Documento di programma – bozza
Riportiamo di seguito copia del documento di base, predisposto dalla Commissione programma prima dell’avvio del Congresso, che costituirà il punto di riferimento dei lavori del seminario programmatico del PD (convocato presso la sede regionale per venerdì 18 dicembre 2009), che sarà illustrato introduttivamente da Mauro Mantelli.
PREMESSA
Convinti che, per dirla con Max Weber “ se gli uomini non tentassero continuamente l’impossibile il possibile non verrebbe mai raggiunto” questo documento si propone di indicare una strada per contribuire a ricostruire fiducia nella politica, in una situazione i crisi vera che coinvolge per la prima volta tutti i territori della nostra regione e tutte le categorie sociali.
Per farlo cerca di individuare alcune strategie di intervento prioritarie e realistiche per incidere sulla situazione attuale senza rinunciare a sperimentare soluzioni innovative e coraggiose, sia dentro il partito sia nelle scelte che lo impegnano nel rapporto con i cittadini.
Fiducia è il termine cruciale intorno a cui vorremmo costruire il progetto comune del PD:
Non solo fiducia nel futuro ma fiducia tra gli individui come base delle relazione umane, fiducia nel partito e nel suo gruppo dirigente come presupposto per creare fiducia verso l’ esterno.
Il programma che stiamo costruendo vuole anche essere uno strumento di semplificazione della realtà: se funziona il paradigma della complessità per definire il presente non vogliamo che esso diventi un alibi per la sfiducia l’immobilità, la banalizzazione.
Essere capaci di leggere e rendere leggibile il presente è il punto di partenza di un compito faticoso ma ineludibile al quale non riteniamo di poterci sottrarre.
La scorciatoia populista, così ben rappresentata dalla cultura di governo del centrodestra oltre ad essere ingannevole rischia di minare le fondamenta democratiche a cui tutti noi siamo profondamente e indissolubilmente legati.
Creare un nuovo partito in un periodo in cui la politica sembra avere abdicato al suo ruolo appare ancora a molti un compito impossibile. In realtà oggi è indispensabile che la politica si riappropri di una nuova funzione, non solo quella, tradizionale, di guidare i processi decisionali ma anche quella di ricreare un clima di fiducia verso il futuro e riaccendere la passione civile.
Se è vero che i partiti di massa non esistono più ed il concetto stesso di partito è cambiato nell’immaginario collettivo il PD, che è nato per essere un nuovo strumento di partecipazione alle scelte collettive, ha nello stesso tempo una grande responsabilità e una grande opportunità.
Se è vero che non esiste alternativa a questo percorso è altrettanto certo che un obbiettivo così ambizioso non puo’ essere affrontato da una organizzazione dedita prevalentemente alla strutturazione dei propri organigrammi interni.
Occorre un coraggioso colpo d’ala che risollevi la qualità delle relazioni al nostro interno e, quindi, la capacità di parlare agli altri.
Il partito democratico deve quindi, nel suo impegno programmatico, sviluppare due tipologie di azione. La prima ha come obiettivo l’innalzamento della qualità dell’azione politica per il raggiungimento del consenso e riguarda le regole, l’organizzazione trasparente della vita del partito, la qualità della comunicazione, i criteri di rappresentanza e di accesso alle cariche, la questione morale, la qualità della vita del partito e del suo agire nelle istituzioni. L’altra deve elaborare proposte che indirizzino “le politiche” ossia quelle azioni che strutturano risposte ai problemi di tutti i cittadini, scegliendo attraverso una partecipazione consapevole fra opportunità diverse, bilanciando costi e benefici. [— segue —]
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