Forum Sanità – Verbale incontro 11 giugno 2008
Il Forum Sanità ha nuovamente riunito partecipanti e simpatizzanti la sera dell’11 giugno nella sala Pasquale Cavaliere per discutere sulle tematiche più rilevanti e le criticità osservate nel periodo post-elettorale nonché sull’organizzazione dei lavori. All’incontro, che ha riunito un elevato numero di professionisti qualificati nei diversi settori sanitari (medici, farmacisti, infermieri, psicologi, ecc.), hanno partecipato anche importanti rappresentanti dei vertici di partito come Rocchino Muliere, Roberto Tricarico e Nino Boeti a testimonianza dell’interesse particolare rivolto ai temi della sanità.
L’incontro si è aperto con il saluto del coordinatore, Mario Lombardo, che ha ricordato come il forum abbia iniziato i suoi lavori con alcune difficoltà legate alle turbolenze del periodo elettorale; inoltre il dialogo tra le diverse anime che, confluendo dai partiti costituenti, hanno dato vita al neonato Partito Democratico, ha sofferto di alcune iniziali difficoltà. Viene ribadito il ruolo del Forum Sanità come sede di ascolto delle varie problematiche rilevate dai professionisti sanitari che in modo concreto devono essere portate all’attenzione dei vertici di partito per la loro rielaborazione costruttiva. La relatrice, Enrica Ciccarelli, si associa a quanto detto dal coordinatore, sottolineando la rilevanza delle professionalità dei partecipanti al forum e l’importanza dell’adesione di diverse categorie sanitarie. La discussione viene quindi aperta dal vice coordinatore regionale Roberto Tricarico, che riconosce le notevoli difficoltà incontrate nell’inizio dei lavori del forum, ma ne sottolinea l’importanza come sede di ascolto; in particolare ritiene necessario che il forum possa avere un riconoscimento ufficiale in sede politica. Anche il capo gruppo PD del Consiglio Regionale Rocchino Muliere rileva questa necessità, proponendo un incontro del forum con il gruppo consigliare. Quest’ultimo è stato frequentemente impegnato in dibattiti su temi innovativi della sanità piemontese (alcuni fra tutti i recenti accorpamenti e l’edilizia sanitaria). Tuttavia, a fronte di dibattiti su innovazioni nell’ambito di un sistema sanitario già di elevato livello qualitativo, la percezione del cittadino è spesso quella di una sanità scadente. Questo tema viene subito ripreso dal Consgliere Regionale Nino Boeti, che ribadisce la scarsa percezione della qualità della nostra sanità e pertanto ritiene necessaria una maggiore informazione sui miglioramenti apportati dalla nostra regione (esenzioni sui farmaci, eliminazione dei certificati di sana e robusta costituzione, radiologia a domicilio). Tuttavia, rileva alcune difficoltà recenti nel dialogo con l’assessorato, che occorrerà superare, mentre con i direttori generali occorre instaurare rapporti improntati a maggior chiarezza; infine con gli infermieri occorrerà ricucire un dialogo che per vari motivi si è incrinato (proposto un convegno). Anche alla luce nei recenti fatti di cronaca, occorrono più controlli sui privati e rivedere il sistema dei DRG come unica forma di rimborso. I vari spunti di dibattito toccati dai primi tre relatori sono stati successivamente ampiamente estesi dai partecipanti che hanno preso la parola successivamente. Da molti è stato rilevato il difetto di comunicazione sia ai cittadini che agli stessi operatori (da qualcuno è stato fatto un parallelismo con il governo Prodi che pur avendo compiuto molte lodevoli operazioni di miglioramento nelle operazioni economico-socio-assistenziali non è stato sostenuto nelle recenti elezioni), sottolineando la necessità di risposte che tutti richiedono. Alla base della sensazione di scontento di cittadini ed operatori sono numerose osservazioni poste dai partecipanti: errori nella nomina di alcuni direttori generali con conseguente criticità nel clima aziendale e demotivazione del personale dell’assessorato, necessità di disegni che riguardino persone,ma anche categorie (tra queste quella degli infermieri che avranno a breve l’elezione del collegio) , mancanza vera di integrazione territorio-ospedale, mancanza di politiche per anziani, assenza di razionalizzazione, mancata applicazione nella nostra regione della legge 251. Viene quindi ribadita la necessità di maggiore integrazione del forum con la segreteria politica. Spesso gli operatori sanitari che lavorano in condizioni precarie per carenza di razionalizzazione (con incremento del rischio lavorativo) si allontanano dai partiti che rappresentano le istituzioni. E’ necessario provvedere ad iniziative “targate” sulla sicurezza. Ci si è anche interrogati sulla reale necessità nel numero chiuso all’accesso alla facoltà di medicina, mentre alcune specializzazioni sono a rischio di “estinzione” (pediatria, ecc). Alcuni partecipanti hanno sottolineato la necessità di porre maggiore attenzione al paziente oltre che al bilancio, applicando un concetto meno ragionieristico da parte delle ASO. E’ anche richiesto un maggior dialogo con i medici da parte dei vertici ospedalieri. Un dibattito molto intenso e partecipato ha interessato .alcuni temi socio-assistenziali riportati da Marco Borgione, assessore al Comune, che ha sottolineato alcune problematiche che coinvolgono Comune e Regione. In particolare la continuità assistenziale in Torino e provincia, il rallentamento dei posti previsti per non autosufficienti, la problematica delle fragilità e l’organizzazione basata sui distretti e il raccordo progettuale tra Comune e Regione. Infine viene discussa la problematica dei ricoveri psichiatrici che vengono effettuati in ambito privato per sopperire spesso a problemi sociali.Su tale importante materia si è proposto un confronto dedicato.





