Verbale riunione forum su cronicità
Il Forum Regionale Sanità ha radunato nella serata dell’11 maggio 2009 cittadini, associazioni di volontariato e rappresentanti istituzionali per discutere lo stato attuale e le possibilità di sviluppo delle politiche di sostegno al malato ed alla sua famiglia in presenza di malattie croniche. Alla discussione hanno partecipato Marco Borgione, assessore alla famiglia, salute e politiche sociali del Comune di Torino, Patrizia Saccavino, direttore S.C. Recupero e rieducazione funzionale AST TO1, Lucia Centillo, presidente FederSanità ANCI Piemonte e candidata alle europee e l’On. Livia Turco, membro della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati ed ex ministro della sanità nel precedente governo.
Il dibattito è stato introdotto da Mario Lombardo ed Enrica Ciccarelli che hanno sottolineato come il tema delle malattie croniche sia particolarmente sentito dai malati e dalle loro famiglie che devono combattere oltre che con lunghe malattie incurabili anche con percorsi burocratici e difficoltà economiche rilevanti. L’incidenza delle malattie croniche è in significativo aumento sia per l’invecchiamento della popolazione e per l’aspettativa di vita crescente, ma anche per il miglioramento indotto dalla medicina contemporanea. L’AIDS, tumori e varie patologie neurologiche a carattere degenerativo (ad esempio l’Alzhaimer) sono oggi controllabili o rallentabili nella loro progressione verso gli eventi terminali. Le cronicità e le necessità assistenziali che ne derivano sono problemi sempre più gravi che interessano tanto il nostro sistema sanitario che quelli dei Paesi Occidentali più avanzati. Secondo le statistiche OMS, a livello mondiale le malattie croniche sono oggi la prima causa di morte con 17.000.000 di persone che muoiono ogni anno. Questo rende la misura dell’impatto sociale delle malattie croniche che richiedono attenzioni sia per il malato che per la famiglia che lo supporta. E’ evidente che il tema delle cure palliative, intese come trattamento del paziente affetto da patologie evolutive ed irreversibili attraverso il controllo dei suoi sintomi e delle alterazioni psicofisiche più che della patologia che ne è la causa, riveste sempre maggiore importanza. L’assessore Borgione ha preso la parola sottolineando il grande e proficuo sforzo sul piano socio sanitario effettuato dal Comune per migliorare la qualità della vita dei malati cronici in particolare con disabilità. La popolazione torinese ha dimostrato alcuni cambiamenti demografici con un recente incremento globale, ma con una presenza elevata di anziani; gli over 65 rappresentano ¼ della popolazione, mentre gli over 75 sono il 12%, molti dei quali sono monoparentali. Il Comune ha recentemente effettuato un riordino delle prestazioni socio-sanitarie con particolare riguardo alla domiciliarità. Circa 30.000.000 euro sono stati utilizzati in progetti assistenziali individuali , mentre 1.000.000 euro si sono resi disponibili per minori con circa 300 interventi domiciliari. Relativamente ai disabili, sono stati effettuati circa 1200 prese in carico con un costo di 9.000.000, mentre circa 7000 interventi sono stati effettuati in pazienti anziani non autosufficienti. La collaborazione tra sanità (ASO) ed enti locali e la creazione di una rete ha condotto ad un sistema efficiente . La dottoressa Saccavino ha successivamente proseguito il dibattito sottolineando la particolare rilevanza del DR n. 10 del 2/4/07 relativo alle criticità riabilitative per disabilità croniche con la creazione di un percorso riabilitativo. Viene istituita una scheda regionale sperimentale (che è obbligatoria per la segnalazione del percorso riabilitativo). Viene sottolineata la necessità di presa in carico globale del paziente con lavoro i rete multidisciplinare con stretto coinvolgimento del medico di medicina generale. Importante è anche la necessità di un sostegno psicologico; inoltre è necessaria una attenta formazione delle badanti. Questo tema viene ripreso da
, che sottolinea l’importanza del ruolo femminile nell’ambito socio-sanitario, tema di rilevanza europea che intende portare avanti nell’ambito della sua candidatura alle elezioni europee e ringrazia anche Claudio Lubatti e Dina Bilotto (candidati alle elezioni provinciali delle circoscrizioni che hanno ospitato il convegno) per la loro presenza al dibattito. La diversità di genere deve essere evidenziata come valore non come disuguaglianza. Purtroppo la donna che lavora spesso non ottiene un adeguato sostegno e questo è responsabile di denatalità che osserviamo in Italia. Lucia Centillo sottolinea come i tagli al SSN praticati dall’attuale governo facciano ricadere su Comune e Regione i costi della disabilità. La necessità di attenta formazione delle care-giver viene anche evidenziata da recenti osservazioni sulla pessima qualità della loro vita che è responsabile dell’incremento del tasso di suicidi in queste persone. L’on. Turco ha infine preso la parola, sottolineando come i temi della sanità devono essere integrati con le politiche sociali, attualmente molto ridotte dall’attuale governo. Sono stati infatti privilegiati aspetti finanziari ed organizzativi agli aspetti di necessità di salute. Oggi esiste un nuovo e più complesso bisogno di salute per la lunga convivenza con la malattia. L’UE ha sollecitato opere di prevenzione che incidano sugli stili di vita, ma queste sono difficili per la mancanza di eventi formativi; si osserva che i ceti più esposti sono quelli più deboli sul piano culturale. Occorrono quindi investimenti di politica pubblica anche se è da stressare il ruolo della responsabilità individuale nella propria salute. Ogni cittadino deve avere cura del SSN. Dignità della vita e della persona hanno pari equità nei confronti della morte. L’autodeterminazione nelle scelte di vita in fase terminale può essere vissuta diversamente quando vi è una presa in carico da chi ti sta vicino. Purtroppo attualmente si assiste ad uno svuotamento del ruolo del parlamento con assenza di politiche della salute.. Per decreto sono stati ridotti posti letto e per 3 anni sono stati ridotti 5.000.000.000 euro per LEA e decurtati i finanziamenti per ammodernamenti delle strutture sanitarie da parte di Tremonti. Il decreto 112 di luglio ha creato un blocco degli effetti sui bisogni di salute del precedente patto della salute basato su accordi Stato-Regione (che portava certezze di finanziamento alle ASL). Nonostante varie promesse sul libro bianco si osserva solo una sanità integrativa. A breve verrà discusso un testo unificato relativo alle cure palliative ed antidolore che dovrebbe portare a notevoli miglioramenti e semplificazioni nella prescrizione dei farmaci; tuttavia vi sono dubbi sulla copertura finanziaria.
Ringraziamo tutti i partecipanti e i relatori per il rilevante contributo offerto.





