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LA DELUSIONE DEL CARROCCIO CHE REGALA CONSENSI AL PDL
Federico Fornaro su Il Riformista del 24-05-2011
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La stima dei flussi elettorali è uno strumento assai utile per poter calcolare (con una buona attendibilità) gli interscambi di voto avvenuti tra i partiti in due elezioni successive.
In tempi record, l’Istituto Cattaneo di Bologna ha fornito i dati sulla città di Milano, mettendo a confronto le comunali 2011 con le regionali 2010. Una forzatura dal punto di vista metodologico (di norma si usano consultazioni con caratteristiche uguali), ma i risultati sono di grande interesse. A differenza delle tradizionali tabelle dei dati elettorali, poi, tra i partiti è inserito anche quello dell’astensione, per cui le percentuali sono calcolate sul totale degli elettori e non solo sui voti validi espressi.
La ricerca del Cattaneo ci consegna sia alcune conferme sia alcune sorprese rispetto alle prime analisi e sensazioni post voto.
Incominciando dalla partecipazione degli elettori, la maggiore affluenza ai seggi dei milanesi (+ 7% in dodici mesi) beneficiano in maniera simile il Pd (+1,2%), la Pdl (+1,3%) e Sinistra e Libertà e Federazione della sinistra (+1,3%).
Tra gli schieramenti, nel centro-sinistra, l’Idv cede quote di consenso verso il partito di Vendola e la Fds (+ 0,6%), anche se è il Pd a recuperare significativamente sull’elettorato dipietrista in uscita (+1,6%). I democratici, per la prima volta dal 2008, non presentano flussi in uscita, ma solo in entrata.
Al contrario, nel centro destra, il Pdl vede erodere il consenso in direzione delle liste minori sia di centro-sinistra (-1,3%) sia di centro-destra (-0,9%) e anche del terzo polo (-0,9%). Tra Pdl e Lega, invece, si registra un flusso in uscita dal partito di Berlusconi verso quello di Bossi dello 0,6%, sorprendentemente però più che annullato da quello inverso (Lega verso Pdl), pari allo 1,3%. In altri termini, la previsione della vigilia di un Carroccio capace di attrarre i berlusconiani delusi viene smentita dai numeri e si conferma la deludente performance della Lega nella «capitale» della Padania che addirittura perde consensi a favore del Pdl.
La Lega,poi, ha un flusso in uscita anche in direzione della lista Grillo (-0,5%). A sua volta il Movimento 5 stelle non ottiene certo a Milano uno dei suoi risultati migliori, anche perché la grande mobilitazione a sinistra per Pisapia ha impedito la dispersione verso il voto di protesta «non utile».
In vista del ballottaggio, questi dati forniscono più di un motivo di riflessione a entrambi i contendenti. Al primo turno, Pisapia ha fatto il pieno di un elettorato di centro-sinistra motivato (e quindi pronto a ritornare ai seggi) e ha già recuperato molto sul fronte grillino. Dal canto suo, la Moratti non può contare su un Pdl e una Lega particolarmente in forma, ma ha, forse, ancora uno spazio di recupero sull’astensione. Il comportamento degli elettori del terzo polo potrebbe,dunque, rivelarsi decisivo nel duello del capoluogo lombardo, anche se alla luce delle stime dei flussi appare ancor più difficile prevedere chi sarà il prossimo sindaco di Milano.





