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Morgando: “SULLA TORINO-LIONE GOVERNO IN RITARDO”

Lettera di Gianfranco Morgando su Il Sole24 Ore del 27-04-2011


Nelle vicende più complesse si arriva a uno snodo cruciale nel quale chi ha responsabilità deve prendere decisioni definitive e mantenere le promesse fatte. La vicenda della nuova linea ferroviaria Torino-Lione è giunta a questo snodo cruciale. Il 3 maggio sembrerebbe essere convocato a Roma, seppur con un certo ritardo, il tavolo istituzionale. E’ praticamente giunto a conclusione l’iter approvativo del progetto preliminare per la parte comune ed è stato avviato quello relativo alla parte nazionale. Entro giugno partirà il cantiere della galleria geognostica. Intanto, il Consiglio regionale ha approvato il Ddl sulle grandi opere, un atto politico ed istituzionale molto rilevante. Ora, infatti, abbiamo un quadro normativo che consentirà di garantire effettive ricadute positive per i territori interessati dai cantieri (iniziative a favore delle attività economiche e produttive, recupero del patrimonio pubblico e privato, valorizzazione del materiale di risulta, etc.). Come PD abbiamo sempre sostenuto che la realizzazione della Torino-Lione può rappresentare una grande occasione di sviluppo per la Valle di Susa: senza la Tav un territorio da anni in crisi rischia di diventare l’appendice di un Piemonte ridotto a capolinea finale delle reti trasportistiche nazionali. La Tav, invece, rimetterebbe la nostra Regione al centro dei flussi internazionali. Basta pensare cosa significherà avere a Susa la stazione internazionale. La scelta è netta: o rilancio economico o marginalità.
Il PD da tempo la sua scelta l’ha fatta. L’unico confronto che accettiamo è quello sul ‘come’, ovvero come realizzare l’opera nel modo meno impattante per la Valle e i suoi abitanti. Siamo consapevoli delle criticità. Ma sappiamo anche di trovarci di fronte al percorso elaborativo e approvativo più garantista che sia mai stato messo in atto per una grande infrastruttura in Italia. Sia il progetto provvisorio sia quello definitivo, nonchè le opere collaterali come il tunnel della Maddalena, sono sottoposte alla Valutazione di Impatto Ambientale. L’Osservatorio presieduto da Virano, insieme alla Regione Piemonte e alla Provincia di Torino, in questi anni hanno svolto un importante lavoro di coinvolgimento delle amministrazioni locali e delle popolazioni ed esiste tutto il tempo per affrontare le questioni più delicate se si accetta di discutere del merito e non di condurre uno scontro ideologico. Per esempio, l’ipotesi di realizzare il tunnel di base (con la stazione internazionale di Susa) e i lavori sul nodo di Torino, utilizzando per  alcuni anni la linea storica tra Bussoleno ed Avigliana, mi pare un’ipotesi molto interessante che deve essere approfondita.
Quello che oggi ci preoccupa non sono le intemperanze antagoniste di qualche amministratore valsusino bensì i ritardi del Governo. Ad ottobre il Parlamento ha approvato la Mozione da noi presentata che vincolava al rigoroso rispetto del cronoprogramma. A sei mesi di distanza gli impegni assunti sono ancora sulla carta, non si proceduto al nuovo accordo con la Francia né si sono date garanzie sulla copertura finanziaria dell’opera (a cominciare dalle risorse necessarie per gli interventi di prima fase) e del piano strategico della Provincia di Torino. Questa impasse ha finito per favorire quell’articolata e trasversale lobby antipiemontese che vorrebbe far passare il corridoio 5 dalla Liguria, ovvero l’asse Marsiglia-Genova-Milano, o dirottare le risorse verso altre direzioni.
Ciò che si deve fare è chiaro: dare attuazione alle Mozioni parlamentari e rispettare rigorosamente le scadenze senza tentennamenti o furbizie. È il tempo della coerenza e, soprattutto, della responsabilità politica e istituzionale. Da parte nostra non mancherà, come abbiamo ampiamente dimostrato in Parlamento e in Regione.

Gianfranco MORGANDO
Segretario regionale PD Piemonte