Riforma tv
12) Riforma tv
Superare il duopolio Rai-Mediaset, banda larga in tutta Italia
Dodicesimo obiettivo di innovazione, dodicesima sfida: portare la banda larga in tutta Italia e garantire a tutti gli italiani una TV di qualità.
L’effettiva possibilità di accesso alla rete a banda larga deve diventare un diritto riconosciuto a tutti i cittadini e a tutte le imprese, su tutto il territorio nazionale, esattamente come avviene per il servizio idrico o per l’energia elettrica.
Noi realizzeremo, a partire dalle grandi città, reti senza fili a banda larga per creare un ambiente disponibile alla gestione di nuovi servizi collettivi. Non c’è bisogno di grandi investimenti pubblici: sono tecnologie infinitamente meno costose delle classiche opere pubbliche. Soprattutto, sono sistemi che attivano l’iniziativa dei privati, creano nuove convenienze a cooperare, attraggono investimenti.
Sviluppare un programma nazionale per le info-città è tanto più importante per far entrare l’Italia nell’era della TV digitale con più libertà, più concorrenza, più qualità, più autonomia dalla politica.
Più libertà significa superamento del duopolio, oggi reso possibile dall’aumento di canali garantito dalla TV digitale. Per andare oltre il duopolio occorre correggere gli eccessi di concentrazione delle risorse economiche, accrescendo così il grado di pluralismo e di libertà del sistema.
La libertà di informazione è un cardine della democrazia, come ci ha insegnato un grande giornalista, che resta nel cuore di tutti gli italiani, Enzo Biagi.
Più concorrenza significa ricondurre il regime di assegnazione delle frequenze ai principi della normativa europea e della giurisprudenza della Corte costituzionale.
Più qualità: noi proponiamo di istituire un fondo, finanziato da una aliquota sui ricavi pubblicitari, che finanzi le produzioni di qualità. Dire qualità e dire Italia è la stessa cosa. Vale se pensiamo alla nostra cultura. Se pensiamo a un settore in cui non è possibile che il nostro Paese abbia pero tante posizioni: quello del turismo.
Più autonomia della televisione dalla politica significa, subito, nuove regole per il governo della RAI. La nostra idea è quella di una Fondazione titolare delle azioni, che nomina un amministratore unico del servizio pubblico responsabile della gestione.





