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A NOVARA NON C’E’ L’EFFETTO COTA, LA DESTRA RISCHIA
Federico Fornaro sul Riformista del 21-05-2011
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Novara non è soltanto la seconda città del Piemonte (oltre 105.00 abitanti), ma è anche la «capitale» della Lega subalpina e terra d’origine del Presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota. Nelle previsioni della vigilia avrebbe dovuto essere una passeggiata e invece al primo turno delle elezioni comunali, il candidato del centro-destra si è fermato al 45,89% ed è quindi costretto al turno di ballottaggio contro il democratico Andrea Ballarè (31,2%), sostenuto al primo turno da PD, Sinistra e Libertà, Federazione della Sinistra e Pensionati.
In questo caso, poi, i leghisti non possono neppure prendersela più di tanto con la PDL, perché il candidato sindaco è il loro segretario provinciale, Mauro Franzinelli.
Una scelta di mediazione che ha peraltro incrinato il rapporto di ferro tra Cota e l’ex sindaco della città, Massimo Giordano: una coppia che aveva guidato con piglio decisionista sia il partito sia l’amministrazione comunale.
Per parte sua Giordano, aveva scelto nel 2010 di candidarsi alle regionali ed è era stato poi nominato assessore regionale all’industria, artigianato e ricerca, con conseguenti dimissioni da sindaco di Novara. L’abbandono, in anticipo di un anno sulla scadenza naturale, ha evidentemente creato qualche crepa nella oliata macchina del consenso leghista.
Nel 2006, infatti, Giordano era stato trionfalmente eletto al primo turno con il 61% dei voti (il centro-sinistra unito si era fermato al 35%). Nulla,però, faceva presagire un arretramento così pesante, in ragione anche dell’elezione nel 2010 di Cota a Presidente della Regione (con Giordano assessore di punta) e soprattutto più di un segnale di attenzione della nuova giunta subalpina verso Novara per farla diventare – sono parole di Cota nell’ultimo comizio elettorale – la «capitale del Piemonte Orientale».
Nella capitale del leghismo subalpino, invece, la Lega perde fragorosamente la sfida per la leadership del centro-destra fermandosi sotto il 20% (19,56% contro il 22,18% delle regionali 2010), mentre il PDL, caso forse unico nel panorama dei capoluoghi di provincia chiamati al voto, cresce dal 25,92% di dodici mesi orsono al 28,65% delle comunali 2011.
Che sia stato sbagliato il candidato sindaco segretario della Lega, schierato su posizioni oltranziste in materia di sicurezza e immigrazione ? Quello che era un dubbio della vigilia, dopo lo spoglio dei voti, è diventata una certezza e rende,perciò, incerto anche l’esito del prossimo ballottaggio (previsto senza apparentamenti).
Determinante sarà dunque il comportamento degli elettori del movimento 5 stelle di Grillo (7,76%) e il terzo polo centrista, il cui candidato sindaco ha ottenuto il 7,34% (con l’UDC al 4% e Fli al 2,7%). Altre due liste civiche hanno raggranellato un tutt’altro che trascurabile 4,3%.
Una sconfitta di Franzinelli sarebbe uno schiaffo a mano aperta a Cota e alle sue ambizioni personali di crescita nel dopo Bossi. In ogni caso, c’è da registrare un evidente segnale di disagio in una delle roccaforti leghiste, per di più a solo un anno dalla clamorosa conquista della Regione.





