Scuola e formazione professionale (2008-2009)
Forum scuola: avviamo la discussione
Cari amici/che,
in vista di una prossima riunione dei numerosi iscritti a questo forum in cui potremo discutere su quali temi concentrare la nostra attenzione, cominciamo a proporre alcune domande sulla scuola, nate dalla riflessione sui documenti elaborati dal PD e dalle nostre esperienze.
Ci limitiamo per ora a sottoporre al vostro commento quattro questioni generali e una premessa.
Premessa.
La scuola è un bene di tutti e non può limitarsi a riflettere semplicemente la società che abbiamo; deve cercare di progettare il tipo di società che vogliamo avere. Ciò significa innanzitutto considerare i problemi della scuola non come questioni riservate solo agli addetti ai lavori, ma come questioni che riguardano sia gli attori istituzionali (regioni ed enti locali) sia i portatori di interessi non istituzionali (dai destinatari del processo formativo al mondo dell’impresa e altri rappresentanti della “società civile”). Deve, in altri termini, essere superata quella mancanza di protagonismo che ha finora contraddistinto quei soggetti che pure dovrebbero avere a cuore quanto la scuola produce e come funziona. Come esempio del disinteresse che spesso riguarda questi temi basta ricordare quanto il discorso pubblico sui media si attivi in prossimità della fine e dell’inizio dell’anno scolastico con le solite lamentele sul peso degli zainetti, sul caro libri o focalizzandosi su eventi di bullismo che, per quanto gravi, non rappresentano la scuola italiana. Bisogna aprire un dibattito pubblico ampio e approfondito che coinvolga ampi settori della società e del nostro territorio.
Prima questione.
A questo proposito, il primo aspetto da segnalare è quello di una scuola aperta: apertura degli edifici scolastici ad altri settori della popolazione, e apertura come luogo di dialogo e di confronto. Si potrebbe aggiungere che il discorso può valere anche in senso inverso: dare l’avvio a una nuova sperimentazione di apertura degli spazi urbani (musei, osservatori ecc.) alla scuola per promuovere la partecipazione degli studenti alla vita della città. Poiché l’apertura va intesa nei due sensi, sarebbe forse meglio parlare di uno scambio scuola/territorio.
Seconda questione.
Una scuola che funzioni al meglio deve essere una scuola autorevole nei modelli educativi, nel rapporto di fiducia tra insegnanti e studenti che realizza, nel clima scolastico che instaura, nell’equità del trattamento. Restituire autorevolezza all’istituzione, valorizzare il ruolo dell’insegnante e ridefinire il senso dell’apprendimento formale vanno di pari passo.
Terza questione.
Una questione complessa, ma che va affrontata con decisione – che si collega all’equità del trattamento più che a un astratto egualitarismo – è quella del merito. Premiare e promuovere il merito – quindi l’eccellenza – non è in contrasto con il miglioramento diffuso. Nella scuola italiana, più che in altri paesi europei, come mostrano i dati PISA, vi è una grande variabilità nelle prestazioni, di tipo geografico (a differenza delle regioni del Sud, il Nord, in particolare il Nord-est, è a livelli di eccellenza internazionale su tutti i tipi di competenza) e secondo i diversi tipi di scuola secondaria. L’ingresso in questi ultimi dipende molto più da caratteristiche dell’ambiente famigliare che dalle inclinazioni e talenti personali. Che cosa ciò significhi per la formazione del capitale umano e per la mobilità sociale è facile immaginarlo. Una scuola che non premia il merito genera una società immobile e iniqua in quanto, paradossalmente, finisce per scoraggiare e ostacolare proprio i figli delle classi popolari che contano più delle altre sull’impegno e sulla capacità per migliorare le proprie condizioni di vita.
Quarta questione.
Oltre all’apprendimento di conoscenze, saperi e tecniche specifici la scuola deve assumersi il compito di educare alla cittadinanza, non solo attraverso l’insegnamento curriculare (ad esempio l’insegnamento della costituzione, che non dovrebbe essere formale e “catechistico”), ma favorendo e diffondendo quelle “buone pratiche” educative, di stimolo alla partecipazione democratica nella scuola, di assunzione di responsabilità, di consapevolezza dei diritti e rispetto delle regole che già attualmente sono il miglior antidoto al diffondersi dell’incivismo tra le giovani generazioni.
Vari documenti che riguardano i singoli punti saranno inseriti nel sito nei prossimi giorni. Intanto, aspettiamo sollecitazioni e commenti.
La coordinatrice del forum, Loredana Sciolla
La relatrice, Donatella Demo





