I servizi di Medicina dello Sport nei piani organizzativi aziendali
Contributo a cura del dott. Giuseppe Parodi (:: scarica il documento approfondito).
La Regione, con DGR 1-8611 del 16.4.2008 (allegato B “Obiettivi generali dell’assistenza sanitaria collettiva – triennio 2008-2010”, obiettivo 9), ha chiaramente indicato:
1. i servizi vanno collocati nei Dipartimenti di Prevenzione;
2. i servizi vanno inseriti nei Dipartimenti in staff alla Direzione di Prevenzione.
Come ad indicare una struttura dotata di autonomia e specificità funzionale, analogamente a quelle già operanti nel Dipartimento (SISP, SIAN, SPRESAL, servizi veterinari) che invece si occupano di attività molto differenti da quelle di Medicina dello Sport.
Questa decisione offre una possibilità di soluzione per alcuni aspetti del lavoro dei servizi di Medicina dello Sport, in particolare per due di questi:
• collocare i servizi di Medicina dello Sport laddove ritenuto più utile, ma in modo non commisto con altre strutture le cui discipline non sono né affini né equipollenti alla disciplina di Medicina dello Sport;
• costruire i presupposti per un’organizzazione omogenea sul territorio regionale delle attività di promozione e tutela sanitaria dello sport.
Purtroppo le varie Direzioni aziendali stanno invece collocando i servizi di Medicina dello Sport in modo molto vario, di volta in volta piegato a chissà quale esigenza locale e, soprattutto, difforme dalla eppur chiara indicazione della DGR n. 1-8611 del 16.4.2008.
Questo non va bene, né dal punto di vista di una logica culturale, né dal punto di vista organizzativo ed operativo. Non è neanche congruente arrivare alla conclusione di togliere la Medicina dello Sport dai servizi di Medicina Legale per ricollocarla all’interno di altra struttura, in modo tale da avere le stesse problematiche di partenza inerenti alla palese diversità delle funzioni e alla difficoltà di creare sinergie.
Quindi, per riprendere il quesito di partenza, che cosa si può fare di più?
• Innanzitutto rispettare le disposizioni della Regione, frutto di valutazioni ponderate sull’attuale situazione organizzativa ed operativa dei servizi di Medicina dello Sport e sui risultati conseguibili dalle attività di questi servizi;
• permettere così lo svolgimento omogeneo sul territorio regionale di queste attività:
Accertamento e certificazione di idoneità allo Sport; Promozione dell’attività fisica; Prevenzione doping; Attività per i disabili; Esercizio-terapia.
Allego documento con approfondimenti.
Ringraziando per la possibilità di espressione offerta e per l’attenzione, porgo cordiali saluti.
Giuseppe PARODI, Responsabile Medicina dello Sport ASL TO1
Coordinatore Gruppo di lavoro per la Medicina dello Sport Regione Piemonte





