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Sanità (2008-2009)

Potenziare il Territorio per garantire Continuità dell’Assistenza

Contributo a cura della dott.ssa Maria Teresa Bertone
Il modello organizzativo del servizio sanitario manifesta segni di inadeguatezza legati al necessario cambiamento dal concetto di “Sanità”, tradizionalmente associato ai classici obiettivi di cura delle malattie, a quello di “Salute”, che amplia il significato dei termini di benessere e salute individuale e collettiva, allargando di conseguenza il ventaglio di servizi e risposte che dovrebbero essere fornite ai bisogni e ai problemi dei cittadini. Inoltre, l’invecchiamento della popolazione ha determinato una nuova domanda di salute, sempre più orientata verso la cronicità e la lunga convivenza con la malattia.

Una conseguenza del nuovo approccio ai problemi di salute è lo sviluppo di sinergie e integrazioni tra i servizi; particolarmente importanti in quest’ottica i servizi territoriali, sanitari e socio-assistenziali, che agiscono laddove le persone vivono e lavorano.

 

La centralità dei cittadini si deve realizzare attraverso la “presa in carico globale” e la “continuità dell’assistenza”; l’obiettivo a cui tendere è quello di migliorare le Cure Primarie, coinvolgendo gli Enti Locali, attribuendo al territorio il ruolo che gli spetta: “luogo di risposta privilegiato ai bisogni dei cittadini”.

 

Attualmente il territorio si presenta come un’area estremamente frammentata che richiede una riorganizzazione dei servizi, modellati sulle esigenze, anche pratiche e quotidiane, dei cittadini.

 

Gli elementi costitutivi di questo quadro di riorganizzazione e di promozione del territorio sono pertanto riconducibili ai concetti di

Integrazione – Continuità dell’assistenza – Accoglienza – Partecipazione

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Integrazione

Il potenziamento del territorio si fonda sull’integrazione tra servizi sanitari – territoriali e ospedalieri – e servizi socio-assistenziali, al fine di garantire risposte veloci, appropriate e semplici. Il cittadino non è interessato a “chi fa che cosa”, ma vuole servizi efficienti e integrati in grado di offrire risposte unitarie ai propri bisogni che, per essere soddisfatti, spesso richiedono l’erogazione di interventi sanitari ed azioni di protezione sociale.

 

L’assistenza integrata non è un risultato, ma un mezzo per ottenere le massime prestazioni a livello dei servizi. Consiste nel mirare in modo efficace ed efficiente i servizi ai bisogni e ai problemi di individui o categorie di persone con simili bisogni.

Continuità dell’Assistenza

La gestione dei processi di cura nel campo delle patologie croniche, della non autosufficienza e degli anziani, richiede un approccio innovativo basato sulla presa in carico globale, che mette al centro la persona e garantisce sostegno concreto alle famiglie.

 

I bisogni di queste persone sono pertanto da concepire in una visione che focalizza l’attenzione sulla situazione e non sulla prestazione, consentendo il passaggio flessibile tra le diverse fasi del percorso di assistenza come, ad esempio, tra le cure domiciliari, l’ospedale e le residenze socio-assistenziali, modulando le risorse necessarie in relazione ai bisogni espressi, nell’ottica dell’appropriatezza e dell’efficacia degli interventi.

Accoglienza

Il territorio deve poter disporre di un “unico riferimento socio-sanitario” che garantisca informazioni, orientamento e attivazione degli interventi necessari. Luogo al quale rivolgersi con fiducia, sede di valutazione, identificazione e decodifica dei bisogni dei cittadini. I professionisti che ci lavorano devono accogliere la domanda, facilitando il percorso della persona all’interno della rete dei servizi e, se necessario, accompagnandola, prendendola per mano, nei meandri dell’organizzazione.

Partecipazione

La comunità, attraverso tecniche di ascolto e comunicazione, deve poter essere messa nelle condizioni di partecipare all’identificazione e alle scelte relative ai problemi di salute che la riguardano, affinché la tutela della salute possa essere calibrata sui reali bisogni dei cittadini, spostando gli interventi dalla logica dell’offerta alla logica del domanda, in base all’evoluzione del contesto locale. Ulteriori forma di partecipazione devono essere attivate a favore della collettività, per la valutazione dei risultati e della qualità degli interventi erogati dal servizio socio- sanitario.

Maria Teresa Bertone