Rosy Bindi: «La via maestra è la fiducia»
Intervista a Rosy Bindi su Il Sole24 Ore del 8-5-2011
«La via maestra è il voto di fiducia: il rispetto dei principi costituzionali viene prima di qualsiasi calcolo politico. E in ogni caso dal dibattito parlamentare dovrà emergere il trasformismo di questa maggioranza». Rosy Bindi, presidente del Pd e vice presidente della Camera, difende l’intervento di Napolitano a tutela della Costituzione e della centralità del Parlamento e denuncia «l’insofferenza» di Berlusconi verso tutte le autorità di garanzia. E accusa Bossi: accetta il «mercimonio di sottosegretari impresentabili. È in totale confusione».
Presidente Bindi, come interpreta l’intervento del capo dello Stato?
È l’ulteriore richiamo al rispetto della Costituzione e della centralità del Parlamento. Le reazioni scomposte del centrodestra sono l’ennesima dimostrazione di una incultura costituzionale e istituzionale.
Berlusconi ha attaccato ancora i giudici e la Consulta: la considera una risposta indiretta a Napolitano?
Esattamente. A Berlusconi danno fastidio tutte le autorità di garanzia della Costituzione, dimostrando totale insofferenza verso i principi costituzionali richiamati dal capo dello Stato. Per lui vincere le elezioni significa governare senza limiti.
Quale passaggio parlamentare sarà necessario? Un voto di fiducia, una comunicazione del Governo alle Camere?
Su questo dovremo ancora riflettere. Sicuramente la via maestra resta il voto di fiducia. Ma anche se non ci fosse voto di fiducia, dal dibattito dovrà emergere il trasformismo di questa maggioranza che ha nominato nove nuovi sottosegretari, e perfino minaccia di crearne altri dieci.
Per l’opposizione un voto di fiducia non sarebbe un boomerang che proverebbe la forza della maggioranza?
Chi ha cultura istituzionale non può fare di questi calcoli. Un Governo che non risponde alle regole della Costituzione è comunque più pericoloso per il Paese. Non si può guardare alle convenienze politiche quando ci sono dei vulnus costituzionali. Prima di tutto vanno sanati i vulnus, poi riparta la battaglia politica. Noi saremo comunque in grado di dimostrare che politicamente questa maggioranza non c’è e che questo Governo non è in grado di dare risposte al Paese. Ha ragione Bersani: la maggioranza è allo sfascio. Sta insieme solo per un becero accordo di potere. Si pensa solo alle leggi per Berlusconi. La Lega ora dice di condividere l’intervento di Napolitano, da cui intanto ha incassato la firma sul federalismo.
Cosa pensa del ruolo di Bossi?
La firma sul federalismo era scontata. La Lega è una contraddizione permanente: è il partito del federalismo che intanto incassa un non federalismo che nuoce ai cittadini e che appoggia un Governo centralista; è il partito della legalità che però dà l’impunità a Berlusconi; è il partito dell’economia che conserva la crescita zero. Grida “Roma ladrona” e benedice il mercimonio di sottosegretari impresentabili. Ormai la Lega è in totale confusione. Non è più in grado di assicurare il rispetto non solo del programma, ma neanche della sua identità politica.





