Odg Mozione sul nucleare
Odg approvato dall’Assemblea Regionale del Partito Democratico del Piemonte domenica 15 novembre 2009
MOZIONE
Premesso
Che la Regione Piemonte ospita sul suo territorio scorie nucleari, allocate nei Comuni di Saluggia, Trino e Bosco Marengo e che in particolare Saluggia ospita da sola l’80% del totale nazionale di scorie in termini di radioattivià.
Che il Comune di Saluggia ha concesso una proroga alla società SOGIN di ulteriori 3 anni per costruire il DEPOSITO D2, opera mai iniziata nei 3 anni previsti dalla legge e destinata a contenere migliaia di metri cubi di scorie nucleari, per un tempo indefinito, e in un’area in cui è vietato ogni genere di costruzione.
Che la minoranza consigliare di centro-sinistra del comune di Saluggia ha intrapreso azioni presso la Regione Piemonte affinchè sia riconosciuta l’illegittimità della proroga concessa dal Comune di Saluggia e si rinvii al Consiglio Comunale la discussione in merito ad una Variante al Piano Regolatore.
Che il Deposito D2, definito temporaneo, è in realtà destinato a diventare DEFINITIVO per l’assenza di un Sito Unico Nazionale per i rifiuti nucleari, il cui studio è stato accantonato dal Governo,
Che la Presidente Mercedes Bresso ha deciso di impugnare davanti alla Corte Costituzionale la legge 99/09 emanata dal Governo in quanto contiene l’indicazione dei nuovi siti per l’installazione di centrali nucleari e di depositi delle scorie, senza peraltro prevedere il coinvolgimento delle Regioni e degli Enti Locali.
Che l’area di Saluggia è stata giudicata inidonea ad ospitare depositi nucleari, perché in fascia fluviale esondabile esposta a gravi rischi ambientali e densamente popolata, confinante con le falde dell’Acquedotto del Monferrato (che serve più di cento comuni) e con il comprensorio biomedicale del Gruppo Sorin, una delle più importanti realtà produttive e industriali nazionali e centro d’eccellenza europeo, che sta uscendo da una crisi occupazionale anche con l’importante sostegno della Regione Piemonte, dove vi lavorano 1800 dipendenti.
Che il Sindacato Unitario CGIL, CISL e UIL ha già raccolto fra i dipendenti del Gruppo Sorin più di 800 firme contro la costruzione del Deposito D2 perché si teme che la decisione assunta in merito porti ad un declino delle attuali produzioni industriali e alla impossibile espansione di nuove attività produttive, tenuto anche conto del fatto che alle società del Gruppo Sorin è impossibile espandersi poiché vincolate dal vigente Piano Regolatore, vincolo che non ha però impedito al Sindaco di Saluggia di concedere a SOGIN di costruire il più grande deposito nucleare italiano.
L’ASSEMBLEA REGIONALE DEL PARTITO DEMOCRATICO
RIVOLGE
ALLA PRESIDENTE MERCEDES BRESSO
Il suo appoggio nel ricorso contro la Legge 99/09 per impedire ogni nuovo insediamento nucleare sul territorio piemontese.
La richiesta affinchè sia disposto l’annullamento della proroga reputata illegittima data dal Comune di Saluggia il cui Sindaco, Marco Pasteris, dovrà presentare al Consiglio Comunale regolare proposta di Variante al Piano Regolatore, indispensabile per poter costruire in quell’area ove oggi è assolutamente vietato e sia così restituita dignità alle istituzioni a cui democraticamente spetta tale decisione
L’Invito a sollecitare il Governo, onde scongiurare che a Saluggia siano costruiti depositi, definiti temporanei, ma destinati nei fatti a divenire definitivi, CONDANNANDO SALUGGIA A DIVENIRE DI FATTO SITO NAZIONALE DELLE SCORIE NUCLEARI, a dare corso alle indicazioni della cosiddetta “Commissione Bersani”, ex D.M. 25 Febbraio 2008, ovvero istituire un’AGENZIA NAZIONALE per I RIFIUTI NUCLEARI, INDIPENDENTE ED AUTONOMA, con il compito di redigere una CARTA NAZIONALE dei siti idonei e di aprire tavoli di discussione fra lo STATO e le REGIONI sui cui territori ci siano aree reputate idonee, al fine di giungere all’indifferibile necessità di identificare il SITO UNICO NAZIONALE, al quale conferire in modo definitivo le scorie presenti a Saluggia, Trino e Bosco Marengo.
L’invito a vigilare affinchè ogni nuova costruzione nucleare sul territorio piemontese sia unicamente propedeutica al DEFINITIVO ALLONTANAMENTO, IN TEMPI CERTI, DEI RIFIUTI RADIOATTIVI VERSO IL DEPOSITO UNICO NAZIONALE, nonché a garantire che il combustibile esaurito che sarà allontanato dal Piemonte (siti di Saluggia, Trino e Bosco Marengo) per essere riprocessato all’estero, non vi faccia mai più ritorno, per un rilascio totale dei territori privi da ogni vincolo di natura radiologica (“green field”).
L’invito a vigilare affinchè sia rispettato il parere della Regione Piemonte, espresso con DG 19/2351 del 13-3-2006, cioè che l’impianto CEMEX per la cementificazione dei rifiuti nucleari liquidi che si trovano a Saluggia, ed il deposito D3 destinato a contenere i fusti cementati, debbano essere avviati, per garantire che di fatto Saluggia non diventi sito definitivo, soltanto quando ci sarà stata la conclusione formale della procedura di individuazione dei siti e dei sistemi di gestione centralizzata a livello nazionale previsti dalla L. 368/2003 e dalla L. 239/2004 e siano stati costruiti i contenitori destinati al trasporto.
L’invito a vigilare affinché gli insediamenti industriali, i lavoratori del Comune di Saluggia e la sua popolazione non siano danneggiati dalle attività di smantellamento degli impianti nucleari, intraprendendo le necessarie azioni al fine di scongiurare rischi di carattere ambientale, sociale ed economico
L’invito ad intraprendere ogni azione possibile affinché le compensazioni per il nucleare (ex. Legge 368/03) versate agli enti piemontesi (comuni e province) siano destinate alla realizzazione di interventi mirati all’adozione di misure di compensazione in campo ambientale, così come stabilito dal CIPE con delibera del 18 Dicembre 2008.
L’invito a vigilare affinché sia garantito alle Istituzioni, agli Enti preposti ed agli amministratori, siano essi di maggioranza o di minoranza, di poter esprimere liberamente il loro parere sulle questioni nucleari, nell’interesse unicamente delle rispettive comunità e nelle sedi preposte come previsto dal loro mandato, al riparo da pressioni di qualsivoglia natura.
L’invito ad interpellare, qualora si presentasse la necessità, la Commissione Europea, deputata ad intraprendere azioni avverso le eventuali violazioni commesse dai singoli Stati Membri ed inerenti lo stoccaggio dei materiali radioattivi, tenuto conto che il Deposito D2 non ha mai ottenuto la Valutazione di Impatto Ambientale e che nel merito è stato presentato un ricorso al TAR del Lazio.
Letto, approvato e sottoscritto
Torino, li 15 Novembre 2009





