Verbale riunione 10-12-2008
Forum Giovani – Verbale riunione 10-12-2008
L’incontro del Forum delle Politiche Giovanili di mercoledì 10 dicembre si è svolto presso la sede del Pd regionale in via Palazzo di Città a Torino. Ospite Paola Pozzi, Consigliera Regionale ed ospite della VI Commissione Regionale, con delega a scola, università, cultura, sport e politiche giovanili. L’incontro è durato solo un’ora, ma ci ha fornito alcuni ragguagli circa il lavoro sulle politiche giovanili in regione.
Parlare di politiche giovanili significa ogni volta porsi il problema di che cosa si intende per queste, non essendo l’ambito particolarmente chiaro. Inoltre, com’è emerso bene dall’incontro, le politiche giovanili sono realizzate sul territorio soprattutto dagli enti locali, il che significa che ogni giunta comunale o provinciale può declinare (e di fatto declina) gli interventi a modo proprio. Ciò non significa che non esistano linee guida nazionali e pure regionali (ad esempio il Piano Triennale linkato su questo sito la scorsa primavera, in scadenza a fine 2008): la delega regionale alle politiche giovanili implica soprattutto funzioni di controllo, di stimolo ed eventualmente di investimento.
I contributi di Paola Pozzi sono stati soprattutto nell’ambito della definizione del lavoro di chi pensa e realizza le politiche giovanili. E’ inverosimile che la Regione si occupi della gestione di interventi rivolti ai giovani direttamente, ma la sua funzione di stimolo può essere frutto d’una precisa scelta politica ed esprimersi non solo attraverso vaghe dichiarazioni, ma vincolando fondi e impostando una politica economica complessiva che tenga conto della specificità della condizione giovanile nella congiuntura. Il modo semplicistico in cui le politiche giovanili sono state elaborate è quello che le vede occuparsi dei giovani in quanto soggetti di problemi, quindi tutte concentrate sullo studio e l’intervento sul disagio. Le politiche giovanili possono e devono essere intese come uno sguardo che il legislatore rivolge all’intero sistema politico, economico e sociale, nel quale la condizione giovanile è valorizzata come opportunità. L’intervento legislativo regionale può dunque concretizzarsi, coerentemente con questa impostazione teorica, non attraverso una legge che proclami intenzioni e suggerimenti rivolti agli enti locali, ma piuttosto attraverso una legge quadro realizzata di concerto con gli assessorati regionali che influiscono più incisivamente di quello alle politiche giovanili sul portafoglio della giunta. Ad esempio, se si concepiscono le politiche giovanili come, tra le altre cose, politiche per l’accesso alla casa, al lavoro, al credito, sentite le esperienze virtuose e i provvedimenti migliori a livello locale già realizzati o in fase di realizzazione, considerati i fondi nazionali e quelli europei destinati a queste, la Regione può studiare, di concerto con gli assessorati alle politiche sociali ed altri, un provvedimento vasto ed integrato. Aperta è ancora la discussione sul tipo di politiche per la casa più adatto ai giovani, e si tratta di una discussione che può essere affrontata al Forum tranquillamente, anche considerate le esperienze positive in questo senso che si sono avute a Torino a livello locale: andiamo verso un welfare che tuteli l’accensione di mutui oppure verso un sistema di sostegno agli affitti? Dobbiamo scegliere tra stabilità e mobilità, quindi incentivare l’una o l’altra condizione?
Abbiamo anche chiesto a Paola Pozzi di spiegarci se in Regione la situazione economica consente interventi ambiziosi che consentano davvero il rilancio di un welfare di possibilità oppure se si tratta di concentrare le poche risorse su buchi ed emergenze. La Consigliera afferma che le risorse per interventi pur non troppo ambiziosi ci sono, soprattutto grazie all’accesso ai fondi europei, che si apre in presenza di condizioni di spesa virtuosa e di investimenti riusciti: la Regione Piemonte vanta una gestione amministrativa piuttosto virtuosa da questo punto di vista. E tuttavia esistono dei vincoli di spesa, imposti dal Patto di Stabilità, onde evitare innalzamenti del debito pubblico; vincoli che possono essere sforati solo per il capitolo Sanità.
Come si è detto, Pozzi ci ha suggerito di pensare ad un provvedimento sulle politiche giovanili non di settore, ma “quadro” e ha denunciato la pratica troppo frettolosa e puntuale, poco progettuale e proiettata verso il futuro, di realizzare quasi sempre leggi di settore e non leggi quadro. Al momento non ci sono proposte di legge regionali depositate in Commissione.
Il Forum delle Politiche Giovanili considera come prossimi passaggi fondamentali:
– un incontro con qualcuno dell’Assessorato delle Politiche Giovanili, per sentire come procede (e se procede) l’elaborazione delle proposte regionali e almeno del Piano Triennale prossimo, essendo in scadenza quello 2006-2008. Un incontro nel quale dovremmo anche avere la versione dell’Assessorato sul lavoro sin qui realizzato dalla Giunta su questo settore;
– una fase di discussione tra gli iscritti del Forum, ampia e partecipata, in cui si prenda possibilmente posizione sui temi sollevati dagli incontri con le figure istituzionali incontrati: come intendiamo le politiche per la casa, cosa intendiamo per accesso al credito e accesso al lavoro per i giovani, come funziona e deve funzionare la rappresentanza giovanile in sedi come la Consulta Regionale;
– la stesura di un documento politico, da sottoporre alla Direzione Regionale, in cui il Forum sintetizzi una sua idea complessiva di Politiche Giovanili, spieghi come intenda declinare tale tema a livello regionale e concretizzi alcune posizioni su temi discussi.
Paolo Furia, coordinatore del Forum Regionale delle Politiche Giovanili
Matteo Franceschini Beghini, relatore del Forum Regionale delle Politiche Giovanili





