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Rassegna stampa democratica

Ceccanti: Non solo federalismo: ecco la Cei “filo-atlantica”

di Stefano Ceccanti, su Europa del 12 maggio 2010

Il testo del documento preparatorio Cei per la Settimana sociale ha avuto gli onori della cronaca per le parole sul federalismo fiscale. In qualche caso anche per la concessione della cittadinanza ai figli degli immigrati. È sfuggita la principale novità di metodo, l’ampio e diffuso coinvolgimento di gruppi e associazioni nonché di parlamentari.


Il testo è poi meritorio perché non elusivo. Nella parte introduttiva si afferma la collocazione euro-atlantica del paese, optando, in chiave degasperiana, per un multilateralismo democratico che comporta un positivo e stretto rapporto con gli Stati Uniti: «Persino sul piano della sicurezza, inclusivo della dimensione militare, va valutato con grande prudenza il pericolo costituito dall’avverarsi di uno scenario nel quale la forza a disposizione di autorità che controllano società meno libere divenga superiore rispetto a quella a disposizione di società più libere». Questo è importante: ancora ai tempi dell’intervento in Kosovo erano diffusi nell’associazionismo cattolico, oltre una normale soglia, stereotipi anti-americani e di pacifismo astratto. In secondo luogo si valorizza in chiave non statalista la nozione di bene comune, dato il carattere poliarchico delle società democratiche dove il bene comune può essere sempre meno identificato con l’intervento di gestione diretta dello stato, seguendo le intuizioni profetiche di Sturzo che tendono ad essere dimenticate, specie in periodi di crisi.
«Nessuna delle manifestazioni di quel pluralismo sociale di cui s’è detto può vantare il monopolio di competenza sul bene comune (non la politica, non altre), ciascuna ha un contributo specifico da recare..insieme a tutte le altre, ciascuna partecipa all’incessante opera di composizione nella quale un certo grado di competizione e persino di conflitto svolge un ruolo positivo e permanente». Qui dovrebbero meditare le realtà che in queste medesime settimane stanno aderendo al referendum sull’acqua giacché esse, in nome dell’idea giusta dell’acqua bene comune, tendono poi a negare la logica poliarchica, che richiede un forte ruolo pubblico di regolazione, deducendone erroneamente che la gestione debba essere necessariamente pubblica. In terzo luogo il paragrafo 17 spiega come e perché la tutela dei lavoratori, secondo moderni sistemi di flexicurity, vada posta nel mercato del lavoro anziché rispetto al posto di lavoro già occupato.
Un passaggio non da poco per chi ricordi che nel 2001 Marco Biagi non riuscì ancora a farsi capire dai responsabili della pastorale del lavoro. A ciò si ricollega idealmente il paragrafo 29 sulla liberalizzazione delle professioni e il paragrafo 22 che insiste con forza, a proposito della scuola, che il ruolo del pubblico può essere rilanciato non limitandosi a protestare per i tagli, ma introducendo un efficace sistema di valutazione per gli insegnanti, in grado di legittimare il peso del prelievo fiscale. Infine i paragrafi 30 e 31 chiariscono in modo netto, non in termini tecnici, ma di indicazione di finalità, come «completare la transizione», leggendo le difficoltà costituzionali attuali non come l’effetto di un cambiamento negativo, ma come il costo dell’incompiutezza. «La verità è che gli attuali difetti di funzionamento scaturiscono dal mancato completamento del modello.
In altre parole, le istituzioni politiche vanno dotate degli accorgimenti appropriati per consolidare il cuore del modello competitivo che chiarisce e rafforza i ruoli del governo, dell’opposizione e dell’elettore». In particolare spetta «in modo pieno e trasparente, agli elettori di scegliere leader e partito (o coalizione) di governo prima del voto, per permettere un chiaro e immediato giudizio retrospettivo e prospettico dei governati sui governanti ».
Il Pd deve saper raccogliere queste sfide, che sono in sintonia con molte delle sue intuizioni originarie. Per questo Libertà Eguale organizza un incontro alla sede nazionale del Pd il prossimo 20 maggio su questo meritorio testo.