>
<p>«Andare avanti a scomuniche e bolle papali distrugge tutto il buono che abbiamo costruito in questi anni».</p>
<p><strong><br />
Però al netto delle discussioni interne alla fine dovrete pur trovare una posizione ufficiale come partito.</strong></p>
<p>«È ovvio, tanto che abbiamo più volte dimostrato, durante questi primi mesi di governo Monti, di avere una nostra posizione e di essere riusciti a determinare l’azione dell’esecutivo, come è accaduto sui capitali scudati e sulle liberalizzazioni».<br />
<strong><br />
E sull’articolo 18?</strong></p>
<p>«Sull’articolo 18 la penso come Pier Luigi Bersani. C’è un negoziato in corso, c’è un governo tecnico e il Pd è in seconda battuta. Noi dobbiamo avere una posizione fluida, dobbiamo dire che se le parti sociali trovano l’intesa quella sarà la soluzione che appoggeremo, anche se è diversa da quella che avremmo fatto noi. Non siamo noi parti attive di questo negoziato: c’è un governo tecnico. Il Pd deve spingere affinché ci sia l’accordo, ma per noi l’articolo 18 è l’ultima delle questioni rispetto all’attrattività del nostro Paese, agli ammortizzatori sociali, alla riforma del costo del lavoro. Non penso proprio che ci divideremo su questo».<br />
<strong><br />
Ma anche sugli ammortizzatori sociali il Pd non è sulle stesse posizioni del ministro Fornero. Come vi comporterete in Parlamento se non dovessero cambiare le cose?</strong></p>
<p>«Anche in questo caso io mi fiderei di quello che le parti sociali faranno al tavolo negoziale. Rispetto a quando noi affrontammo questi problemi all’Assemblea di Busto Arsizio è cambiato tutto. Non avremmo mai immaginato di venirci a trovare nella situazione in cui siamo e cioè non da protagonisti diretti. Il Pd può aiutare il negoziato, ma deve restare unito, soltanto in questo modo sarà forte, pur mantenendo intatta la sua “tavolozza di colori” con molte sfumature. Ripeto: il partito non può essere gestito come il Concilio di Trento».<br />
<strong><br />
Ma se Monti dovesse andare avanti, come ha annunciato, anche senza l’accordo con le parti sociali?</strong></p>
<p>«Lo vedremo in quel momento, ma sono assolutamente ottimista sul fatto che il governo alla fine farà la scelta giusta. È stato così fino ad ora, ha fatto scelte che condivido, in sintonia con il nostro partito e penso che dovremmo essere più generosi con il governo Monti. Invece vedo che c’è una certa tentazione nel nostro partito, che per fortuna Bersani sta arginando benissimo, di prendere le distanze dicendo che è un governo di destra. Non ripetiamo il grande errore che fece il Pds non partecipando al governo Ciampi. Questo è un esecutivo che sta toccando tabù che neanche nelle nostre migliori intenzioni avremmo immaginato di poter scalfire e penso alla ristrutturazione del modello di Difesa, le liberalizzazioni… Spero che si riesca a spingere questo governo verso scelte sempre più sintoniche con noi e non vorrei che prevalesse la linea di chi lo vorrebbe vedere spostarsi a destra».<br />
<strong><br />
Anche lei come Veltroni invita a non “regalare” Monti alla destra?</strong></p>
<p>«Dico che c’è una difensiva in corso da parte di Berlusconi che, una volta persa la Lega e la sua centralità, punta a lucrare dal governo Monti. Ma non dimentichiamoci che i sacrifici imposti da questo governo sono anche conseguenza delle politiche della destra. Bersani ha guidato con grande coraggio e determinazione questa fase politica e i sondaggi ci dimostrano che gli italiani hanno capito».</p>
]]></content:encoded>
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		<title>TAV. PD PIEMONTE: “LA POLITICA PRENDA UNA POSIZIONE NETTA A FIANCO DI CASELLI”</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 15:37:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica in Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[il segretario]]></category>

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		<description><![CDATA[Che un magistrato sia fatto oggetto di insulti e di minacce fino ad arrivare a impedirne la  partecipazione a un pubblico dibattito costituisce un fatto molto grave che sollecita tutte le forze politiche ad un rinnovato ed ulteriore impegno per &#8230; <a href="http://www.pdpiemonte.it/2012/02/tav-pd-piemonte-%e2%80%9cla-politica-prenda-una-posizione-netta-a-fianco-di-caselli%e2%80%9d/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-10923" title="g.caselli" src="http://www.pdpiemonte.it/wp/wp-content/uploads/2012/02/g.caselli.jpg" alt="" width="190" height="130" />Che un magistrato sia fatto oggetto di insulti e di minacce fino ad arrivare a impedirne la  partecipazione a un pubblico dibattito costituisce un fatto molto grave che sollecita tutte le forze politiche ad un rinnovato ed ulteriore impegno per una cultura e una pratica della legalità: dove c’è violenza e dove c’è intimidazione non ci può essere confronto e democrazia.<br />
Non si tratta soltanto di manifestare la solidarietà al Procuratore Caselli, ma di chiedere al movimento No Tav di espellere dalla Valle di Susa e di isolare le frange violente e sovversive e di porre fine alla confusione tra il dissenso pacifico alla Torino-Lione e la negazione della legittimità delle decisioni prese nei confronti dell’opera.</p>
<p><span id="more-10922"></span></p>
<p>E’ dalla radicale contestazione dello Stato e delle istituzioni democratiche che è scaturito quel clima di intolleranza che è alla base del lancio di sassi alla polizia e delle intimidazioni al Procuratore Caselli e alla magistratura che ha adottato provvedimenti nei confronti di singole persone accusate di gravi atti di violenza.<br />
<strong>Gianfranco MORGANDO</strong><br />
Segretario regionale PD Piemonte<br />
<strong>Andrea GIORGIS</strong><br />
Presidente regionale PD Piemonte<br />
<strong>Federico FORNARO</strong><br />
Vice Segretario regionale PD Piemonte<br />
<strong>Alessandro ALTAMURA</strong><br />
Vice Segretario regionale PD Piemonte</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>CASO PRYSMIAN. LUIGI BOBBA (PD): “DAL GOVERNO UNA RISPOSTA  DEL TUTTO INSODDISFACENTE”</title>
		<link>http://www.pdpiemonte.it/2012/02/caso-prysmian-luigi-bobba-pd-%e2%80%9cdal-governo-una-risposta-del-tutto-insoddisfacente%e2%80%9d/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 15:34:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<category><![CDATA[parlamentari news]]></category>

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		<description><![CDATA[“La risposta del Governo – attraverso il Sottosegretario al Lavoro Cecilia Guerra – alla mia Interrogazione sull’annunciata chiusura dello stabilimento della Prysmian di Livorno Ferraris (Vercelli) è stata del tutto insoddisfacente”: lo dichiara l’On. Luigi BOBBA (PD, Vicepresidente della Commissione &#8230; <a href="http://www.pdpiemonte.it/2012/02/caso-prysmian-luigi-bobba-pd-%e2%80%9cdal-governo-una-risposta-del-tutto-insoddisfacente%e2%80%9d/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-2959" title="bobba" src="http://www.pdpiemonte.it/wp/wp-content/uploads/2010/11/bobba.jpg" alt="" width="126" height="169" />“La risposta del Governo – attraverso il Sottosegretario al Lavoro Cecilia Guerra – alla mia Interrogazione sull’annunciata chiusura dello stabilimento della Prysmian di Livorno Ferraris (Vercelli) è stata del tutto insoddisfacente”:</strong> lo dichiara l’On. <strong>Luigi BOBBA</strong> (PD, Vicepresidente della Commissione Lavoro della Camera)  al termine della seduta odierna della Commissione Lavoro.<br />
“Il Governo non ha fatto altro che ripetere quanto annunciato dalla Prysmian, ma non ha risposto al perché l’azienda non abbia scelto un percorso meno oneroso per i lavoratori. Infatti, restano a  disposizione dell’azienda e dei lavoratori per il 2012, più di 30 settimane di cassa integrazione ordinaria.</p>
<p><span id="more-10920"></span></p>
<p>Se poi, al termine del 2012 , l’azienda dovesse confermare la chiusura dello stabilimento, si potrà accedere ad un anno di Cassa integrazione straordinaria. Dunque un tempo sufficientemente lungo per gestire un’eventuale ricollocazione del personale. Se invece lo stabilimento verrà chiuso in tempi rapidi si perderanno le già citate 30 settimane di Cassa integrazione ordinaria”.<br />
“Affermare &#8211; continua l’On. <strong>Luigi BOBBA</strong> &#8211; come ha fatto l’azienda, che la principale opportunità di ricollocazione degli operai consiste nel loro trasferimento ad Arco Felice (Na) – dove esiste un altro stabilimento Prysmian interessato da un ampliamento di occupazione per circa 100 unità – è evocare una possibilità del tutto teorica”. Infatti, circa l’80% dei lavoratori Prysmian di Livorno Ferraris, in quanto radicati con le loro famiglie sul territorio, difficilmente potranno accedere a questa opportunità e per di più appare del tutto improbabile il loro trasferimento in una zona – quella di Napoli – interessata da una fortissima pressione occupazionale.<br />
“Torno dunque a chiedere all’azienda, anche in vista dell’annunciato incontro con il Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera, di rivedere la propria decisione e comunque di utilizzare  tutti gli ammortizzatori sociali disponibili in caso di crisi e di ristrutturazione aziendale. Alla Regione Piemonte, se vuole dare un seguito concreto ai plurimi incontri realizzati dagli assessori Porchietto e Giordano, sollecito una decisione simile a quella della Regione Lombardia: fare un programma operativo per cablare tutta la nostra Regione. Forse quest’argomento potrebbe servire per far tornare la Prysmian sui suoi passi”.<br />
<strong> On. Luigi BOBBA </strong><br />
Deputato PD<br />
VicePresidente Commissione Lavoro</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Gian Carlo Caselli e i No Tav : «C&#8217;è un clima d&#8217;odio, vogliono zittirmi»</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 15:34:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Rassegna stampa democratica]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista a Gian Carlo Caselli su Il Corriere della Sera del 21/2/2012 &#8211; di Giovanni Bianconi ROMA - L&#8217;appuntamento era fissato per lunedì alle 18, libreria Feltrinelli di piazza Duomo a Milano, presentazione del libro del procuratore di Torino Gian Carlo &#8230; <a href="http://www.pdpiemonte.it/2012/02/gian-carlo-caselli-e-i-no-tav-%c2%abce-un-clima-dodio-vogliono-zittirmi%c2%bb/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Intervista a Gian Carlo Caselli su Il Corriere della Sera del 21/2/2012 &#8211; di Giovanni Bianconi</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2985" title="logocorrieresera" src="http://www.pdpiemonte.it/wp/wp-content/uploads/2010/11/logocorrieresera-300x29.gif" alt="" width="238" height="23" />ROMA - L&#8217;appuntamento era fissato per lunedì alle 18, libreria Feltrinelli di piazza Duomo a Milano, presentazione del libro del procuratore di Torino Gian Carlo Caselli Assalto alla giustizia , con Armando Spataro e Nando dalla Chiesa. Da giorni però il tam tam trasmesso soprattutto via computer faceva sospettare che dentro e fuori non ci sarebbero stati solo gli interessati al dibattito, ma anche i contestatori del magistrato accusato di voler criminalizzare il movimento No Tav con i recenti arresti per gli scontri dell&#8217;estate scorsa in Val di Susa: «Andiamo a esprimergli il nostro punto di vista a proposito di &#8220;assalti&#8221; e di &#8220;giustizia&#8221;». Risultato: presentazione annullata «per evitare problemi di ordine pubblico». Era già successo a Torino, per un altro incontro con Caselli relatore.</p>
<p><span id="more-10930"></span></p>
<p><strong>Che accade, procuratore? S&#8217;è spaventato di qualche probabile fischio o slogan aggressivo?</strong><br />
«No, semplicemente non ho intenzione di coinvolgere in possibili disordini persone perbene e ignare di tutto, interessate alla circolazione delle idee e non della violenza. Ormai non ci sono più solo le minacce e gli insulti, ma scritte sui muri che trasudano odio come &#8220;Caselli boia&#8221;, &#8220;Caselli brucerai&#8221;, &#8220;Caselli come Ramelli&#8221; (il giovane militante missino ucciso a sprangate, a Milano, nel 1975, ndr ) o &#8220;ti faremo a brandelli&#8221;. A Torino e in altre città. Sono preso di mira sistematicamente, vogliono impedirmi di parlare, e questo non è degno di un Paese civile».</p>
<p><strong>Ma annullando gli incontri non la si dà vinta ai contestatori? </strong><br />
«Le presentazioni le rifaremo in situazioni logistiche di maggiore sicurezza, l&#8217;incolumità delle persone viene prima di tutto. E io non voglio offrire occasioni di pubblicità a chi vuole imporre il silenzio. Figuriamoci se voglio darla vinta ai violenti, è solo il sintomo che viviamo in un Paese che sta cambiando in modo pericoloso».</p>
<p><strong>Non si ha il diritto di dissentire da un&#8217;operazione giudiziaria?</strong><br />
«Qui non c&#8217;entra il dissenso, siamo molto al di fuori della legittima divergenza di opinioni. Quanto al merito dell&#8217;indagine mi limito a ricordare che per gli arresti, tra gli uffici di Procura, del giudice delle indagini preliminari e del tribunale dei minori, si sono pronunciati ben dieci magistrati. E adesso altri nove di tre diverse sezioni del tribunale del riesame hanno confermato in pieno l&#8217;impianto accusatorio parlando di &#8220;devastante e incontenibile violenza collettiva, preventivamente e strategicamente pianificata&#8221;, e di &#8220;configurazione tipicamente sovversiva&#8221;. Siamo intervenuti in maniera chirurgica, sezionando le situazioni in cui riteniamo di aver raggiunto la prova della singola responsabilità. Altro che sparare nel mucchio!».<br />
<strong><br />
È per via di quel contesto di violenza che prende sul serio le scritte sui muri contro di lei?</strong><br />
«A quegli scontri hanno partecipato alcuni &#8220;professionisti della violenza&#8221;. E non siamo di fronte a banali scritte sui muri, bensì alla convocazione preventiva per impedire la libera espressione delle idee. Sono anni che mi muovo e parlo in mezzo a gente che talora fischia e contesta, ma non ho mai visto iniziative organizzate come queste. Fatte le debite proporzioni, questi episodi mi ricordano i familiari dei camorristi che circondano le auto delle forze dell&#8217;ordine per impedire gli arresti dei loro congiunti».</p>
<p><strong>Non teme di esagerare? O sta preconizzando un possibile ritorno della violenza stile anni Settanta, prologo di scenari ben peggiori?</strong><br />
«Non preconizzo niente, registro solo situazioni che non mi piacciono e mi allarmano, perché non si può dire a quali conseguenze potrebbero portare. E perché avvengono in un sostanziale silenzio altrettanto preoccupante, o suscitano al massimo qualche balbettio di maniera da parte della politica, che invece dovrebbe capire la gravità di quel che sta accadendo. Insultare o intimidire un magistrato significa insultare e intimidire la sua funzione. C&#8217;è una curiosa assonanza tra le aggressioni nei miei confronti e quel che c&#8217;è toccato sentire in quasi vent&#8217;anni di berlusconismo a proposito di giustizia e controllo della legalità».</p>
<p><strong>Cioè? </strong><br />
«Sento riecheggiare una certa voglia di impunità registrata tante volte da parte di certa classe politica. Ma il rispetto della legalità non è come un paio di ciabatte che si usa quando servono e si butta via quando non sono più utili; il nostro ruolo non può andar bene nel contrasto alla mafia e alla &#8216;ndrangheta, per le indagini sull&#8217;assalto al campo nomadi o i processi Eternit e ThyssenKrupp, ed essere osteggiato sino a livelli di inciviltà quando si colpiscono reati che non si vogliono ammettere».</p>
<p><strong>Negli arresti dei militanti No Tav vi contestano di aver usato la mano pesante per intimorire il movimento e scoraggiare la protesta e le prossime manifestazioni. In nome di interessi o poteri superiori. </strong><br />
«La protesta anche energica è e resta legittima, mentre la violenza organizzata no. I No Tav possono avere tutte le ragioni di questo mondo e pretendere quel che ritengono giusto. Ma sostenere che la nostra inchiesta criminalizza il movimento è come dire che chi persegue uno stupro criminalizza il sesso: la protesta e la violenza sono due cose diverse, esattamente come il sesso e lo stupro. E solo chi viene da un altro pianeta può pensare che io sia al servizio di qualche potere forte o di chi ha interessi nell&#8217;Alta velocità».</p>
<p><strong>Che effetto le fa trovare tra i più accesi detrattori dell&#8217;inchiesta persone con cui in passato s&#8217;è trovato d&#8217;accordo, o addirittura amici di vecchia data come l&#8217;ex giudice Livio Pepino? </strong><br />
«Ai tempi del terrorismo, a sinistra mi chiamavano &#8220;servo sciocco&#8221; del generale Dalla Chiesa. Non mi sono impressionato allora né mi impressiono oggi, quando si fa il proprio dovere si mette in conto tutto».</p>
]]></content:encoded>
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		<title>TAV. ESPOSITO (PD): “DOPO LE PAROLE DI CASELLI SERVE CHE I PARTITI FACCIANO SAPERE SENZA AMBIGUITA’ DA CHE PARTE STANNO”</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 15:10:12 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[parlamentari news]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo aver assistito a mesi di guerriglia in Valle di Susa con gli agenti presi a pietrate, dopo aver sentito dai leader No Tav  e da alcuni sindaci ogni genere di appello contro lo Stato, ora si è arrivati a &#8230; <a href="http://www.pdpiemonte.it/2012/02/tav-esposito-pd-%e2%80%9cdopo-le-parole-di-caselli-serve-che-i-partiti-facciano-sapere-senza-ambiguita%e2%80%99-da-che-parte-stanno%e2%80%9d/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pdpiemonte.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/si-tav.esposito.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-10085" title="si-tav.esposito" src="http://www.pdpiemonte.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/si-tav.esposito.jpg" alt="" width="169" height="109" /></a>Dopo aver assistito a mesi di guerriglia in Valle di Susa con gli agenti presi a pietrate, dopo aver sentito dai leader No Tav  e da alcuni sindaci ogni genere di appello contro lo Stato, ora si è arrivati a voler impedire al Procuratore Caselli di parlare in pubblico. Si insulta e si tacita un magistrato, dopo aver insultato e minacciato alcuni giornalisti nonché tutti i rappresentanti istituzionali e politici non sdraiati sulle posizioni di Perino, Plano, Lele Rizzo e compagni. E’ a tutti evidente la natura ormai intrinsecamente intollerante, sovversiva e violenta di questi personaggi e dei loro gruppi che contestano e aggrediscono la stessa idea di democrazia.</p>
<p><span id="more-10927"></span></p>
<p>Nell’intervista rilasciata quest’oggi da Caselli al <em>Corriere della Sera</em> ho ritrovato le stesse parole che per mesi e mesi ho scritto nella speranza di essere ascoltato dentro e fuori il mio partito: ovvero che in Valle di Susa operano professionisti della violenza e che gli scontri sono attentamente pianificati. Mentre i vari comitati No Tav negavano l’esistenza stessa dei black block e non prendevano alcun tipo di distanza dagli antagonisti dei centri sociali, il movimento contro la Torino-Lione finiva per venir soffocato dall’abbraccio mortale di questi ultimi.<br />
C’è una domanda che nessuno si pone: perché amministratori come Plano o la Mattioli partecipano alle manifestazioni di solidarietà agli arrestati e non pronunciano una parola di condanna nei confronti di coloro che imbrattano Torino con scritte contro Caselli o organizzano presidi per impedirgli di parlare? La risposta è semplice ed è stupefacente che nessuno la urli con la necessaria forza: Plano, Perino, Lele Rizzo, Luca Abbà e qualcuno degli arrestati sono uniti in modo inscindibile tra di loro e non possono né vogliono rompere questo abbraccio. E quando si annuncia che la manifestazione di sabato prossimo sarà pacifica, non si fa altro che certificare che questi leader o sedicenti tali sono perfettamente in grado di controllare le proprie milizie.<br />
Dove sono i vari Curto e soci, sempre in prima linea nel sostenere l’attività del Procuratore Caselli quando combatte contro le mafie, e al tempo stesso attivamente al fianco di coloro che cercano di intimidirlo quando conduce inchieste sui No Tav?<br />
Dopo le parole di Caselli è giunto il momento che i partiti politici, a cominciare da quelli che convintamente o strumentalmente occhieggiano ai No Tav, facciano sapere all’opinione pubblica se stanno dalla parte delle istituzioni, della magistratura e delle forze dell’ordine o dalla parte di chi le aggredisce e le minaccia. Serve una presa di posizione scevra di qualsivoglia ambiguità da parte di Sel e Idv, in primis, i cui dirigenti, come è noto, amano molto utilizzare la parola ‘legalità’ quando questa collima con la ‘loro’ idea di ‘legalità’. Come già detto nella Direzione regionale di sabato scorso, anche per il PD è il momento di chiudere la porta a quegli amministratori che in questa vicenda hanno chiaramente scelto la parte sbagliata. Il tempo è ampiamente scaduto.<br />
Mentre scrivo, le parole di Caselli sembrano essere desolatamente cadute nel vuoto. Spero di non dover dare ragione al Procuratore che al Tg2 ha denunciato con forza l’assordante silenzio della politica e delle istituzioni.<br />
<strong>On. Stefano ESPOSITO</strong><br />
Parlamentare PD</p>
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		<title>PD Torino. Per far crescere l&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 11:22:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[DOMENICA 26 FEBBRAIO 2012 ORE 10,00 GAM, Via Magenta 31 Torino]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>DOMENICA 26 FEBBRAIO 2012 ORE 10,00 GAM, Via Magenta 31 Torino</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.pdpiemonte.it/wp/wp-content/uploads/2012/02/pd.torino.26.2.2012.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-10916 aligncenter" title="pd.torino.26.2.2012" src="http://www.pdpiemonte.it/wp/wp-content/uploads/2012/02/pd.torino.26.2.2012-211x300.jpg" alt="" width="307" height="436" /></a></p>
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		<title>Approvata da Direzione Regionale PD nota sul Riordino del sistema delle autonomie e sulla prospettiva delle Province</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 10:49:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Documenti Pd Piemonte]]></category>
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		<category><![CDATA[il segretario]]></category>

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		<description><![CDATA[La Direzione Regionale del PD del Piemonte nella seduta del 18 febbraio 2012, dopo un articolato dibattito, ha approvato all’unanimità la nota predisposta dal Segretario Regionale sui problemi connessi alla riforma del sistema delle autonomie locali. Venerdì 3 febbraio, in &#8230; <a href="http://www.pdpiemonte.it/2012/02/nota-del-segretario-regionale-sul-riordino-del-sistema-delle-autonomie-e-sulla-prospettiva-delle-province/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-10451" title="enti-locali_Fascia_sindaco" src="http://www.pdpiemonte.it/wp/wp-content/uploads/2012/01/enti-locali_Fascia_sindaco.jpg" alt="" width="160" height="118" /><strong>La Direzione Regionale del PD del Piemonte nella seduta del 18 febbraio 2012, dopo un articolato dibattito, ha approvato all’unanimità la nota predisposta dal Segretario Regionale sui problemi connessi alla riforma del sistema delle autonomie locali.</strong><br />
Venerdì 3 febbraio, in una riunione a cui erano invitati i membri della segreteria regionale, i segretari provinciali, i parlamentari piemontesi, i consiglieri regionali e gli esponenti iscritti al PD di ANCI Piemonte, UNCEM Piemonte, Legautonomie Piemonte e Unione Province Piemontesi, il Partito Democratico ha esaminato le recenti innovazioni legislative in materia di ordinamento degli Enti Locali, ed ha espresso in proposito orientamenti che intendo far conoscere ai dirigenti ed agli iscritti del partito, anche in vista di una discussione alla prossima Direzione Regionale..</p>
<p><a href="http://www.pdpiemonte.it/wp/wp-content/uploads/2012/02/Documento-su-riforma-autonomie_3_2_2012_def.pdf" target="_blank"><strong>leggi tutto (pdf)</strong></a></p>
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