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Reschigna: “Cota vuole collaborare con noi? Intanto deve almeno incontrarci”

Intervista ad Aldo Reschigna su la Repubblica del 30-03-2011

«COTA vuole un confronto pacato con l’opposizione? Va bene, però perché sia possibile, deve almeno incontrarci ». Replica così Aldo Reschigna, capogruppo Pd, alle «aperture del presidente della giunta, a un anno dalla sua elezione.
Cota vi chiede di collaborare. Cosa risponde?
«Il confronto non deve essere proclamato, ma praticato. E in questo primo anno io il presidente l’ho visto molto in televisione e poco di persona. Anzi gli ho potuto parlare un quarto d’ora al bar, durante un Consiglio regionale. Forse perché è disinteressato a ogni rapporto con il Consiglio. Anche con la sua maggioranza che sembra a fine legislatura, tanto è divisa tra Pdl e Lega e all’interno del Pdl».Cota ha ammesso che qualcosa nei rapporti va cambiato.
«Sì ma c’è un altro elemento: Cota gira poco il Piemonte nel suo ruolo istituzionale e molto per partecipare a iniziative della Lega. Il confronto è possibile se c’è il presidente non nasconde certo le sue idee, ma che si rende conto di esser stato eletto per esser presidente di tutti i piemontesi».
Sulla sanità almeno il dialogo è possibile?
«A dicembre il Pd ha presentato alcune riflessioni sul tema della compatibilità economica della spesa sanitaria. Era un’apertura molto forte: cosa abbiamo ottenuto? La giunta ha assunto atti che vanno molto oltre il piano di rientro concordato con il governo nazionale. In più ci ha negato l’acceso a documenti che i consiglieri avrebbero diritto ad ottenere. Infine la delibera sul riordino di Asl e ospedali a tre mesi dalla sua approvazione non è ancora arrivata in Consiglio».
Quindi?
«Anche noi sul tema sanità vorremmo un confronto serio: ma ci vogliono alcune condizioni. Non siamo disposti a decisioni autoritarie cioè che non coinvolgano tutta la comunità. E la giunta deve abbandonare la sua scelta ideologica di separare gli ospedali dalle Asl, assumendo acriticamente il modello lombardo. Se Cota è disposto a discutere di questo noi siamo disposti ad affrontare la questione senza alcun ostruzionismo. E poi basta anche con i segreti su ogni decisione che riguarda questa materia».
Il buco nelle finanze regionali c’è: di chi è la responsabilità?
«A fine 2010 abbiamo votato tutti insieme un ordine del giorno che chiedeva sul tema dell’indebitamento della Regione (su cui le giunte Ghigo, Bresso e Cota sono responsabili in parti uguali) di dare incarico alla prima commissione per individuare una soluzione per ridurlo. A fine marzo non c’è stata nessuna riunione. Anche su questo siamo disponibili al confronto, ma non abbiamo risposta».
Un altro tema scottante è il nucleare. L’ultimo Cota, dubbioso, vi piace di più?
«Abbiamo visto presidenti di centrodestra, come Zaia, assumere posizioni coraggiose sul nucleare. Qui Cota ha aspettato che il governo frenasse per poi dire che era d’accordo. Sono contento quando vedo ravvedimenti politici, ma questa vicenda è lo specchio di un presidente regionale che aspetta sempre le decisioni nazionali, gli ordini dall’alto».
Adesso c’è il dramma dei profughi. Su questo cosa farete?
«Noi abbiamo chiesto una comunicazione della giunta in Consiglio. È materia delicatissima su cui scontiamo il disinteresse dell’Europa. Ma il governo non deve scaricare tutto sulle Regioni anche perché in Piemonte l’emergenza immigrati è già forte».