Note di riflessione sugli atti aziendali
Contributo a cura del del C.I.D. Piemonte-Valle d’Aosta (:: scarica il documento completo in pdf)
Il Comitato Infermieri Dirigenti, il Coordinamento Capo Sala e la Consociazione Nazionale Associazioni Infermiere/i (C.N.A.I.) del Piemonte presa visione degli Atti Aziendali presentati dai Direttori Generali, all’approvazione dell’Assessorato o della Giunta Regionale, riscontrando in essi differenti percorsi e alcune criticità, intende avanzare alcune, doverose, osservazioni e puntuali e tempestive proposte di modifica e miglioramento.
Il Piano Sanitario Regionale 2007-2010 poggia le sue basi su principi e linee generali di programma oltremodo qualificanti. In particolare trova la nostra approvazione su quanto già dichiarato in premessa, laddove individua piani attuativi per:
• diminuire la complessità delle strutture sanitarie attraverso la riduzione di organi di linee e di staff;
• semplificare le linee gerarchiche e funzionali al fine di rendere i processi decisionali più rapidi e agevoli;
• assegnare maggiori responsabilità alle figure professionali sanitarie;
• applicare” in modo intenso e coraggioso l’integrazione funzionale, intersettoriale ed interistituzionale all’interno di e tra tutti i sottosistemi articolati del sistema socio-sanitario”
• prendere atto del peso rilevante delle figure professionali non mediche all’interno della struttura professionale del sistema sanità e della necessità per dette figure di “una introduzione nella fascia alta ad integrazione dell’organizzazione clinica e a cerniera tra clinica e territorio “;
• la razionalizzazione mirata delle risorse finanziarie, umane e tecniche.
Dall’ analisi degli atti aziendali emergono ripetutamente scelte strategiche non in linea con i principi indicati nel Piano Sanitario Regionale 2007-20010. I nostri timori risultano giustificati dal momento che detti Atti condizioneranno la qualità dell’offerta sanitaria e influiranno sul sistema salute sulla base degli assetti organizzativi proposti per i prossimi anni.
La sensazione è che gli atti aziendali ripropongano strategie legate al passato e sostanzialmente prive di quelle innovazioni che, presenti anche nella recente letteratura, ci collegherebbero ai nuovi modelli organizzativi applicati in altre regioni italiane e paesi europei, perdendo così ancora una volta l’occasione di introdurre quel forte cambiamento auspicato e proclamato da molti e da molto tempo.
Di seguito trova spazio quanto da noi evidenziato nelle proposte aziendali e necessitante di modifiche e perfezionamento:
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