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Giovani (2008-2009)

Le politiche giovanili in Piemonte

Le politiche giovanili sono sovente considerate delle specie di “terre di nessuno” , o di tutti: nel senso che sembra difficile isolare le tematiche specificamente e marcatamente giovanili da tutte le altre. Ad esempio, è difficile immaginare come si possa parlare di giovani e lavoro senza affrontare le tematiche del lavoro nel loro complesso. Innanzitutto, dunque, si pone il problema della definizione del dominio delle politiche giovanili.

Per ovviare a questo problema, si è più volte inteso il campo delle politiche giovanili come un ambito di problemi da risolvere, specifici della generazione under trenta. Oggi l’approccio di fondo delle politiche giovanili sta mutando: i giovani non sono più intesi come un ambito di problemi, ma come un campo strategico di sviluppo e potenzialità da sfruttare. Le politiche giovanili troverebbero così le loro specificità in tutte quelle attività di promozione e valorizzazione della condizione giovanile, attraverso contemporaneamente una rimozione degli ostacoli alla realizzazione sociale dei giovani ed un allargamento delle possibilità di espressione politica, civile e culturale.

La regione è a tutti gli effetti organo legiferante in materia di politiche giovanili. Dallo Stato ancora si attende una legge quadro, verso la quale buoni passi avanti sono stati fatti dal Ministro Melandri; dalla regione stessa siamo in attesa di avere informazioni più precise circa l’evoluzione della revisione della Legge Regionale 13 febbraio 1995 n. 16. Per il momento, le linee guida delle politiche giovanili è affidata al Programma triennale degli interventi regionali per i Giovani 2006-2008”.

In esso sono contenute una serie di indicazioni generali e di attività specifiche sulle politiche giovanili che vengono definite su tre punti di partenza:

1) la promozione della partecipazione : bisogna assicurare la consultazione dei giovani nelle decisioni che li riguardino;

2) l’esigenza di fruire di opportunità di accesso ed educative per esprimere identità e valori; spazi (fisici ed espressivi) per liberare creatività e promuovere socializzazione; sostegno per la nuova impresa; formazione formale ed informale;

3)l’inclusività nel mercato della conoscenza: creazione di sistemi informativi abbordabili e diffusi, orientamento e garanzie di accesso alle informazioni per organizzare la vita professionale o di studio in Italia o all’estero.

Per accedere al testo completo del Programma scarica il file in formato PDF nelle pagine delle politiche giovanili della Regione Piemonte.

( http://www.regione.piemonte.it/politiche/dwd/prog_06_08.pdf)

Paolo Furia – Forum Giovani