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“Airaudo? Non danneggi il Pd” Morgando: lo stimo ma il partito del no è alternativo a noi
La Repubblica, venerdì 28 gennaio 2011
Chiusa la raccolta delle firme: la sfida alle primarie sarà tra Fassino e Gariglio. Il centrodestra si affida a un comitato di saggi
Nel giorno in cui si chiude la raccolta di firme per partecipare alle primarie, con la conferma che gli sfidanti dentro il Pd saranno Piero Fassino e Davide Gariglio, il segretario regionale Gianfranco Morgando va all´attacco: «Airaudo? Lo stimo, ma lo invito a scegliere. Se si schiera con il partito del no a tutto, è alternativo a noi. Correrebbe le primarie solo per danneggiarci».
Sul fronte del centrodestra, il sondaggio di Euromedia, non ha risolto la partita dello sfidante per Palazzo di Città anche se il favorito resta Ghigo, deciso però a non correre. Così toccherà a un comitato ristretto scegliere il nome migliore.
«Andare alle primarie con due candidati con le caratteristiche di Fassino e Gariglio è un segnale di forza. Il Pd, grazie alle regole che si è dato, ha selezionato una buona proposta da sottoporre al voto. Dobbiamo essere orgogliosi di come il partito ha scelto i propri rappresentanti». Il segretario regionale dei Democratici, Gianfranco Morgando, chiusa la fase della raccolta firme, a un mese dalla consultazione che porterà alla scelta del candidato sindaco del centrosinistra, tira un primo bilancio.
Le regole hanno permesso di sfoltire la rosa dei candidati ufficiali, da quattro si è passati a due. Ma l´assessore Tricarico, pur essendo un iscritto Pd, vuole presentarsi al tavolo della coalizione con le firme fra i cittadini. E poi c´è il caso Viale, anche lui tesserato Democratico, ma in quota Radicale. Due questioni che si risolvono come?
«Due questioni differenti. Quella di Viale mi sembra una questione folcloristica. Non riesco a capire come una persona possa essere iscritto a due partiti in contemporanea, facendo parte di organismi dirigenti. Comunque. Se si vorrà candidare dovrà scegliere in quale partito stare, se nei Radicali o nel Pd. A Tricarico riconosco la buona fede. Ha avuto il coraggio di porre un problema, sostenendo che il sistema di selezione scelto non avrebbe funzionato. Ora deve prendere atto che il sistema ha funzionato».
Tricarico, che considera la sua una candidatura civica, è determinato ad andare avanti. Il Pd e la coalizione dovranno dire di no?
«Il Pd non ha bisogno di essere “salvato” da un´iniziativa condotta sul versante della società civile, con le regole che la coalizione ha riservato alle candidature della società civile. Le regole sono alla base dello stare insieme. Non puoi accettarle quanto ti garbano e non rispettarle quando non le ritieni giuste. L´intenzione di Tricarico di andare avanti è un grave sbaglio. Indicare le norme è un dovere che come dirigenti abbiamo verso gli iscritti e i militanti».
Sinistra e Libertà non ha indicato nessun nome in attesa che Giorgio Airaudo, dopo lo sciopero generale di oggi, sciolga le riserve. Mossa che potrebbe mettere in forse il primato del Pd alle primarie?
«La questione è tutta politica. Ho molta stima di Airaudo, ma gli chiedo: accetta di candidarsi all´interno di un perimetro riformista in continuità con le amministrazioni degli ultimi due decenni? Si riconosce in questa idea o crede di proporre un progetto alternativo e antagonista? Non si possono utilizzare le primarie di coalizione per danneggiare il Pd e per lucrare sulle contrapposizioni».
Non crede che Airaudo potrebbe intercettare quel malumore, nel mondo del lavoro, che al Pd sembra ormai sfuggito?
«Il futuro sindaco dovrà essere il sindaco dei sì e dei no di Mirafiori. Gli operai hanno denunciato la solitudine a cui la politica li avrebbe lasciati. Ora dovrebbero denunciare i tentativi di alcuni leader politici di strumentalizzare Mirafiori. Il “partito del no” è una pessima idea, fa male ai lavoratori. Che devono essere rispettati, e rappresentati, indipendentemente da come hanno votato».
Cosa intende per partito del «no»?
«Tutti quelli che in questi anni si sono contrapposti alle scelte fatte dal centrosinistra. I no Tav, i no inceneritore, i no tutto. E sarebbe grave coagulare intorno ai no di Mirafiori il movimentismo antagonista. Nessuno può ritenersi l´unico titolare delle istanze degli operai. Semmai il voto in fabbrica ha fatto riemergere la questione operaia e il Pd non è distratto, non vuole guardare da un´altra parte: dobbiamo essere all´altezza di dare risposte tenendo insieme la salvaguardia dei diritti e della persona con la necessità che le imprese siano più competitive».
Con il “terzo polo” continueranno le prove di dialogo?
«Hanno deciso di andare da soli. Per il centrosinistra questa scelta rappresenta allo stesso tempo un´opportunità, perché raccoglieranno consensi tra chi è orientato verso il centrodestra, e un rischio, perché il Pd è sempre più schiacciato verso sinistra. Va mantenuto aperto il dialogo. Presto concorderò un incontro per aprire un confronto programmatico che consenta di mantenere aperta la prospettiva di un lavoro comune pur nel rispetto delle differenti strategie elettorali».
Porte chiuse a Rifondazione e Comunisti?
«In Regione ci eravamo presentati con un accordo elettorale e non programmatico. Su molte questioni la pensiamo in maniera opposta. Sono d´accordo però con la Bragantini, sarebbe stato meglio rompere su questioni di programma concrete e non nella fase preliminare».





