4) Tasse
Ridurre le tasse, 1 punto l’anno per 3 anni, lotta contro l’evasione
Quarto obiettivo, fare quello che non è mai stato fatto e che oggi è possibile fare: ridurre davvero le tasse ai contribuenti leali, che sono tanti, lavoratori dipendenti e autonomi, e che pagano davvero troppo.
Il risanamento della finanza pubblica realizzato negli ultimi due anni, combinato con questo credibile e concreto programma di riduzione e riqualificazione della spesa e con la prosecuzione della lotta all’evasione, permette per il futuro, anche per quello immediato, di programmare una riduzione del carico fiscale.
Per sostenere il potere d’acquisto delle famiglie italiane e affrontare la questione salariale.
Per restituire alle famiglie e alle imprese i frutti della lotta all’evasione e all’elusione.
Per rendere il fisco più amico dello sviluppo delle persone e dell’economia.
Pagare meno, pagare tutti: è questo il terzo grande obiettivo programmatico del Partito Democratico.
Un obiettivo che si traduce, subito, in un incremento della detrazione IRPEF a favore dei lavoratori dipendenti. E dunque in un aumento di salari e stipendi.
La manovra è attuabile in più fasi, in progressiva crescita nel tempo, partendo dai redditi medio-bassi. E può essere usato per portare a regime l’intervento per la restituzione del fiscal-drag: ogni anno, la detrazione aumenta per neutralizzare l’effetto del drenaggio fiscale.
La detrazione può essere utilizzata anche per sperimentare forme di sostegno ai redditi più bassi, come trasferimento a favore dei lavoratori che hanno un reddito così basso da non poter usufruire delle detrazioni di cui pure avrebbero diritto.
Proprio perché abbiamo dimostrato di saper fare la lotta all’evasione fiscale, insieme al controllo della spesa, possiamo essere credibili se ci assumiamo l’impegno, a partire dal 2009, di ridurre gradualmente tutte le aliquote IRPEF: un punto in meno all’anno, per tre anni.
Subito ridurremo invece la pressione fiscale sulla quota di salario da contrattazione di secondo livello: azienda, gruppo, distretto, territorio.
Ridurre le tasse sul salario di produttività è la strada maestra per favorire la crescita e, allo stesso tempo, per redistribuire finalmente un po’ dei vantaggi da aumento della produttività anche a favore dei lavoratori.
Per pagare le tasse, le piccolissime imprese commerciali ed artigiane sopportano esorbitanti costi di regolare tenuta della contabilità. Va dunque significativamente elevato il tetto di 30 mila euro di fatturato per il pagamento a forfait delle diverse imposte e tributi, anche attraverso una differenziazione del tetto stesso per settori e comparti, da concordare con tutte le categorie interessate.
Ad esempio: più alto, fino a 50 mila Euro, per chi produce beni, un po’ più basso per chi produce servizi.
Agli artigiani, ai commercianti, alle piccole imprese in generale voglio dire che semplificheremo drasticamente l’applicazione degli studi di settore per imprese in monocommittenza e contoterzisti, fino a consentire loro la totale fuoriuscita dall’uso di questo strumento.
La revisione degli studi di settore si applicherà all’anno d’imposta in corso e non sarà mai retroattiva.
Abrogheremo la norma che prevede la possibilità di reiterare gli accertamenti.
Daremo maggiore rilevanza alla dimensione territoriale nella definizione degli indicatori utilizzati negli studi.
Potenzieremo la formazione congiunta tra Agenzia delle Entrate e Associazioni di categoria





