BOETI E LEPRI SU BONUS BEBE’
BONUS BEBE’. MENTRE I PIEMONTESI ASPETTANO I PANNOLINI, I SOLDI STANZIATI VENGONO TOLTI DALLE POLITICHE PER LE FAMIGLIE E DAL SOSTEGNO AI PAZIENTI PSICHIATRICI.
UNA DICHIARAZIONE DI NINO BOETI E STEFANO LEPRI
Mentre i piemontesi aspettano pazientemente i pannolini, promessi sotto forma di “bonus bebè” da Roberto Cota e formalizzati in una delibera ancora inattuata, solo oggi finalmente sappiamo da dove prenderanno i fondi.La metà della somma viene prelevata dal capitolo 179629, fondi a sostegno per le politiche per le famiglie. Non si tratta dunque di risorse aggiuntive per la famiglia ma, come i carri armati di Mussolini, i soldi sono sempre gli stessi, sottratti ad altre misure almeno altrettanto importanti a sostegno della
famiglia quali centri per le famiglie, affidamenti familiari, adozioni difficili, sostegno alle famiglie multiproblematiche, ecc.
L’altra metà delle risorse, 3,9 milioni di euro, viene prelevata dal capitolo 152880 che riguarda l’assistenza ai pazienti ex ospedali psichiatrici, ora valutati come disabili. Quest’ultima é una spesa sul piano contabile “obbligatoria” e quindi lo spostamento dovrà essere autorizzato dal Consiglio regionale, dove evidentemente daremo battaglia.
Insomma, per dare 250 euro una tantum anche a famiglie con redditi alti, si tolgono risorse ai malati di mente e ai Comuni che dovranno provvedervi, tagliando a loro volta altri fondi.
Sono i giochetti di prestigio che piacciono tanto a Cota: si annunciano nuove iniziative per attrarre consensi, che si finanziano tagliando servizi a chi ne ha davvero bisogno. Noi siamo a favore di maggiori politiche per la famiglia, ma non nel modo approssimativo e propagandistico adottato.
Ad esempio i centri per le famiglie (corsi di preparazione al matrimonio, educazione familiare, educazione alla genitorialità, ecc) andrebbero moltiplicati mentre Cota, con questo provvedimento li taglia. Bel risultato!





