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	<title>PD Piemonte</title>
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	<description>Partito Democratico - Piemonte</description>
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		<title>I nodi del neo segretario Pd. Lavoro e legge elettorale. Il primo test del reggente Epifani</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 13:04:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Rassegna stampa democratica]]></category>
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		<description><![CDATA[Cesare Damiano su Gli Altri del 17/5/2013 - Con l`elezione di Guglielmo Epifani a segretario, il Partito democratico compie un positivo passo avanti. Abbiamo vissuto mesi difficili dal risultato elettorale fino alla formazione del cosiddetto governissimo, sulla cui eventuale formazione &#8230; <a href="http://www.pdpiemonte.it/2013/05/i-nodi-del-neo-segretario-pd-lavoro-e-legge-elettorale-il-primo-test-del-reggente-epifani/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cesare Damiano su Gli Altri del 17/5/2013</strong></p>
<p>-</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8297" title="gli-altri" src="http://www.pdpiemonte.it/wp/wp-content/uploads/2011/09/gli-altri.png" alt="" width="143" height="91" />Con l`elezione di Guglielmo Epifani a segretario, il Partito democratico compie un positivo passo avanti. Abbiamo vissuto mesi difficili dal risultato elettorale fino alla formazione del cosiddetto governissimo, sulla cui eventuale formazione quasi tutti i leader del Partito democratico si erano espressi in modo contrario. La formula più usata pochi giorni prima della formazione del governo Letta era : &#8220;Sì a Napolitano, no al governissimo&#8221;.</p>
<p><span id="more-18352"></span></p>
<p>Ora dobbiamo riprendere il nostro cammino avendo a cuore un problema essenziale: quello di dare risposte alle emergenze economiche e sociali che ci provengono dal mondo reale. Dobbiamo far funzionare il governo e pretendere che venga attuato il programma enunciato alle Camere da Enrico Letta al momento del suo insediamento. Agiamo sicuramente in uno stato di necessità e dobbiamo essere consapevoli che, se fossimo tornati al voto con questa legge elettorale, il risultato sarebbe stato la riproduzione dell`attuale stallo politico, con un &#8220;, fermo- immagine&#8221; del Paese che si sarebbe protratto fino alla fine dell`anno, mentre l`economia e l`occupazione stanno sprofondando.<br />
Un esito intollerabile per il Paese che avrebbe definitivamente rotto qualsiasi rapporto tra cittadini e politica, quest`ultima già abbondantemente accusata di aver smarrito qualsiasi punto di contatto con le sofferenze quotidiane delle famiglie. Adesso si tratta di evitare la confusione, che il centro destra sta alimentando, tra campagna elettorale e azione di governo. Voler far prevalere l`idea di una parte in un governo di coalizione è una scelta semplicemente insensata: eppure Berlusconi batte la grancassa con una doppiezza politica degna di altri tempi. Agita la dava dell`Imu con l`assurda pretesa di non far pagare questa tassa a nessuno, esentando anche chi dispone di alti redditi (ad esempio i parlamentari). Si tratta dell`epilogo di quella Reaganomics che ci arriva dagli anni Ottanta e che ci ha spiegato che togliere le tasse ai più ricchi sarebbe un vantaggio per i più poveri.<br />
Berlusconi agita la clava della giustizia: la manifestazione del Pdl a Brescia lo scorso sabato, con la presenza di ministri dell`attuale governo, è stata una cosa assolutamente inopportuna e corre il rischio, nonostante le affermazioni contrarie del centro destra, di impattare negativamente sull`azione di governo. Adesso sta al partito, con Epifani, e al governo con Letta, tenere dritta la barra del timone. C`è un primo argomento che va considerato come essenziale: si tratta della riforma della legge elettorale. Questa volta non ci sono alibi e non possiamo permetterci di tornare a votare con il Porcellum.<br />
Sarebbe una presa in giro nei confronti del Paese. Sul terreno economico e sociale noi abbiamo quattro priorità, contenute nel discorso del premier: la prima è sicuramente quella del finanziamento della cassa integrazione in deroga per il 2013. Mentre stiamo scrivendo è ancora in corso il ritiro nell`abbazia di Sarteano del consiglio dei ministri: dalle anticipazioni che sono circolate si dovrebbe decidere di stanziare un anticipo di un miliardo di euro. Una buona partenza, anche se non risolve definitivamente il problema, che dovrà essere accompagnata da un monitoraggio dei fabbisogni reali per il 2013, che dovranno essere soddisfatti successivamente. La seconda questione è relativa alle pensioni.<br />
Anche di questo problema abbiamo già parlato con il Ministro del Lavoro. Abbiamo due strade di fronte a noi: rifinanziare il Fondo istituito dalla legge di stabilità per salvaguardare altri lavoratori oltre i 130 mila che abbiamo sottratto alle incongruenze della legge Fornero sulle pensioni; introdurre un criterio di flessibilità nel sistema che consenta, a coloro che hanno maturato almeno 35 anni di contributi, di poter andare in pensioni in un `età compresa tra i 62 e i 70 anni. Il confronto che la presidenza della commissione lavoro ha deciso di tenere con i comitati dei cosiddetti esodati (esodati, esonerati, prosecutori volontari, mobilitati, licenziati individuali da piccole imprese, fondi speciali, ecc&#8230;) ci fornirà sicuramente utili indicazioni.<br />
Il terzo argomento è relativo all`occupazione. Occorre incentivare l`assunzione delle categorie più deboli nel mercato del lavoro: i giovani, gli over 50 e i lavoratori che escono dai processi di mobilità senza poter accedere alla pensione. Per queste persone occorre prevedere un incentivo strutturale, riducendo ad esempio il peso del cosiddetto cuneo fiscale. Il quarto argomento riguarda gli ammortizzatori sociali e il mercato del lavoro. Sarebbe  importante mantenere il vecchio regime delle tutele sociali almeno fino a tutto il 2014, in coincidenza con il prolungarsi della crisi. Successivamente a tale data si potrà riprendere il cammino dell`Aspi (l`assicurazione, sociale dell`impiego) introdotta dal Ministro Fornero che nel frattempo dovrebbe essere sospesa. Su questi punti dobbiamo caratterizzare la nostra battaglia come Partito democratico, perché rappresentano le priorità del Paese. Ci sono buone possibilità di condividere questo programma essenziale anche con gli altri partiti che sostengono il governo, se si rinuncia alla pura propaganda elettorale. Fatto questo si può andare al voto con una nuova legge elettorale.</p>
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		<title>Epifani:  &#8220;Il Pd ha arrestato la caduta ma il correntismo va fermato&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 13:02:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pubblica in Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[in edicola]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista a Guglielmo Epifani su la Repubblica del 13/5/2013 - &#8220;Il mio orizzonte è il congresso per ora. Ma nessuno mi ha posto limiti. La parola &#8220;traghettatore&#8221; non mi offende, lo è chi aiuta a superare un ostacolo, una difficoltà. &#8230; <a href="http://www.pdpiemonte.it/2013/05/epifani-il-pd-ha-arrestato-la-caduta-ma-il-correntismo-va-fermato/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Intervista a Guglielmo Epifani su la Repubblica del 13/5/2013</strong></p>
<p><strong>-</strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2989" title="la-repubblica-logo-big" src="http://www.pdpiemonte.it/wp/wp-content/uploads/2010/11/la-repubblica-logo-big-300x54.png" alt="" width="240" height="43" />&#8220;Il mio orizzonte è il congresso per ora. Ma nessuno mi ha posto limiti. La parola &#8220;traghettatore&#8221; non mi offende, lo è chi aiuta a superare un ostacolo, una difficoltà. E il problema del Pd è superare la logica dello sconfittismo, uscire da questa sindrome: ci vuole coraggio per riprendersi un ruolo, ma i Democratici hanno tante risorse&#8221;. Gugliemo Epifani non lo dice esplicitamente, ma fa capire che non considera preclusa per lui la partita del congresso. E annuncia la prima battaglia, quella contro il &#8220;correntismo esasperato&#8221;, cominciando con l&#8217;abolire i &#8220;caminetti&#8221; dei big. E nel primo giorno da leader confessa: &#8220;Più di uno mi ha detto &#8220;ma chi te l&#8217;ha fatto fare&#8221;&#8230;&#8221;.<br />
<span id="more-18350"></span><br />
<strong>A ogni segretario del Pd neoletto dal 2009 il primo augurio è &#8220;speriamo non gli facciano fare la fine di quello di prima&#8221;. Segretario Epifani, ha valutato il rischio?</strong><br />
&#8220;Ci ho pensato. Prima di dare la mia disponibilità ho riflettuto anche su questo. Se il Pd ha l&#8217;orgoglio di essere l&#8217;unico vero partito non personale, non può però avere l&#8217;orgoglio di cambiare tanti segretari in così poco tempo. Anche l&#8217;amarezza di Bersani nell&#8217;Assemblea di sabato coglieva un problema che andava oltre lui stesso, chiamando a una responsabilità diversa tutto il gruppo dirigente&#8221;.</p>
<p><strong>Il Pd è oggi un partito stremato, contestato dai militanti, dagli elettori delusi, lacerato dalle correnti. Per lei sarà davvero come attraversare le fiamme a piedi nudi?</strong><br />
&#8220;Potrei dire attraversare un deserto di sale&#8230; Però credo che abbiamo anche tanti elementi di fiducia, dalla maturità del popolo del centrosinistra, alla forza dei nostri valori, al fatto che quando cadi tanto, e eviti di implodere, ti può essere più facile risalire. Penso che abbiamo una persona come Enrico Letta alla guida del paese. Ci sono però divisioni nel gruppo dirigente che dobbiamo superare, e c&#8217;è un ruolo del correntismo troppo esasperato. Sabato nell&#8217;Assemblea abbiamo arrestato la caduta e cominciato la risalita. È un lavoro che richiede determinazione fino ad arrivare al congresso d&#8217;autunno&#8221;.</p>
<p><strong>Lei è solo un traghettatore?</strong><br />
&#8220;Nessuno mi ha posto questioni, né io ne ho poste. Traghettatore è un&#8217;immagine positiva&#8221;.</p>
<p><strong>Ma poi si ricandida?</strong><br />
&#8220;Il mio orizzonte per ora arriva al congresso&#8221;.</p>
<p><strong>Si sente addosso il &#8220;cappello&#8221; di Bersani?</strong></p>
<p>&#8220;Semmai la sua stima e quella di tanti altri. Quello che è avvenuto non è usuale: sono parlamentare da due mesi, ho fatto un&#8217;altra attività per tanti anni, anche se dall&#8217;esterno sono stato sempre attento alle vicende del Pd. Ora mi trovo, senza averlo cercato, a portare un po&#8217; dell&#8217;esperienza di segretario della Cgil in una fase difficile per il partito. Anche per me è una prova&#8221;.</p>
<p><strong>La difficoltà maggiore per i Democratici è però quella di stare in un governo con Berlusconi e con il Pdl che manda in piazza i suoi ministri contro i giudici. Avete &#8220;tradito&#8221; il voto dei vostri elettori?</strong><br />
&#8220;Innanzitutto Berlusconi la smetta di minare governo e istituzioni. Per il resto, pensavamo di vincere le elezioni e non ce l&#8217;abbiamo fatta. Ci sono stati i tentativi di provare a sbloccare la situazione in un altro modo, ma si sono arenati per l&#8217;indisponibilità di Grillo, e perché non c&#8217;erano i numeri per la fiducia. In più le divisioni emerse nel Pd in modo inaccettabile sul presidente della Repubblica si sono riverberate sui nostri elettori. Un &#8220;governo di servizio&#8221; è diventato la strada inevitabile per non tornare subito alle urne. E&#8217; chiaro che, da dove si era partiti a dove si è arrivati, c&#8217;è uno scarto&#8221;.</p>
<p><strong> E uno scollamento con la base.</strong><br />
&#8220;C&#8217;è un disorientamento. È vero che si poteva puntare a un governo di profilo più istituzionale, che avrebbe messo noi democratici più al riparo. Ma per una forza politica al &#8220;dunque&#8221;, in una crisi così profonda della rappresentanza, passare dal governo tecnico di Monti a un governo istituzionale, avrebbe significato stare in seconda fila, avendone però le responsabilità dirette. È il momento in cui la politica, anche rischiando, debba metterci la faccia&#8221;.</p>
<p><strong> Cambierete le regole disgiungendo i ruoli di segretario e  candidato premier?</strong><br />
&#8220;Cominciamo a lavorare sodo perché il congresso va preparato bene. Deve essere un congresso di discussione impietosa, coraggiosa, esplicita. Sulla divisione tra leadership e premiership ogni soluzione oggi ha pro e contro&#8221;.</p>
<p><strong>Tra Letta e Renzi chi vede più adatto per la premiership?<br />
</strong>&#8220;Si porrà il problema della premiership quando si porrà, a tempo debito&#8221;.</p>
<p><strong>Dove ha sbagliato Bersani?<br />
</strong>&#8220;Il punto di partenza delle nostre difficoltà è riconducibile alla campagna elettorale: abbiamo dato l&#8217;immagine di una forza rassicurante, perché un paese in crisi va rassicurato. Però il paese chiede anche una radicalità di cambiamento, e lì pur avendo le proposte, non le abbiamo fatte vivere con la forza necessaria&#8221;.</p>
<p><strong>Nell&#8217;Assemblea di sabato non avete affrontato la congiura dei 101 &#8220;franchi tiratori&#8221;, perché?<br />
</strong>&#8220;Il punto vero è che mancano le sedi del confronto. Più che i &#8220;caminetti&#8221; ci vuole una direzione più snella e ristretta che sia un luogo politico e di scelte&#8221;.</p>
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		<title>Conferenza Regionale Democratiche</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 13:39:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La conferenza regionale delle democratiche è convocata per sabato 18 maggio dalle ore 14,30 alle ore 18,30 presso la sala del Centro d’Incontro di Viale Monti 21 all’interno del Parco di Vittorio Partecipa l&#8217;On Roberta Agostini, portavoce nazionale delle democratiche]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La conferenza regionale delle democratiche è convocata per sabato 18 maggio dalle ore 14,30 alle ore 18,30 presso la sala del Centro d’Incontro di Viale Monti 21 all’interno del Parco di Vittorio</strong></p>
<p><strong><strong>Partecipa l&#8217;On Roberta Agostini, portavoce nazionale delle democratiche</strong></strong></p>
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		<title>QUALE FUTURO PER IL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE?</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 13:34:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli ultimi dati economici sul finanziamento del trasporto pubblico locale prefigurano riduzioni significative del servizio su tutto il territorio Piemontese. In base ai calcoli ad oggi effettuati, gli amministratori locali e i sindacati denunciano un taglio di circa il 30 &#8230; <a href="http://www.pdpiemonte.it/2013/05/quale-futuro-per-il-trasporto-pubblico-locale/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-18341" title="torino-ceres" src="http://www.pdpiemonte.it/wp/wp-content/uploads/2013/05/torino-ceres-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" />Gli ultimi dati economici sul finanziamento del trasporto pubblico locale prefigurano riduzioni significative del servizio su tutto il territorio Piemontese. In base ai calcoli ad oggi effettuati, gli amministratori locali e i sindacati denunciano un taglio di circa il 30 %, con il rischio della soppressione di una linea su tre o la soppressione totale di alcune fasce orarie del servizio.<br />
<span id="more-18339"></span><br />
Riteniamo che in un momento così complicato per l’economia delle famiglie piemontesi, l’alternativa della mobilità su mezzi pubblici debba essere incrementata e incentivata per ridurre in primis i costi per le famiglie, incrementando il risparmio energetico e la qualità dell’ambiente in cui viviamo.<br />
La Giunta Regionale Piemontese sembra però pensarla in modo diverso.</p>
<p>Abbiamo ritenuto indispensabile organizzare un incontro informativo sul futuro del trasporto pubblico locale del Canavese e delle Valli di Lanzo, alla quale interverranno, oltre alla sottoscritta, il Consigliere Regionale Davide GARIGLIO ed il Sindaco di Ciriè Francesco BRIZIO nonché Presidente del Gruppo Trasporti Torinese (GTT).</p>
<p><strong> L’incontro dal titolo “Quale futuro per la Torino-Ceres?” si svolgerà Venerdì 17 maggio presso la sede del PD di Ciriè in via Vittorio Emanuele II n.9 alle ore 21.</strong> L’invito è rivolto ai cittadini, agli amministratori locali, ai sindacati e tutti coloro che fossero interessati. Condividere riflessioni, tutti insieme, sulla grave crisi che sta investendo il nostro territorio è fondamentale per dare forza alla voce del Canavese, delle Valli di Lanzo e del Ciriacese.</p>
<p>On. Francesca BONOMO Deputato PD Circoscrizione Piemonte I</p>
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		</item>
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		<title>Rendere più flessibile e aperto il percorso verso la pensione</title>
		<link>http://www.pdpiemonte.it/2013/05/rendere-piu-flessibile-e-aperto-il-percorso-verso-la-pensione/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 13:10:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Rassegna stampa democratica]]></category>
		<category><![CDATA[parlamentari news]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista a Cesare Damiano su L&#8217;Unità del 16/5/2013 &#8211; di Massimo Franchi - «Dobbiamo correggere la riforma Fornero riportando nel sistema pensionistico elementi di flessibilità che consentano alle persone di scegliere quando lasciare il lavoro, permettendo ai giovani di sostituirli». &#8230; <a href="http://www.pdpiemonte.it/2013/05/rendere-piu-flessibile-e-aperto-il-percorso-verso-la-pensione/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Intervista a Cesare Damiano su L&#8217;Unità del 16/5/2013 &#8211; di Massimo Franchi</strong></p>
<p>-</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-3115" title="logo-lunita" src="http://www.pdpiemonte.it/wp/wp-content/uploads/2010/12/logo-lunita.png" alt="" width="216" height="66" />«Dobbiamo correggere la riforma Fornero riportando nel sistema pensionistico elementi di flessibilità che consentano alle persone di scegliere quando lasciare il lavoro, permettendo ai giovani di sostituirli». Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera ha appena finito di presiedere la prima audizione del ministro Enrico Giovannini.</p>
<p><span id="more-18336"></span></p>
<p><strong>Damiano, la sua proposta di legge prevede che con 35 anni di contributi si possa scegliere di andare in pensione dai 62 ai 70 anni, con un sistema bonus malus. Ce la illustra?</strong></p>
<p>«La riforma Fornero è troppo rigida e draconiana. Noi proponiamo che le persone possano scegliere il momento più opportuno per andare in pensione: con 35 anni di contributi e un assegno che sia almeno una volta e mezzo l’importo della pensione sociale, chi deciderà di andarci a 62 anni avrà una piccola penalizzazione dell’8 per cento che scala fino a 66 anni, età per cui si annulla. Ma prevediamo anche, per chi se lo può permettere, la possibilità di rimanere al lavoro oltre i 66 anni con un premio a salire fino all’8 per cento per chi ci andrà a 70 anni».</p>
<p><strong>In più riappare anche una parola cancellata dalla riforma Fornero: lavori usuranti…</strong><br />
«Sì, prevediamo che chi ha fatto lavori usuranti, lista che fissammo ai tempi del governo Prodi, possa andare in pensione con 41 anni di contributi senza penalizzazioni anche se non ha 62 anni di età. Per esempio un saldatore che ha iniziato a lavorare a 16 anni, potrà andarci a 57 anni, senza aspettare i 62 e senza decurtazioni».</p>
<p><strong>È una proposta che ha bisogno di una copertura finanziaria? Crea scompensi nel bilancio dello Stato?</strong></p>
<p>«Il sistema penalizzazioni-premi riduce al massimo il costo economico. Bisognerà fare dei conti, ma sottolineo come questa misura abbia un carattere strutturale e risolve molti problemi creati dalla riforma Fornero». Anche quello dei cosiddetti esodati? «È un grosso contributo a risolverlo perché riduce il salto creato da Fornero nell’innalzamento dell’età pensionabile che ha lasciato centinaia di migliaia di persone senza reddito. A questo proposito oggi la commissione incontrerà i comitati di tutte le categorie dei cosiddetti esodati per ascoltare le loro richieste e valutazioni».</p>
<p><strong>Il ministro Giovannini martedì aveva già parlato di flessibilità. Pensa che il governo potrà fare propria la vostra proposta?</strong></p>
<p>«Il ministro è a conoscenza di questa proposta che va comunque accompagnata al rifinanziamento del Fondo di salvaguardia per i cosiddetti esodati già creato nella scorsa legislatura che ha consentito a 130mila lavoratori di andare in pensione. Penso che la nostra proposta possa rientrare in quanto detto da Giovannini e Letta in fatto di flessibilità delle pensioni. Ora bisogna tramutare i principi in soluzioni tecniche e la nostra proposta va in questa direzione». Passiamo all’audizione di Giovannini. Come la giudica sulle altre voci: modifiche della riforma del lavoro, inclusione dei giovani, riduzione del cuneo fiscale?</p>
<p>«La giudico positivamente perché le sue risposte vanno nella giusta direzione di rendere le questioni sociali al centro dell’azione del governo. I principi sono giusti, ora abbiamo bisogno di approfondimenti. Diciamo che siamo ancora in una fase interlocutoria, da giugno ci aspettiamo che il governo e Giovannini traducano i principi in provvedimenti concreti». Domani arriverà il decreto sulla Cig in deroga. Il ministro ha parlato di probabile «misura tampone».</p>
<p><strong>Basterà?</strong></p>
<p>«È noto a tutti che per il finanziamento dell’anno 2013 della cassa integrazione in deroga servono almeno 1,5 miliardi. Se il decreto stanzierà un miliardo sarà un passo avanti, a condizione che si provveda ad un monitoraggio continuo, ma si correrà il rischio di dover ripetere altri interventi nel corso dell’anno».</p>
<p><strong>La Cgil chiede che le risorse siano trovate al di fuori di quelle stanziate per il lavoro. È d’accordo?</strong><br />
«È preferibile che si tratti di risorse fresche, ma toccherà al governo trovare le giuste soluzioni».</p>
<p><strong>Dal suo osservatorio parlamentare come giudica le prime settimane dell’esecutivo?</strong><br />
«Il percorso è accidentato, ma non c’è alternativa se non quella di fare in modo che il governo produca quegli interventi di carattere sociale di cui il Paese ha urgente bisogno a partire dall’emergenza lavoro. Detto questo, un’altra necessità è quella di modificare la legge elettorale per poter tornare alle urne con un sistema che ridia la possibilità agli elettori di scegliere i propri candidati e di evitare i problemi di governabilità che ci hanno obbligato a questa strana maggioranza. Fatto questo si potrà anche tornare alle elezioni».</p>
<p><strong>Sì, ma quanto durerà il governo Letta?</strong></p>
<p>«I tempi non vanno decisi a priori, verranno determinati dal completarsi dell’azione programmatica individuata da Enrico Letta. Di certo va separata la questione giudiziaria di Silvio Berlusconi da quella del governo. Più riusciremo ad orientare l’azione dell’esecutivo sui temi sociali e del lavoro e più ne trarrà giovamento anche il Pd».</p>
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		<title>Torna la violenza clandestina degli anni 90</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 12:38:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Marco Imarisio sul Corriere della Sera del 16/5/2013 - E&#8217; come un ritorno alla casella di partenza. &#8220;Almeno dovreste riconoscerci il merito di aver fatto uscire questa lotta dalla clandestinità&#8221;. Così parlava Andrea B., all&#8217;epoca studente universitario di lungo corso, &#8230; <a href="http://www.pdpiemonte.it/2013/05/torna-la-violenza-clandestina-degli-anni-90/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Marco Imarisio sul Corriere della Sera del 16/5/2013</strong></p>
<p>-</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2985" title="logocorrieresera" src="http://www.pdpiemonte.it/wp/wp-content/uploads/2010/11/logocorrieresera-300x29.gif" alt="" width="240" height="23" />E&#8217; come un ritorno alla casella di partenza. &#8220;Almeno dovreste riconoscerci il merito di aver fatto uscire questa lotta dalla clandestinità&#8221;. Così parlava Andrea B., all&#8217;epoca studente universitario di lungo corso, dopo la battaglia del 3 luglio 2011 intorno al cantiere di Chiomonte.</p>
<p>-</p>
<p><a href="http://www.pdpiemonte.it/wp/wp-content/uploads/2013/05/Corriere16-5-13Imarisio.pdf" target="_blank"><strong>Corriere(16-5-13)Imarisio</strong></a></p>
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		<title>Fassina: &#8220;Non sono crumiri, ridicolo il tentativo di ribaltare il senso delle cose&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 09:31:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<category><![CDATA[in edicola]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista a Stefano Fassina su La Stampa del 16/5/2013 &#8211; di Francesca Schianchi - Nel commentare i fatti di ieri l`altro a Chiomonte, «molto gravi, anche perché non si è trattato di un episodio isolato e improvviso, ma di una &#8230; <a href="http://www.pdpiemonte.it/2013/05/fassina-non-sono-crumiri-ridicolo-il-tentativo-di-ribaltare-il-senso-delle-cose/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Intervista a Stefano Fassina su La Stampa del 16/5/2013 &#8211; di Francesca Schianchi</strong></p>
<p>-</p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-3793" title="logo_stampa_" src="http://www.pdpiemonte.it/wp/wp-content/uploads/2010/12/logo_stampa_-300x35.jpg" alt="" width="240" height="28" />Nel commentare i fatti di ieri l`altro a Chiomonte, «molto gravi, anche perché non si è trattato di un episodio isolato e improvviso, ma di una tappa di un percorso che va avanti da tempo», il viceministro all`Economia Stefano Fassina, già responsabile economico del Pd, ci tiene però a distinguere tra chi dissente pacificamente e chi usa violenza, «non regaliamo a un gruppuscolo violento e iperminoritario il marchio No Tav». E ci tiene a difendere gli operai che lavorano al cantiere, definiti ieri «crumiri» da un blog della vasta galassia del movimento, persone che «si fanno strumento della loro stessa controparte, tradiscono la propria comunità e la loro terra», fanno una «scelta egoista» che «li condanna meritatamente a una difficile convivenza sul territorio». Un post portato anche, spiega l`Ansa, all`attenzione della procura di Torino.</p>
<p><span id="more-18329"></span><br />
<em>Che ne pensa?<br />
</em>«Trovo inaccettabile che si tenti una equiparazione tra gli operai che lavorano al cantiere e i crumiri, un tentativo di delegittimare, isolare e intimidire uomini e donne che stanno facendo il loro lavoro. I crumiri sono coloro che indeboliscono iniziative di lotta condivise dalla stragrande maggioranza dei lavoratori. Qui invece ci sono operai che hanno il solo torto di lavorare a un progetto che ha attraversato tutti i passaggi democratici prima di essere avviato. Un tentativo ridicolo di ribaltare il senso delle cose».<br />
<em>Criticando i più deboli, i lavoratori&#8230;<br />
</em>«Qualche mese fa, in autunno, abbiamo fatto come Pd una giornata di discussione in Val di Susa. Abbiamo ascoltato lavoratori, imprenditori, forze dell`ordine, amministratori locali: quello che è venuto fuori, è stata l`esigenza di evitare che persone che fanno onestamente il proprio lavoro debbano mettere a rischio la loro attività e la tranquillità delle loro famiglie».<br />
<em>In un momento in cui può capitare, come l`altra notte, un assalto al cantiere&#8230;<br />
</em>«Va ripristinata in pieno la legalità, in un`area dove da troppo tempo una presenza iperminoritaria si arroga il diritto di rappresentare un movimento e una parte di cittadini della Val di Susa».<br />
<em>Il ministro dell`Interno Alfano ha detto «noi siamo lo Stato e reagiremo». Cosa può e deve fare allora la politica?<br />
</em>«Il progetto e l`esecuzione della Tav sono stati profondamente segnati dal confronto coi cittadini della Val di Susa. Certamente compito delle istituzioni continua a essere quello di rimanere in ascolto di quanti dissentono nella legalità, ma il progetto deve andare avanti».<br />
<em>Vuole dire che non ci sono più margini di discussione?<br />
</em>«Il confronto va tenuto sempre aperto, dal Parlamento come dai Consigli comunali dei centri direttamente interessati. Ma distinguerei tra chi vuole confrontarsi e chi invece porta avanti in modo strumentale proteste violente per avere visibilità mediatica».<br />
Il ministro dell`Interno Alfano ha detto «noi siamo lo Stato e reagiremo». Cosa può e deve fare allora la politica?<br />
<em>Dice che è quello il fine?<br />
</em>«Dico che capisco le ragioni di un movimento portatore di una visione alternativa di sviluppo. Sono domande di grande rilevanza politica. Ma il punto è sempre come si portano avanti le idee. Mai con la violenza».</p>
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		<item>
		<title>PATTO DI STABILITÀ:  &#8220;MODIFICATO IL PATTO DI STABILITÀ VERTICALE:  UN PRIMO PASSO A FAVORE DEI COMUNI&#8221;</title>
		<link>http://www.pdpiemonte.it/2013/05/patto-di-stabilita-modificato-il-patto-di-stabilita-verticale-un-primo-passo-a-favore-dei-comuni/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 13:44:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<category><![CDATA[parlamentari news]]></category>

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		<description><![CDATA[La Camera dei Deputati, nell’ambito dell’approvazione del decreto relativo al pagamento dei 40 miliardi di debiti della PA nei confronti delle imprese, ha altresì modificato il patto di stabilità verticale. Sono stati assegnati quindi più spazi finanziari per i Comuni &#8230; <a href="http://www.pdpiemonte.it/2013/05/patto-di-stabilita-modificato-il-patto-di-stabilita-verticale-un-primo-passo-a-favore-dei-comuni/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-15416" title="2_bobba" src="http://www.pdpiemonte.it/wp/wp-content/uploads/2013/01/2_bobba.jpg" alt="" width="118" height="118" /><strong>La Camera dei Deputati, </strong>nell’ambito dell’approvazione del decreto relativo al pagamento dei 40 miliardi di debiti della PA nei confronti delle imprese,<strong> ha altresì modificato il patto di stabilità verticale. </strong>Sono stati assegnati quindi più spazi finanziari per i Comuni italiani grazie all’approvazione di un emendamento presentato dal PD. In particolare, il 50% di questi nuovi spazi finanziari è stato riservato ai piccoli Comuni fra i 1.000 e i 5.000 abitanti.</p>
<p><span id="more-18347"></span></p>
<p>In campagna elettorale avevo preso un impegno preciso, quello di rimuovere il vincolo del patto di stabilità per i piccoli Comuni. Aver esteso tale patto ai piccoli Comuni è stato un grave errore che impedisce alle amministrazioni locali  di impiegare le risorse in cassa (4 miliardi e 500 milioni di euro) per fornire servizi ai cittadini e per realizzare investimenti. La modifica del patto di stabilità verticale è un primo passo, ma bisogna fare di più per favorire i piccoli Comuni.</p>
<p>Se si vuole far ripartire l’economia occorre puntare sui territori e varare un nuovo patto per la Repubblica che metta al centro le politiche per investimento. Investire sui territori, consentire ai Comuni di riattivare la spesa per investimenti vuol dire mettere in moto 8 mila macchine su tutto il territorio nazionale. L’effetto distributivo è importantissimo ed il moltiplicatore economico sarebbe molto alto. Vorrebbe dire far lavorare migliaia di imprese, di artigiani e di professionisti. Per fare questo occorre rivedere le regole del patto di stabilità che devono diventare regole premianti per quegli enti che spendono bene, secondo costi standard definiti, e che realizzano politiche per investimenti. Enti che oggi invece sono penalizzati dalle regole attuali.</p>
<p>In Provincia di Vercelli i Comuni con popolazione fra 1.000 e 5.000 abitanti sono 22 su 86, e i loro amministratori<strong> </strong>dichiarano unanimemente di non essere in grado di rispettare le limitazioni di bilancio imposte dal patto di stabilità. Con le modifiche adottare in Aula alla Camera si è finalmente cominciato ad ascoltare le esigenze degli amministratori e a rimettere mano seppur parzialmente al patto di stabilità.</p>
<p>On. <strong>Luigi BOBBA</strong></p>
<p>Deputato PD Piemonte</p>
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		<title>Fiorio: “Minori tagli alle province Piemontesi”</title>
		<link>http://www.pdpiemonte.it/2013/05/fiorio-%e2%80%9cminori-tagli-alle-province-piemontesi%e2%80%9d/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 09:12:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<category><![CDATA[parlamentari news]]></category>

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		<description><![CDATA[Approvata alla Camera una norma che prevede la rimodulazione dei trasferimenti “Revisione dei tagli alle province piemontesi: arriva dalla Legge sui pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni una norma che prevede la rimodulazione dei trasferimenti economici dallo Stato alle amministrazioni provinciali”: con &#8230; <a href="http://www.pdpiemonte.it/2013/05/fiorio-%e2%80%9cminori-tagli-alle-province-piemontesi%e2%80%9d/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.pdpiemonte.it/wp/wp-content/uploads/2013/01/3_fiorio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-15413" title="3_fiorio" src="http://www.pdpiemonte.it/wp/wp-content/uploads/2013/01/3_fiorio.jpg" alt="" width="118" height="118" /></a>Approvata alla Camera una norma che prevede la rimodulazione dei trasferimenti</p>
<p>“Revisione dei tagli alle province piemontesi: arriva dalla Legge sui pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni una norma che prevede la rimodulazione dei trasferimenti economici dallo Stato alle amministrazioni provinciali”: con queste parole i deputati piemontesi del PD commentano il voto di oggi, mercoledì 14 maggio, di Montecitorio.<span id="more-18322"></span></p>
<p>Questo provvedimento intende porre rimedio ad una situazione paradossale che si era venuta a creare a causa della ‘Spending rewiew’ che penalizzava le province con maggiori funzioni delegate. Tale problema era stato subito sollevato con una interpellanza urgente presentata nelle scorse settimane da Massimo Fiorio, vicepresidente della Commissione Agricoltura e seguito in Commissione Bilancio da Gigi Bobba.</p>
<p>“La riduzione dei trasferimenti alle province – continuano i deputati piemontesi del Pd – stava creando, in particolare in Piemonte, una situazione di dissesto finanziario degli stessi enti e conseguentemente la corretta erogazione dei servizi ai cittadini ed alle imprese (come trasporto pubblico, formazione professionale, manutenzione di immobili pubblici, tra cui le scuole e le infrastrutture stradali), la regolare remunerazione del personale dipendente, oltre a provocare lo stop a lavori già programmati per la messa in sicurezza di strade ed edifici”.</p>
<p>“La norma approvata – concludono – affronta i temi sollevati dall’interpellanza che chiedeva di assumere provvedimenti urgenti in grado di evitare il dissesto finanziario delle province, valorizzando al tempo stesso le virtuosità e le differenti vocazioni degli enti e rimodulando i tagli economici tenendo conto della iniqua penalizzazione ricaduta su alcune regioni”.</p>
<p>La necessità di intervenire in tempi rapidi alla rimodulazione del taglio è stata ribadita dall’ordine del giorno a prima firma Fiorio approvato ieri alla Camera</p>
<p>On. Massimo Fiorio</p>
]]></content:encoded>
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		<title>DIMISSIONI DALLA SEGRETERIA REGIONALE. Nota del Segretario regionale Gianfranco MORGANDO</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 10:32:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pubblica in Homepage]]></category>
		<category><![CDATA[il segretario]]></category>

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		<description><![CDATA[Allego la lettera con cui ho comunicato al Presidente dell’Assemblea regionale del Partito Democratico del Piemonte, On. Andrea Giorgis, la decisione di rassegnare le dimissioni dalla segreteria regionale. Caro Andrea, Ieri sera, poco prima della riunione del Consiglio dei Ministri &#8230; <a href="http://www.pdpiemonte.it/2013/05/dimissioni-dalla-segreteria-regionale-nota-del-segretario-regionale-gianfranco-morgando/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-medium wp-image-2396" title="Morgando_1" src="http://www.pdpiemonte.it/wp/wp-content/uploads/2010/10/Morgando_1-300x200.jpg" alt="" width="240" height="160" />Allego la lettera con cui ho comunicato al Presidente dell’Assemblea regionale del Partito Democratico del Piemonte, On. Andrea Giorgis, la decisione di rassegnare le dimissioni dalla segreteria regionale.</em></p>
<p>Caro Andrea,</p>
<p>Ieri sera, poco prima della riunione del Consiglio dei Ministri per la nomina dei sottosegretari, ho saputo che nell’elenco dei nomi proposto dal PD non c’era nessun piemontese. La notizia è stata confermata dalle decisioni ufficiali. Sono senza parole. Viene penalizzata in modo indegno l’unica grande regione del nord in cui il PD ha conquistato il premio di maggioranza al Senato, e che ha contribuito con 34 eletti alla composizione della nostra rappresentanza parlamentare. Si impedisce al PD del Piemonte di dare il suo contributo, nell’azione di governo, alla soluzione dei problemi drammatici della nostra Regione. Lo giudico un atto di insipienza politica gravissimo, oltreché un oltraggio alla nostra dignità ed al nostro impegno di questi anni.</p>
<p><span id="more-18227"></span></p>
<p>Adesso capisco le difficoltà di interlocuzione di questi giorni, gli imbarazzi dei colloqui, i telefoni che suonavano a vuoto e i messaggi senza risposta. Abbiamo pagato un percorso decisionale tutto centrato su logiche spartitorie, proprio in un momento in cui le tensioni e il dibattito sul territorio richiedevano particolare cautela ed attenzione. Un vulnus che, almeno per quanto mi riguarda, sarà difficile da sanare.</p>
<p>Attendo con ansia di conoscere le spiegazioni che verranno date di queste decisioni. Tuttavia i democratici piemontesi hanno il diritto di sapere che qualcuno si assume la responsabilità politica dell’accaduto. Lo faccio io, con dispiacere ma con determinazione, rassegnando le dimissioni dalla segreteria regionale. Ti prego di informare la Direzione e l’Assemblea, e di promuovere le iniziative opportune per la gestione del partito in vista del congresso.</p>
<p>Avremo tempo per una valutazione serena di questi anni di lavoro politico comune, e per una ricostruzione delle ragioni di una così mesta conclusione. Per ora ringrazio, attraverso te, tutti coloro (iscritti, militanti e dirigenti) che in questi anni hanno contribuito alla nostra comune, bella esperienza politica.</p>
<p>Cari saluti.</p>
<p>Gianfranco MORGANDO</p>
]]></content:encoded>
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