Spunti di riflessione sulla medicina specialistica ambulatoriale
Contributo a cura del dott. Roberto Actis – REFERENTE BRANCA ORL ASL TO1
Specialista in Otorinolaringoiatria, Audiologia, Foniatria
:: scarica il documento il pdf
Uno dei fondamenti individuati dal PSN, e reiterato dal Ministro Turco al congresso SUMAI di quest’anno, è la necessità di un ulteriore sviluppo del territorio, e noi specialisti ambulatoriali dobbiamo diventare a tutto tondo” specialisti del territorio” integrati adeguatamente con la Medicina Specialistica Ospedaliera, con i Medici di base, con i servizi ADI, Casa della Salute e progetti correlati.
Bisogna migliorare il livello di informatizzazione con i differenti comparti della Sanità per legarci ancora di più al territorio, valutando i bisogni dei distretti e collegarci alle necessità socio sanitarie delle circoscrizioni onde avere una programmazione sanitaria sempre più specifica ed attuale, a seconda del “territorio” in questione, cosi da poter ridurre fattivamente le liste di attesa (già un buon risultato la nascita e sviluppo del SOVRACUP), ridurre i passaggi burocratici per le erogazioni dei presidi sanitari ed ausili protesici.
Estremamente importante è stabilire criteri adeguati per la creazione dei
percorsi diagnostico terapeutici
da gestire a livello completamente territoriale, riguardo soprattutto alle
patologie croniche
, integrato con le acuzie in ambito ospedaliero, e per la
continuità assistenziale
(lo Specialista del territorio prende in carico il paziente lungo tutto il percorso sanitario, sede ambulatoriale ed extra ambulatoriale, ospedale, case protette, strutture accreditate, per tutta la durata del decorso clinico).
E’ necessario lavorare ad una più continua e presente integrazione
territorio-ospedale
, come è già stato fatto a livello OEV ed ospedale Martini.
E’ necessario interagire con il nuovo comparto di Igiene affidato dalla Regione alla ASL TO1 riguardo alla
prevenzione primaria e secondaria
sul territorio da effettuarsi fin dall’infanzia, nelle scuole (abbiamo già partecipato come spec. Ambulatoriali al Progetto BEN…ESSERE del Ministero della Salute)
La tempestività delle prestazioni è già stata migliorata con i codici di gravità delle patologie ma è possibile migliorarla con un osservatorio congiunto specialistico che valuti e controlli sia l’operato del sovracup che la tipologia delle richieste effettuate (se corrette o no), l’appropriatezza degli accertamenti (no alla proliferazione o ripetizione esami inutili), la qualità delle prestazioni erogate e la soddisfazione del binomio utente-medico.
A questo riguardo bisogna:
– incentivare la qualità e la sicurezza delle strutture in cui si opera;
– incentivare il parco tecnologico offerto a livello del territorio;
– informatizzare il territorio; incrementare la formazione medica
– gruppo di lavoro con ospedalieri e medici di base per ridurre i codici non gravi di accesso ai pronto soccorso.
Torino 06/03/2008
Dott. Roberto ACTIS
e-mail robact@tin.it






