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“Dopo-Veltroni”, Morgando: avviamo una nuova fase nel segno della discontinuità

Riportiamo qui di seguito la lettera che il Segretario regionale Morgando ha inviato quest’oggi (19 febbraio 2009) ai membri piemontesi dell’Assemblea Nazionale, ai segretari provinciali e p.c. ai membri della Direzione regionale in merito alla convocazione dell’Assemblea nazionale del Partito (convocata sabato 21 febbraio presso la Nuova Fiera di Roma) a seguito delle dimissioni di Walter Veltroni.

Ai membri piemontesi dell’Assemblea Nazionale
Ai segretari provinciali
E p.c.  Ai membri della Direzione regionale
LORO SEDI

Come già sapete il Coordinamento del PD ha deciso la convocazione dell’Assemblea nazionale del Partito per le determinazioni conseguenti alle dimissioni di Walter Veltroni. L’Assemblea è convocata per sabato alle ore 10 presso la Nuova Fiera di Roma.

In preparazione dell’Assemblea ritengo opportuno  un incontro dei membri piemontesi, che propongo di tenere nella giornata di domani, venerdì 20 febbraio, alle ore 17.30, presso la sede regionale del Partito, in via S. Francesco 35.
Mi rendo conto che i tempi di queste convocazioni sono assai ristretti e concitati. Sarebbe stato utile disporre di qualche giorno in più, per una discussione preparatoria più compiuta, ma l’urgenza di una decisione certa in ordine agli assetti di vertice del PD ha suggerito questa accelerazione, che prego tutti di comprendere.

Riferirò domani sui contenuti della riunione dei segretari regionali. Anticipo, per coloro che non potessero partecipare, una sintetica informazione ed alcune mie valutazioni.
Hanno parlato, a nome del Coordinamento, il Vice segretario Franceschini e Piero Fassino. Franceschini ha richiamato le disposizioni statutarie, che prevedono, in caso di dimissioni del Segretario, una duplice possibilità: l’indizione immediata del Congresso, e delle conseguenti elezioni primarie; l’elezione del nuovo segretario da parte dell’Assemblea nazionale. La proposta  del Coordinamento è stata la seconda: il nuovo segretario resterà in carica fino alla celebrazione del Congresso, confermato per Ottobre. Su questa proposta ovviamente deciderà l’Assemblea. Piero Fassino ha riferito che il Coordinamento proporrà all’Assemblea la candidatura di Dario Franceschini, e ne ha spiegato le ragioni.

Nel mio intervento ho detto tre cose:

1. La delicatezza delle decisioni da assumere richiederebbe qualche giorno in più a disposizione, per poter sviluppare una discussione che coinvolga per quanto possibile i dirigenti periferici del Partito. A questo proposito sarebbe stato utile lo spostamento di una settimana dell’assemblea.
2. Ho dichiarato il mio assenso sulla proposta di procedere subito alla elezione del segretario in Assemblea, condividendo le ragioni che erano state esposte (sovrapposizione tra il Congresso e la campagna elettorale, necessità di  dare certezze sulla continuità della vita del Partito). Ho anche espresso il mio orientamento favorevole alla proposta della candidatura di Franceschini.
3. Ho richiamato la necessità di evitare un approccio burocratico e regolamentare. C’è una crisi del partito, rispetto alla quale Veltroni ha dato con le sue dimissioni una risposta di radicale discontinuità. Analoga discontinuità deve caratterizzare la nuova fase che si apre, soprattutto per quel che riguarda il gruppo dirigente nazionale. Questo significa soprattutto, a mio avviso, affrontare il problema della presenza nel gruppo dirigente di rappresentanze significative dei territori (ruolo dei segretari regionali, utilizzo delle leadership territoriali, ecc).

Di queste cose discuteremo domani. Se coloro che non possono partecipare all’incontro  manderanno riflessioni scritte via mail, sarà molto utile.
Cordiali saluti
Gianfranco Morgando

 


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