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Sanità (2008-2009)

Diritto alla salute anche nelle piccole ASL

Contributo a cura di Pier Luigi Monti, referente del tribunale del malato di Santhià.
Raccolgo volentieri l’invito ad esprimere un parere sui piani di attività delle A.S.L. e  A.S.O. Piemontesi. Nella riunione del forum del 15 luglio, ho espresso le mie perplessità sul piano di attività della A.S.L.11 VC , che a mio parere non può essere considerato tale ma semplicemente  proposte fatte, sembra redatto da un profano della sanità invece che da un Direttore Generale.

Non mi dilungherò, perché capisco che possono avere poco interesse i problemi di una piccola A.S.L. rispetto a quelli di Torino o di altre realtà ben più difficili da gestire rispetto alla nostra. Ritengo però che il forum del PD debba cogliere gli aspetti negativi anche di piccole realtà Piemontesi ed essendo un organismo politico debba dare delle risposte politiche, facendosi interprete delle necessita di piccole realtà Piemontesi. Gli autorevoli rappresentanti di questo forum non possono limitarsi a raccogliere pareri di importanti operatori della Sanità, che debbono sicuramente essere coinvolti, ma non possono essere i soli. La politica deve dare risposte e deve occuparsi anche di mettere in condizione tutti i Piemontesi di poter beneficiare delle condizioni socio sanitarie che emergono dal P.S.S.R. in linea con le direttive Europee, sulla prevenzione e promozione della salute. La risposta politica mi pare fin ora  consona a queste necessità, è difficile sia nelle riunioni del forum sia nelle realtà in cui ognuno opera ascoltare pareri positivi sulla Sanità Piemontese e non mi pare che vi siano possibili inversioni di tendenza dopo aver letto sul quotidiano La Repubblica del 17-18 c.m.. Le polemiche sollevate in Ass. alla Sanità e le risposte date da autorevoli esponenti del Cons. Reg., nonché del PD Piemontese, non possono essere la risposta politica che si dà ai Cittadini perché l’esperienza insegna che litigare "in piazza" porta alla sconfitta elettorale.

 

 

 

I Cittadini Vercellesi hanno il diritto di riscontare differenze dalle politiche sanitarie precedenti di Centro destra quelle di Centro sinistra, particolari difficoltà trovano i Cittadini residenti nel Santhiatese. I servizi socio sanitari di questa parte del territorio servono circa 40.000 mila abitanti, su un totale della Provincia di 174.566 cittadini, ma con una particolare caratteristica del Vercellese che è formata da piccoli comuni e con una popolazione prevalentemente di persone anziane composta  da 14.046 oltre i 75 anni. E’ ovvio che ad una situazione del genere la risposta non può che essere di una politica amministrativa certamente ma caratterizzata da iniziative politiche, per coinvolgere i M.m.G. e i  P.D.L.S. per costruire una rete di protezione socio sanitaria cosi come è stato proposto dal C. Sinistra di Santhià fin dal 2006. Costruire una rete di sevizi ambulatoriali aperti 12 ore al giorno, cosi come viene proposto a Mirafiori (vedi La Repubblica di giovedì 19 giugno). Costruire con le farmacie Comunali o private un percorso di primo intervento, cosi come indicato dal presidente dei Farmacisti  Dott. Giacomo Leopardi nel convegno tenutosi a Roma in occasione della presentazione da parte dell’allora Ministro Livia Turco "la casa della salute il G.C.P.", che in sintesi significa laddove non è possibile costruire l’ambulatorio sudetto, dare alla farmacia un ruolo nel S.S. Piemontese un punto di riferimento con figure socio sanitarie in grado di affrontare eventuali emergenze, esplorare laddove è possibile la eliminazione delle liste di attesa. Nel presidio di Santhià è possibile farlo per la radiologia, con un radiologo in più un medico una volta alla settimana per le mammografie, un medico una volta alla settimana per le ecografie, l’ecolordopler sopresso senza alcuna giustificazione. Questo significherebbe alleviare anche le liste di attesa della radiologia di Vercelli. Per le caratteristica territoriale che citavo prima bisognerebbe mantenere i 54 posti letto di R.S.A. a 60 giorni, Santhià inoltre ha tutte le caratteristiche per avere la casa della salute, il gruppo di cure primarie che sono previsti dal piano: una a Cigliano  e l’altra a scelta della conferenza dei Sindaci. Può un Direttore di una A.S.L  fare un discorso del genere? Mai come in questi casi l’intervento della Politica è necessario. In conclusione tutto quanto proposto è stato supportato dal Cons. Regionale Alessandro Bizjak ma risposte non sono ancora pervenute, né dall’Ass. Regionale interpellato più volte né dalla direzione aziendale.

 

Se sarà approvato il Piano Aziendale, fra un anno e mezzo come andremo alle elezione? Con quale spirito?