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Sanità (2008-2009)

Concorrenza nel settore farmaceutico

Riceviamo e pubblichiamo questo contributo a cura del dott. Marco Cetini, Presidente dell’ Associazione Nazionale Parafarmacie Italiane – Regione Piemonte e Val D’ Aosta.

Il Commissario europeo alla Concorrenza, N.Kroes, nella relazione finale sulla concorrenza nel settore farmaceutico, denuncia “l’immissione sul mercato di medicinali generici è ritardata e si registra un calo nel numero di prodotti farmaceutici innovativi che arrivano sul mercato “ e più avanti “ nel settore farmaceutico dobbiamo avere più concorrenza e meno burocrazia […] è un settore troppo importante per la salute e le finanza dei cittadini e dei governi europei per accettare soluzioni sub-ottimali ” Il Commissario sostiene che l’ Antitrust europeo interverrà duramente, nel caso in cui vi siano ostacoli o ritardi nell’applicazione di norme sulla concorrenza.

Registriamo con soddisfazione che l’ Antitrust europeo vigila sul settore dei farmaci e speriamo che continuerà a farlo anche rispetto ad un’ ipotetica contro-riforma nella distribuzione dei farmaci in Italia, così come prefigurato dalla Gasparri- Tomassini, che da un lato prevede l’ espletamento di Concorsi per nuove sedi farmaceutiche, favorendo in particolare candidati ex titolari di farmacie rurali, ma dall’ altro infligge un colpo durissimo a tutti i farmacisti che hanno aperto le Parafarmacie, prevedendo la non obbligatorietà della presenza del farmacista negli esercizi commerciali che effettuano, in base alla Legge Bersani n° 248/2006, la vendita di Farmaci da Banco ed omeopatici. E’ evidente che questo D.D.L., peraltro fermo in Commissione sanità del Senato ormai da un anno, ha la sua ispirazione nel mondo di Federfarma, il forte Sindacato dei Titolari delle Farmacie.

E’ quindi evidente perché  un servo zelante della Lobby di Federfarma, come Gasparri, in coppia con Tomassini, abbia la necessità di riportare indietro a prima dell’ agosto 2006 le lancette dell’orologio.

Peccato che ad essere danneggiati sarebbero i cittadini – consumatori ed i circa 5500 – 6000 LAVORATORI delle parafarmacie, che rischierebbero di non potere più pagare i fornitori e di lasciare gli eventuali figli a pancia vuota: sono questi i modi di favorire l’economia e la libera iniziativa economica, un tempo tanto care a Forza Italia – PDL ?

Riporto inoltre un’ intervista al Presidente dell’ ANIFA, l’ Associazione produttori di Farmaci da banco, su Italia Oggi:

In questo periodo si parla di riforme per il settore delle parafarmacie. Qual è la vostra posizione in merito?

R. Siamo favorevoli a nuove misure, ma solo a condizione che aiutino i consumatori. Così, non ci opporremmo a un’ulteriore apertura del mercato, a patto di salvaguardare la presenza di un farmacista al banco. Alcuni paesi europei che hanno rinunciato a questo ruolo di presidio stanno facendo marcia indietro.

D’ altra parte speriamo che anche l’ Antitrust italiano vigili sulle problematiche esistenti in Italia e che meriterebbero un intervento legislativo ed applicativo immediato: a puro titolo di esempio la mancata autorizzazione da parte di alcune Regioni, fra cui quella piemontese, alle Parafarmacie di potere svolgere le attività di autoanalisi ematiche di fattori come glicemia e colesterolo, che sulla base di una Legge regionale del 1995, sono consentite solamente in farmacia; ora poiché dal 2006 esistono anche le Parafarmacie sul territorio, in cui la presenza del farmacista garantisce il rispetto della regolarità e delle idoneità del locale e degli apparecchi, non sarà il caso di aggiornare la norma ? A maggiore ragione se si tratta di un servizio senza costi aggiuntivi per il Servizio Sanitario pubblico e che aiuterebbe ulteriormente nella prevenzione delle principali patologie metaboliche.