consiglieri news Homepage Rassegna stampa democratica
Reschigna: “Il governatore non può assolversi. Ha colpe precise nello scandalo”
Intervista ad Aldo Reschigna su la Repubblica del 29-05-2011
«Anche se siamo all´opposizione non godiamo certo di questa vicenda. Anzi ne avremmo fatto volentieri a meno perché mina ulteriormente il rapporto tra istituzioni e cittadini». Aldo Reschigna, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, non ride questo ennesimo scandalo che ha colpito la sanità. Ma pone alcune questioni politiche a Cota e alla sua maggioranza.
Di cosa accusa il presidente?
«C´è un grande divario tra le promesse di Cota e ciò che sta avvenendo: un anno fa aveva annunciato che avrebbe fatto uscire la politica dalla sanità, grazie a manager tecnici. Vediamo cosa è successo».
Monferino, nominato da Cota non è l´esempio di quella promessa?
«No, non ci sto. Le responsabilità politiche non riguardano solo il Pdl, ma anche la Lega e il presidente Cota. Perché non sono passati sei mesi dalle nomine dei commissari straordinari delle Asl e uno di loro, Plastino è già in galera. E sul piano politico, anche se non su quello penale, quanto riportato nelle intercettazioni su Managuerra nella vicenda Spresal è altrettanto grave perché testimonia la sottomissione alla politica da parte dei commissari».
Commissari voluti dal Pdl. Cota cosa c´entra?
«C´entra, eccome: perché non ha assunto provvedimenti nella vicenda dei pannoloni? Revoca una delibera con cui veniva indetta la gara e non si domanda perché si cerca di mettere in atto un´operazione tesa a favorire un soggetto privato a discapito dei conti pubblici? Risulta che sia stato Monferino a bloccare l´operazione. È plausibile che non ne abbia informato il presidente?»
A questo punto voi cosa chiedete alla giunta?
«Che Cota venga a parlare in Consiglio della vicenda, martedì: E che si proceda al più presto a nominare il nuovo assessore alla sanità perché c´è bisogno di un´autorevolezza politica che non può essere garantita da un interim del presidente che, per altro, in quest´anno, ha dimostrato di dedicare poco tempo alla gestione della Regione. Anche perché così, di fatto, la sanità piemontese sarebbe diretta da due soggetti senza responsabilità politica, cioè Monferino e Zanon. E c´è un ultimo problema».
Quale?
«Cota aveva dichiarato un anno fa che avrebbe rivoluzionato la Regione inserendo un soggetto capace di garantire la trasparenza (si era parlato anche di un magistrato, il pm Padalino). Anche questa è rimasta una bella intenzione. D´altronde non può esserci trasparenza se si attua la politica sanitaria nel silenzio, senza confronto con il Consiglio, i territori, le forze sociali. Un atteggiamento che deve finire. Anche perché sta crescendo in modo pericoloso il senso di frustrazione e di abbandono della sanità pubblica da parte di troppi professionisti seri che non hanno certezza di risorse, programmi e obiettivi». «L´ingegner Monferino è l´emblema dei tanti funzionari, dei tanti operatori sanitari, ma anche dei tanti amministratori che ogni giorno lavorano con professionalità e serietà nell´interesse dei cittadini del Piemonte» dice l´assessore regionale agli Affari istituzionali Elena Maccanti. E aggiunge: «Gli episodi di malcostume vanno colpiti duramente, ancor più perchè isolati. Tutti dobbiamo lavorare affinché al centro della Sanita ci sia sempre il malato, mai gli interessi di parte».





