Valutazione bozza Atto Aziendale e Piano di Organizzazione ASL TO2
Contributo a cura del dott. Ugo MARCHISIO (:: scarica il documento approfondito)
Si tratta complessivamente di un buon atto aziendale che presenta i seguenti, importanti, punti di forza:
1. Chiarezza nella definizione delle aree di responsabilità e di organizzazione (macroaree “Territoriale”, “Ospedaliera” e “Tecnico-amministrativa”, facenti capo le prime due al Direttore Sanitario di Azienda e la seconda a quello Amministrativo).
2. Univocità nella “catena di comando”
senza doppie responsabilità o doppi ruoli per cui ogni Direttore di SC o di Dipartimento o di Distretto sa quando fare capo alla Direzione Sanitaria Aziendale o alla Direzione Sanitaria di Presidio ecc.
3.
I
Distretti
hanno il dovuto ruolo di gestori veri della tutela della salute dei cittadini e “acquistano” prestazioni dai vari Dipartimenti (Salute Mentale, Materno-infantile ecc.), oltre a gestire, giustamente, in proprio i servizi completamente territoriali (come il SAST, l’ADI ecc.) _ Particolare sostegno è assicurato alla
continuità assistenziale
(con specifiche Centrali Operative in ogni Distretto) ed alla
rete dei servizi per gli anziani
(Dipartimento funzionale “trasversale” ospedaliero ed extraospedaliero specifico per la “salute anziani”)
4.
Il modello organizzativo
“matriciale”
che caratterizza la macroarea ospedaliera: una griglia integrata dove le aggregazioni
per struttura
(dipartimenti strutturali che “marcano a zona” le aree di attività omogenea – Chirurgia, Medicina, Infettivologia – dei singoli ospedali) sono incrociate trasversalmente da quelle per processo (dipartimenti funzionali a ponte tra i vari ospedali che ne promuovono l’integrazione nei diversi settori specialistici – Cardiologia, Neuroscienze ecc.)
5.
La ricostituzione, per quanto riguarda l’Ospedale Maria Vittoria, di un
Dipartimento delle Attività Mediche unitario
(come è sempre stato all’Ospedale G.Bosco) con il
superamento dello “spezzatino” attuale
ed il ripristino di una impalcatura organizzativa coerente e funzionale.
I punti di debolezza sono pochi e circoscritti, ma non scevri di rischi per le derive organizzative che ne possono scaturire. Evidenzio solo quello più facilmente emendabile: la presenza di un paio di Strutture Complesse “orfane” di dipartimento strutturale (compaiono solo tra quelle inserite in dipartimenti funzionali). E’ una anomalia che crea confusione organizzativa e di ruoli, non ha spiegazioni logiche e può prestare il fianco a ulteriori “matriciale”, deleterie per una corretta ed efficace gestione dell’Azienda.
Ugo Marchisio
Si allega un commento più esteso e dettagliato.





