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Fassina: “tasse sulle rendite e bonus figlio a tremila euro”

Intervista a Stefano Fassina sul Corriere della Sera del 27-04-2011

Definisce le proposte trapelate in questi giorni dalle interviste di Calderoli e Tremonti «inadeguate e di sapore elettorale visto che vengono annunciate a pochi giorni dal voto esattamente come l’anno scorso». E rilancia la ricetta pd basata su un netto abbattimento del debito, il recupero delle lenzuolate di Bersani, un bonus di tremila euro per ogni figlio. Stefano Fassina, romano e bocconiano, 45 anni, cinque dei quali passati al dipartimento fiscale del Fondo monetario internazionale a Washington e da due responsabile economico del Partito democratico, non si trova d’accordo su un solo provvedimento economico del governo.Davvero non salva nulla?
«Ci sono cose anche utili ma è come dare l’aspirina a un malato di polmonite. Che si tolga la comunicazione annuale dei contribuenti per la consistenza del nucleo familiare per carità facciamolo. Ma occorreva intervenire in profondità e all’inizio di legislatura sulla struttura fiscale senza toccare l’equilibrio di finanza pubblica».

Anche Tremonti ha annunciato provvedimenti ma non in deficit…
«E’ incredibile, sembra che la cultura della stabilità l’abbia inventata lui o sia comparsa con la crisi. Per noi e per l’Europa è un dato acquisito da almeno vent’anni. I nodi veri del Paese non si toccano nemmeno con questo Pnr».

Voi cosa fareste?
«Da subito avremmo posto come simbolo irrinunciabile l’abbattimento del debito pubblico senza abbandonare la crescita. L’Ocse ha calcolato che a regime le liberalizzazioni sull’economia, gran parte quelle avviate dai decreti di Bersani, possono generare ben 11 punti di Pil. Se il governo, anziché fare marcia indietro, avesse proseguito, la crescita del Paese sarebbe aumentata».

E le tasse?
«Niente imposte ma riforma del fisco. E’ un problema di equità ma anche di potere d’acquisto. A invarianza di gettito, perché al momento non ci possiamo permettere di abbassare le tasse, si tratta di spostare dei pesi. Un esempio: adeguare a livello europeo le aliquote sulle rendite finanziarie e sui capital gain dal 12,5% al 20%. Non si ottengono certo miliardi di euro ma risorse sufficienti per ridurre il carico fiscale sulle famiglie a reddito più basso».

Il quoziente famigliare lo introdurreste?
«No, lo abbiamo escluso nella nostra proposta. E costoso e regressivo, disincentiva il secondo reddito che riguarda soprattutto le donne, mentre l’obiettivo base è quello di creare almeno 3 milioni di posti di lavoro femminili. Al posto degli assegni famigliari introdurremmo un bonus di 3 mila euro a figlio per tutti, anche ai lavoratori autonomi, con décalage al crescere del reddito».

La Cgil e molti economisti di sinistra sono per una patrimoniale. E il Pd?
«Assolutamente nessuna imposta patrimoniale, ma lotta intelligente all’evasione».

Bassanini ritiene un errore il referendum su acqua, rifiuti e trasporto.
«Ha ragione, noi però siamo per tenere il referendum per valorizzare l’acqua come risorsa pubblica e per ottenere un’apposita authority che regoli la presenza dei privati nella gestione delle infrastrutture. Non siamo per l’esclusione dei privati».