Susta: “Addio Pd, non ti riconosco più”
Marco Trabucco su la Repubblica del 20-03-2011

IL PARTITO Democratico piemontese perde uno dei suoi esponenti più importanti. Ha infatti annunciato di non voler rinnovare la tessera del Pd, Gianluca Susta europarlamentare, ex vice di Mercedes Bresso, l´uomo che contese quattro anni fa a Gianfranco Morgando proprio la guida del partito. Con lui se ne va pure un altro esponente di spicco, il vicesegretario regionale Mariano Rabino: domani si dimette. «È da tempo che c´è disagio – spiega Susta al telefono da Bruxelles – perché il partito democratico è un progetto in cui avevamo creduto molto e che non è cresciuto come avevamo sperato e voluto. Credo che per mantenere le proprie idee si debba anche cambiare partito».
Un altro transfuga verso i lidi del Terzo Polo? «Assolutamente no – replica l´europarlamentare – né verso il Terzo Polo né verso altri perché oggi in Italia non c´è un partito che esprima quello che gli elettori cattolici, liberali e democratici come me vorrebbero sentire e vedere. C´era la Margherita. Per ora rimarrò in panchina».
La critica di Susta al Pd parte dall´idea che oggi quel partito «è diventato sostanzialmente una continuazione della storia del Pci. È nella logica delle cose, non mi sento di criticare un ceto politico socialdemocratico che nella confusione che si è creata ha sempre più affermato la propria forza e le propria identità. In politica ci sta. Ma molte di quelle idee non sono le mie». Quali? «Credo che le primarie di coalizione siano una follia, in politica economica e sindacale non possiamo inseguire gli estremismi come stiamo facendo da tempo. Abbiamo rinunciato a quella che era stata la spinta iniziale di essere un partito liberal democratico a vocazione maggioritaria». Poi da Susta arriva la critica più dura all´attuale classe dirigente bdel partito democratico: «È gente che ha sempre perso: nel ´96 ha vinto solo perché Bossi ha corso da solo e nel 2006 perché ha formato una coalizione che poi è diventata ingovernabile. Eppure non ha mai voluto prendere atto della sconfitta, prima di tutto nei programmi e nelle idee. E per me che vivo nel Piemonte Nord…». E vede la Lega crescere? «Si. E questi sono anche disposti ad allearsi con loro per il federalismo. Nessuna alleanza con la Lega fino a quando non toglie la parola secessione dal suo statuto». Susta ma adesso dove andrà? «Certo non mi ricandideranno. Ma si può ripartire anche fuori da un partito. Mi interessa molto un´esperienza come quella di “Verso Nord” di Cacciari».





